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Esperienze

Voglio imparare a danzare come Gildo

Pubblicato: 18/07/2011 alle 10:52 am   /   da   /   commenti (6)

Alcuni mesi fa in una delle nostre escursioni di trekking, Gerardo, uno dei partecipanti, mi invita ad una festa tenuta sabato scorso in un paesino in periferia di Salerno. Mi organizzo con degli amici e mi accordo per passarli a prendere in serata, saremmo andati alla festa tutti insieme.

Arrivo a casa, citofono, mi invitano a salire. Seduti intorno al tavolo in cucina ci sono altri amici e immediatamente vengo attratto da uno di loro, si chiama Gildo, un nome simpatico quasi a confermare  una personalità che sprizza allegria da tutti i pori.

Inanella una battuta dopo l’altra e la serata inizia all’insegna della vivacità e della simpatia, che fortuna incontrare persone così, ti mettono addosso quel senso di spensieratezza in cui ti abbandoni ad uno spirito fanciullesco, e le ansie, lo stress della quotidianità, sembrano già ricordi lontani.

Mi suscita curiosità, mi piacerebbe conoscerlo meglio, vorrei scoprire subito il segreto di tanta felicità ma non chiedo di lui, mi limito ad osservarlo.

Mangiamo tutti insieme un ottimo riso all’insalata e ci avviamo alle macchine per raggiungere la festa. Gildo non perde occasione per ironizzare anche sulla sua vecchia auto e da una battuta di una nostra amica comprendo che ha un lavoro di prestigio e di responsabilità.

Che strano, mi dico, e mi chiedo perché una persona del suo calibro abbia rinunciato ad uno degli status del nostro tempo.

Ci separano pochi chilometri dalla festa, arriviamo in fretta, le ragazze hanno preferito andare con lui e da come sono uscite sorridenti dall’auto capisco che il suo brio non si è fermato nemmeno durante il viaggio.

Eccoci alla festa, si fa fatica a passare, gli invitati sono tanti, nessuno è voluto mancare alla serata di Gerardo, altra personalità vulcanica. Scegliamo un posticino e mentre noi cerchiamo di ambientarci Gildo è già in pista a ballare.

I suoi movimenti non sono proprio quelli di una libellula ma a lui non importa del passo di danza perfetto, a lui interessa divertirsi.

Alcune persone, appoggiate ad una ringhiera, lo guardano incuriosite e, scambiandosi cenni di intesa, se la ridono delle sue performance, lui se ne accorge, sorride con cordialità e continua a ballare.

Gildo è una persona libera, è uno che la vita la vive, a lui non piace appoggiarsi ai bordi, a lui piace scendere in pista e ballare e lo fa incurante del giudizio altrui.

Guardandolo il mio pensiero è volato ad uno stralcio di una poesia di Alfred Souza:

“…Lavora come se non avessi bisogno di denaro
ama come se non ti avessero mai ferito
e balla come se nessuno ti guardasse.”,

ed ho avvertito forte il desiderio di imparare a danzare come lui.

Commenti (6)

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commenti ( 6 )

  • 19/07/2011 alle 7:56 am Angelica

    …ed io aggiungo…che è quando si balla che viene fuori quello che si ha dentro!
    W Gildo, W Gerardo e tutte quelle persone che si approcciano agli altri senza preconcetti e pregiudizi, ma per il semplice gusto di stare assieme!

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  • 19/07/2011 alle 10:57 am Enzo

    Leggendo queste parole rimpiango ancor più amaramente di non essere stato anch’io a quella festa, dove, sembra, il sincero divertimento, l’allegria spensierata e il senso dell’amicizia hanno aleggiato per tutto il tempo della festa mantenendo un clima in cui ognuno sentiva di poter fare tutto senza l’oppressione del giudizio altrui, cosa alquanto rara di questi tempi. Mi auguro solo che si possa ripetere una cosa del genere, anzi che diventi sempre più frequente.

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  • 16/08/2011 alle 4:16 pm Linda

    Ovunque tu sia, continua a ballare per noi.

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  • 18/08/2011 alle 11:39 am Dario Rago

    Ho appreso pochi giorni fa che purtroppo Gildo ha perso la vita in un incidente stradale. E’ stata una di quelle notizie di cui non ti capaciti, il dolore è forte e resti in attesa di qualcuno che possa confermarti il contrario.
    Oggi la conferma, Gildo ha perso la sua vita, molti di noi hanno perso un valido esempio per migliorare la propria.

    Sono contento di aver scritto questo articolo sulla scorta delle emozioni che mi aveva lasciato in quell’occasione e mi auguro che esso possa contribuire a mantenere viva la memoria di Gildo come emblema di libertà e felicità.

    Addio Gildo, grazie per quanto ci hai donato.

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  • 18/08/2011 alle 11:24 pm Enzo

    Credo che Gildo fosse una di quelle persone di tale empatia che entrano nel cuore di tutti e ci restano senza far niente per farlo accadere tranne essere se stesso. Peccato non aver avuto il tempo di conoscerti, caro Gildo, perché avresti potuto insegnarmi tanto della vita, quella vita terrena che a te è stata tolta. Ma forse adesso tutti ti ricorderanno e ci sarai di esempio.

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  • 13/09/2011 alle 11:09 am Dario Rago

    Sabato scorso Gerardo ha ripetuto la festa occasione dell’incontro con Gildo e ha voluto omaggiare i presenti con una copia di questo articolo.
    Non nascondo di aver provato un po’ di imbarazzo quando mi ha chiesto il consenso, poi, considerate le ragioni che mi hanno spinto a scriverlo, ho accettato di buon grado.
    Durante la festa mi si avvicina una signora e mi dice: “io la devo ringraziare”, perché? Le chiedo, e lei “Guardi, ho sessant’anni e non ho voluto mai ballare in vita mia, da oggi, grazie al suo articolo, inizierò a farlo e a divertirmi senza curarmi del giudizio degli altri”.

    Se è vero che il più bel regalo per l’uomo è quello di lasciare eredità di affetti insegnando libertà e amore, provo soddisfazione nel sapere di aver contribuito a mantenere viva la memoria di Gildo.

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