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Salute

Decotti e tisane non sempre fanno bene

Posted: 25/09/2012 alle 6:03 am   /   by   /   comments (0)

Sempre più spesso cerchiamo nei rimedi naturali , come i decotti e le tisane, una soluzione per facilitare i processi dell’organismo, favorendone il buon funzionamento. Agenti come l’inquinamento, sedentarietà, cattive abitudini alimentari possono infatti appesantire il nostro organismo. 

Ormai in erboristeria o negli scaffali dei supermercati troviamo una vasta gamma di erbe , ciascuna indicata per un particolare tipo di problema . Ci sono quelle per la cellulite, quelle drenanti per problemi come quelli premestruali e la cistite, quelle digestive, quelle indicate per i sintomi influenzali ma non tutti sono a conoscenza del fatto che alcune di esse non sono innocue, potrebbero indurre disturbi collaterali ed avere interazioni negative tra loro o con eventuali farmaci assunti.

Va bene ad esempio aiutare la peristalsi (motilità) intestinale con un infuso di semi di finocchio, o alleviare i disturbi influenzali sfruttando le proprietà antinfiammatorie di un decotto a base di chiodi di garofano, ma la cura di patologie serie deve essere sempre affidata ai farmaci tradizionali e al consiglio di un esperto.

Un uso sconsiderato di componenti vegetali può provocare, al contrario di quanto si possa credere, effetti indesiderati. Molte erbe sono infatti tossiche. Lo testimoniano le centinaia di studi clinici condotti negli ultimi anni. Un’assunzione eccessiva di prodotti erboristici in genere e di tisane, nello specifico, può provocare disturbi gastrointestinali, iper e ipotensione, nausea, tachicardia, stipsi, dolori addominali e reazioni allergiche.

Alcuni tipi di  erbe per alcuni tipi di malattie hanno delle controindicazioni specifiche :

  • A chi ha problemi di diabete è sconsigliata l’assunzione di liquirizia.
  • Per la sindrome premestruale è fatto divieto a erbe come la liquirizia e la salvia.
  • Per l’ipertensione arteriosa sono da evitare piante come la liquirizia, il cardo mariano, l’efedra sinica.
  • Per l’insufficenza renale è fatto assoluto divieto per erbe come il sedano, l’asparago e tutti i diuretici.
  • Per la gastrite e l’ulcera invece sono da evitare la cicoria, l’assenzio, il tarassaco, la genziana e l’angelica.
  • A chi ha malattie del fegato sono sconsigliate la borragine, la farfara, la liquirizia e l’eucalipto.
  • A chi è allergico all’aspirina sono sconsigliate tisane a base di betulla, pioppo e salice.

Alcuni tipi di erbe sono totalmente incompatibili con alcuni farmaci :

  • la liquirizia interagendo con il cortisone può potenziare l’effetto dei farmaci, oppure associato ad anticoncezionali orali può provocare ipertensione e riduzione dei livelli di potassio;
  • il ginseng associato all’insulina e agli antidiabetici orali può provocare problemi di glicemia;
  • il ginkgo biloba interagendo con l’aspirina e altri anticoagulanti può provocare emorragia.

Le tisane  e i decotti quindi devono essere assunte con parsimonia :

  • evitate quindi di assumere dosi maggiori rispetto a quelle indicate perché facendo ciò riducete e non aumentate gli effetti benefici ;
  • evitate di raccogliere le erbe autonomamente, piuttosto più che al supermercato acquistatele in farmacia o in erboristeria dove il dottore di turno potrà indicarvi quelle più adatte al vostro caso specifico;
  • conservatele non più di sei mesi in recipienti chiusi e riponeteli in un luogo fresco e asciutto;
  • tenetele fuori dalla portata dei bambini.

In definitiva questi strumenti storici di autoterapia, rappresentano  una valida alternativa all’abuso di prodotti farmaceutici ma pur essendo di origine naturale  presentano delle controindicazioni: non sottovalutatele.