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Motivazione, Salute, Sport

Dalla parte dell’atleta. La nuova paura prima di una gara.

Posted: 09/02/2021 alle 2:42 pm   /   by   /   comments (0)

Non siamo disposti a rinunciare alle gare nazionali, internazionali, tantomeno alle Olimpiadi, anche se gli stadi e gli spalti probabilmente resteranno ancora posti vuoti per molto.

Gli atleti sono scalpitanti di poter masticare un po’ della loro passione ma lo sono anche gli allenatori, i dirigenti e non per ultimi i tifosi.

Ci si adatta a nuove norme, si trovano soluzioni sufficientemente sicure.. Insomma, “the sport must go on!”

Ma c’è una verità che in pochi considerano.

Se, infatti, il lockdown dei primi mesi e la sospensione forzata dalla propria attività hanno comportato in molti atleti emozioni di sconforto, rabbia e apatia, per qualcuno anche tornare a gareggiare non è poi così facile.

Come tutte le cose che abbiamo visto cambiare in questi mesi, anche l’ansia pre – gara, oggi ha, infatti, un nuovo significato.

Questo perché, non sempre, anche in eventi in cui sono previste trasferte e atleti di più nazionalità si incontrano, i regolamenti richiedono un doppio tampone che tenga in considerazione i tempi di incubazione del covid – 19.

Il Grand Slam di Judo a Budapest ne è la dimostrazione; molti atleti, difatti, sono riusciti a partire in quanto negativi al primo test ma non hanno potuto gareggiare perché positivi al secondo.

Ma se questa attenzione e questo impegno non vengono sempre garantiti dalle federazioni e dalle organizzazioni, gareggiare implica, di conseguenza, il rischio reale di contrarre il virus. Questo è vero specialmente negli sport di contatto, dove gli sfidanti raggiungono un livello di vicinanza tale da aumentarne i rischi.

Alcuni atleti, dinnanzi a questa situazione, manifestano, pertanto, livelli di ansia e di stress elevati e riferiscono, in alcuni casi, di sperimentare disagio e agitazione.

Si tratta, quindi, di una preoccupazione tutta nuova che sicuramente, però, non consente una preparazione mentale adeguata ai fini di una buona performance.

Competere, a volte, non ha più lo stesso sapore nemmeno per i migliori che non restano immuni dal pericolo.

E se allora è vero che lo sport deve andare avanti c’è anche da chiedersi, talvolta: ma per un atleta è sempre così? Com’è cambiato il suo approccio alla gara negli ultimi tempi?

Dott.ssa Denise Milone – Psicologia dello sviluppo e delleducazione

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