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Nutrizione

La dieta mediterranea: patrimonio dell’umanità

Posted: 15/12/2010 alle 12:27 pm   /   by   /   comments (0)

Il 16 Novembre 2010, l’Unesco ha dichiarato la dieta mediterranea “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”. Un traguardo storico per la tradizione alimentare e per la cultura del nostro Paese, in particolare per la provincia di Salerno. Infatti, lo scienziato americano Ancel Keys, trasferitosi nel Cilento, notò la bassa incidenza di malattie cardiovascolari in questa popolazione e avanzò l’ipotesi che ciò fosse da attribuire al tipo di alimentazione.

In seguito a questa osservazione prese l’avvio la famosa ricerca “Seven Countries Study”, basata sul confronto dei regimi alimentari di 12.000 persone, di età compresa tra 40 e 59 anni, sparse in sette Paesi del mondo (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, Stati Uniti e Jugoslavia). I risultati dell’indagine  dimostrarono che la mortalità per cardiopatia ischemica (infarto) è molto più bassa presso le popolazioni mediterranee rispetto agli altri Paesi europei, dove la dieta è ricca di grassi saturi (burro, strutto, latte e suoi derivati, carni rosse).

Ancel Keys, e altri scienziati che presero parte allo studio proseguirono il loro lavoro a Pioppi, nel Cilento, dove Keys continuò a vivere fino a 100 anni, come migliore riprova delle sue teorie. Pioppi è diventata, così, capitale mondiale della dieta mediterranea: qui, infatti, è stata fondata “l’Associazione per la Dieta Mediterranea, Alimentazione e Stile di Vita” che ha ricevuto, per il valore culturale e sociale rivestito, un’onorificenza dal Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. Piuttosto che una dieta comunemente intesa, la dieta mediterranea è un modello nutrizionale che si caratterizza come vero e proprio stile di vita.

Essa garantisce un adeguato apporto di carboidrati, proteine, grassi, vitamine, sali minerali, antiossidanti e fibre. Contrariamente a quanto si crede, non prevede il consumo di grandi quantità di pane e pasta, piuttosto hanno un ruolo più importante i legumi e i cereali, viene consumata molta carne bianca, in modeste quantità quella rossa, e pesce, soprattutto azzurro, ricco di omega 3. La dieta contempla anche un consumo moderato di vino rosso che ha un effetto antiossidante per l’alto contenuto di flavonoidi.

Al regime alimentare vero e proprio vanno poi a sommarsi gli effetti benefici di uno stile di vita attivo , quindi, fare attività fisica, evitare il fumo e lo stress. Dopo essersi rivelata protettiva nei confronti di malattie cardiovascolari, tumori e probabilmente di allergie e asma, numerosi studi ne segnalano i potenziali effetti protettivi per la depressione e per i disturbi del comportamento alimentare (DCA). A questo proposito, promosso da “Informa”, il 27 gennaio, presso il salone Bottiglieri della Provincia di Salerno, si terrà un convegno sui DCA e il loro trattamento che vedrà la partecipazione di illustri relatori.

La dieta mediterranea, e quindi per associazione, mangiare bene, aiuterebbe infatti a contrastare gli stati depressivi, spingendo a ritrovare l’equilibrio psicofisico messo a dura prova soprattutto nei momenti più difficili e duri della vita. Questa dieta, assicurando il giusto e completo apporto di tutti i principi nutrizionali, è in grado di accrescere e mantenere il benessere e la salute sia psicologica che fisica dell’individuo e di prevenire invecchiamento e possibili problemi o disturbi psico-fisici. La dieta mediterranea, non è solo un modo di nutrirsi, ma è l’espressione di un intero sistema culturale improntato alla convivialità, alla sapienza contadina degli alimenti, al gusto e al piacere per la buona tavola, nel ricordo delle tradizioni. Ora, rappresenta un patrimonio storico e culturale di grande rilievo e si propone come simbolo di una cucina la cui semplicità, fantasia e sapori sono apprezzati in tutto il mondo

Dott.ssa Mariarosaria Galdi
Biologa – Nutrizionista

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