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Esperienze

VOLOSIDERA giocosa riflessione su volontà, bisogno e desiderio

Pubblicato: 18/12/2015 alle 10:02 am   /   da   /   commenti (0)

La volontà è un gelato al gusto di decisione, è un vestito molto attillato e aderente, è un paio di scarponi che indossiamo per marciare verso o anche contro il mondo. La volontà è un cerchio che diventa sempre più quadrato; è un fuoco che riscalda l’acqua salutare della nostra accidia, che la fa bollire e forma il vapore e il vapore mette in moto i pistoni del motore che ci fa viaggiare, conoscere e amare, sì: amare, perché per amare ci vuole più volontà (ci vuole volontà… una frase su cui riflettere), dicevo: per amare ci vuole più volontà che fantasia.

Ti voglio, è così che ci esprimiamo quando amiamo qualcuno, o quando, confusi dalla nostra passione e dai suoi sentimenti, o viceversa, la desideriamo: “ti voglio”. È come se volessimo (sic) possedere qualcosa, anzi qualcuno – ma “preso” è anagramma di “perso”. Possedere si addice più a una cosa che a una persona. Allora la volontà che ci porta a scegliere qualcuno, a volere qualcuno accanto a noi è più simile a una colonna che sostiene, non a una catena che stringe. La volontà alla base dell’amore è un abbraccio che accoglie, non una spirale che soffoca.

Ci vuole volontà all’inizio, ci vuole volontà tutto in mezzo e ci vuole volontà fino alla fine per realizzare un desiderio come un bisogno. La volontà non si sazia man mano lasciandoci a pancia piena: per fare 100 metri non basta averne fatti 99. Volli, volli, fortissimamente volli. E non funzionerebbe “posso, posso, fortissimamente posso”, perché si sentirebbe, dietro quest’affermazione, l’eco di un dubbio: posso? Posso davvero? E neppure funzionerebbe “devo, devo, fortissimamente devo”, perché in questo caso, a guidarci, sarebbe il sogno, il desiderio, la volontà di un altro. Un altro che vuole, che desidera per noi o al nostro posto; è possibile? “Io voglio per te tutto il bene possibile.” Ma se così fosse, lo avresti realizzato intorno a te, questo sentimento, e ci avrebbe racchiuso entrambi, la tua volontà trasformata in sentimento mi avrebbe attratto come una calamita.

La volontà attira, attrae, mette in moto: io voglio volere, io voglio desiderare, voglio amare prima ancora di volere, prim’ancora di aver bisogno di te, e questa volontà è tutta la mia potenza: ti attrae, ti imprigiona – a questo arriva, a catturare. Ma la volontà è una prigione le cui sbarre sono colonne che s’intrecciano e sostengono mondi verticali e universi orizzontali che si fondono per creare spazi sempre più vasti, dai quali è inutile fuggire. VOLONTÀ è l’imperativo di VOLO, è l’accento sulle ali: VOLO…NTÀ fino al cielo, fino alle stelle, fino a DE…SIDERA.

Roberto Lombardi – Attore, regista, scultore

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Illustrazione di Roberto Lombardi

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