Preliminarmente, occorre precisare che in questa sede oggetto di esame è il danno conseguente all’infortunio occorso in palestra per l’utilizzo degli attrezzi sportivi, omettendo quindi quelle ipotesi particolari per le quali il danno è conseguente ad uno stato di salute non idoneo.
Ciò premesso, una recente pronuncia della Suprema Corte (sentenza Cassazione, sezione III, n. 858 del 17.1.2008) ha affermato il principio secondo il quale anche gli infortuni che si verificano in palestra danno diritto al risarcimento del danno biologico e morale. Trattasi di una innovazione rispetto ai precedenti orientamenti, in quanto la S.C. ammette il riconoscimento del risarcimento non del solo danno patrimoniale, ma anche del c.d. danno morale e biologico.
Il danno patrimoniale si compone del danno emergente (spese sostenute per l’infortunio) e lucro cessante (mancato guadagno).
Il danno morale si configura invece come «momentaneo, tendenzialmente transeunte, turbamento psicologico, collegato alla sua sofferenza fisica e al dolore morale», mentre il danno biologico sussiste quando “la sofferenza fisico – morale determini effettivamente, di per sé stessa, alterazioni della psiche tali da incidere negativamente sull’attitudine del soggetto a partecipare normalmente alle attività, alle situazioni e ai rapporti in cui la persona esplica sé stessa nella propria vita».
L’orientamento innanzi descritto determina, in sostanza, un aumento dell’entità del danno che potrebbe essere oggetto di risarcimento.
Avv. Gennaro Fiorillo
Approfondimenti:
La sottoscrizione dei moduli di autocertificazione
Risarcimento per danno estetico
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mio figlio durante l’ora di palestra (kun fu’),è caduto malamente .quando sono andato a prenderlo nessuno mi ha informato dell’accaduto(neanche il maestro),ma solo lui mi accannava di essere caduto e che in seguito alla caduta si era gonfiata la mano sinistra.(venerdì).tutto il giorno di sabato ha tenuto fasciata la mano con maggaggi e crema antiffiammatoria,ma continuava a lamentarsi e a non dormire.domenica ,decidevo di accompagnarlo a c.t.o. che dopo una visita e una radiografia constatava la frattura del polso con 25 gg di prognosi.
desidero sapere la palestra è tenuta a pagare le spese mediche e tutto il resto tramite l’assicurazione che penso sia obbligatoria?oggi andrò a sentire,spero di non dover intrapendere una battaglia giuridica grazie
Salve, cercherò di esserLe di aiuto.
La palestra, o meglio chi la gestisce, è tenuta a rimborsarLe tutte le spese che andrà a sostenere per la cura di Suo figlio. Naturalmente, le predette spese devono essere documentate ed è quindi necessario che Lei conservi tutte le fatture e ricevute di pagamento, nonchè le ricette mediche e gli scontrini degli eventuali medicinali acquistati.
Oltre al rimborso delle spese mediche, ha anche diritto al risarcimento del danno biologico (fisico) secondo la misura che dovrà essere quantificata da un medico legale.
Il tutto presuppone che l’infortunio subito da Suo figlio sia addebitabile al gestore della palestra, in altre parole che vi sia una sua responsabilità. Al riguardo non posso dirLe di più, in quanto non conosco la dinamica dell’incedente.
Per quanto concerne l’assicurazione, questa non è obbligatoria (come quella per le automobili), anche se, per ovvi motivi, ne sono dotate quasi tutte le palestre; si informi presso il titolare.
Spero di aver risposto a tutto.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori delucidazioni o la necessità di comunicarmi informazioni più riservate, può contattarmi anche tramite email all’indirizzo info@daniloansalone.it
Cordialmente.
Avv. Danilo Ansalone
Gentile Avvocato.
Quali sono gli elementi per discernere tra responsabilità del gestore della palestra e responsabilità del singolo frequentatore della palestra? In breve le descrivo la dinamica : durante una lezione di spinning la gabbietta del pedale che dovrebbe tenere fermo il piede sul pedale stesso, si slaccia e il ritorno del pedale sullo stinco provoca profonda una lesione profonda. La gabbietta non era in buone condizioni, e l’attrezzatura sportiva non era quindi manutenuta correttamente, nè era stata controllata. ci sono margini per una denuncia?
Grazie mille
attendo suo cortese riscontro.
Gentile Signore,
il gestore della palestra ha il dovere di garantire e vigilare sul fatto che le strutture e gli attrezzi presenti siano sicuri per i clienti. In ciò rientra ovviamente una corretta manutenzione e l’eventuale sostituzione dell’attrezzo quando lo stesso sia divenuto inidoneo all’uso.
Dalla descrizione dell’infortunio che Lei fa mi sembra di poter dire che vi sia responsabilità del gestore per non aver provveduto a interventi di manutenzione ordinaria/sostituzione del macchinario o di parti di esso.
La responsabilità del gestore potrebbe essere esclusa nella misura in cui (e non è il Suo caso) la rottura del pezzo ed il conseguente infortunio fossero attribuibili ad un uso anomalo e non autorizzato dell’attrezzo poiché in tal caso non sussisterebbero profili di colpa del gestore medesimo.
Salve,
una settimana fa mi sono fatta seriamente male al polpaccio sx mentre praticavo fit-boxe nella mia palestra. Nn so se nell’abbonamento mensile sia compresa un’assicurazione infortuni, però vorrei sapere se ho diritto a una qualche forma di risarcimento.
Grazie.
Rita
Gentilissima lettrice,
cercherò di risponderle punto per punto:
1. la maggior parte delle palestre è assicurata per gli infortuni di cui possono essere vittima i fruitori e del relativo costo se ne fa carico, nella normalità dei casi, il gestore; l’unico modo, quindi, per avere questa informazione è quello di rivolgersi al proprietario della palestra;
2. per risponderle in merito alla possibilità di essere risarcita, dovrei conoscere come è avvenuto nello specifico l’infortunio, o meglio se questo è dipeso da un suo errore oppure da qualche difetto della struttura o imperizia dell’istruttore; attendo, dunque, eventuali sue delucidazioni in merito.
Cordiali saluti
Danilo Ansalone
Gentile Avvocato,
Le scrivo per avere un’ulteriore informazione in merito ad un infortunio che ha avuto mio figlio di 7 anni durante la lezione di Karate.
Il bambino si è aggrappato alla sbarra fissata al muro e scivolando si è recato un taglio alla testa dove in ospedale hanno messo 3 punti di sutura.
La mia domanda è: “E’ comunque responsabilità della Palestra, anche se il bambino durante l’ora di Karate si è provacato l’infortunio giocando?”.
Inoltre, l’Ospedale mi ha consegnato un foglio giallo (dove si evince la prognosi e il tipo di trauma) dicendomi di farlo pervenire alla palestra, ma non vi è alcuna spigazione su come procedere ai fini assicurativi.
La ringrazio anticipatamente.
Giuseppe.
Gentile lettore,
la risposta è si: la palestra è responsabile.
Suo figlio, infatti, minore di età è stato affidato alla “custodia” dell’istruttore su cui gravava il dovere di sorvegliare suo figlio e di evitare che, facendo giochi pericolosi, si facesse male.
Al riguardo è applicabile, per analogia, la copiosa giurisprudenza elaborata in materia di responsabilità degli istituti scolastici.
Tra tutte, le evidenzio una sentenza a Sezione Unite della Cassazione del 2002, secondo la quale circa l’onere probatorio, nelle controversie instaurate per il risarcimento del danno da autolesione di un bambino nei confronti dell’istituto scolastico e dell’insegnante, l’attore dovrà soltanto provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, mentre sarà onere dei convenuti dimostrare che l’evento dannoso è stato determinato da causa a loro non imputabile”.
Cordiali saluti
Danilo Ansalone
Gent.mo Avvocato,
mio figlio di 7 anni si è rotto la clavicola durante la lezione di palla a volo presso una società sportiva. Ho diritto ad un risarcimento? Come devo procedere e cosa è risarcibile?
Grazie e buon lavoro
Gent.ma Sig.ra Letizia, mi riallaccio a quanto già scritto nel mio commento del 16/12/2011. La Società sportiva è responsabile nella misura in cui suo figlio, minore di età, è stato affidato alla “custodia” dell’istruttore su cui gravava un dovere di sorveglianza. La Società potrà “liberarsi” dal dovere risarcitorio solo dimostrando che la lesione subita da suo figlio è dipesa da una causa ad essa non imputabile.
La prima cosa da fare è scrivere una lettera racc.ta alla predetta società, denunciando l’accaduto e chiedendo che le venga fornito il nome della compagnia assicurativa che copre la medesima società per gli infortuni. Successivamente non le rimane che contattare l’assicurazione e seguire l’iter che le indicheranno per essere indennizzata. Qualora, per qualsiasi motivo, l’assicurazione decida di non risarcirla, non esiti a ricontattarmi tramite la redazione della rivista informa, valuteremo insieme le azioni da intraprendere.
Cordiali saluti.
Avv. Danilo Ansalone
Gentile Avvocato,
Le scrivo in quanto 4 anni fa’ all eta di 20 anni durante una normalissima partitella a calcetto con gli amici, in palestra comunale, durante un azione di gioco feci per spostare la palla e all’immproviso mentre stavo per calciare scivolai e sentii un forte dolore al tendine d’achille come se qualcuno dal dietro mi desse un calcio…il giorno dopo fui operato per rottura sottocutanea del tendine d’achille…nei mesi successivi all’accaduto andai in comune per chiedere in forma orale il risardimento danni. ma niente poi mi appelai ad un avvocato che fece un richiamo all’assicurazione della palestra, ricevendo pero risposta negativa in quanto dichiaravano che non è di responsabilita’ della palestra..inoltre affermavano anche che se fosse caduto un lampadario o qualcosa del genere avrebbero risposto…..la domanda è se facessi causa avrei delle possibita’ di risarcire il danno sia morale che fisico…?? grazie anticipatamente
Gentile Simone, per rispondere alla sua domanda avrei bisogno di qualche ulteriore informazione sulle modalità dell’incidente. Se, infatti, questo è dipeso solo ed esclusivamente da una sua azione di gioco, non ha diritto ad alcun tipo di risarcimento, se invece è stato causato da un “difetto” del campo di calcetto il discorso è diverso e potrà vantare pretese risarcitorie.
Le ricordo, infine, che lei ha un’azione diretta solo nei confronti del Comune (proprietario del campetto) il quale potrà, poi, chiedere di essere garantito dalla compagnia assicurativa.
Cordiali saluti
Avv. Danilo Ansalone
Gent.le Dott.Ansalone, purtroppo la compagnia assicurativa mi informa che la lesione di mio figlio da tabelle ministeriali da il 4% di invalidità e loro applicano una franchigia del 5%. Pertanto non saremo indennizzati neanche per le spese mediche. C’è qualcosa che possiamo fare, secondo Lei?
Grazie e Cordiali saluti
Letizia
Gentile Sig.ra Letizia, l’assicurazione viene stipulata dalla palestra per tutelarsi e la polizza può prevedere franchigie più o meno alte. Questo non comprime la sua facoltà di agire direttamente nei confronti del soggetto (ente giuridico) che gestisce la palestra dove suo si è infortunato, previa verifica dell’imputabilità dell’accaduto al medesimo.
Se vuole una risposta più precisa deve descrivermi come suo figlio si è fatto male. Per motivi di privacy, può anche contattarmi in privato all’indirizzo danilo.ansalone@gmail.com.
Cordiali saluti.
Danilo Ansalone
Gent.mo Avvocato,
le scrivo in quanto durante una lezione di aikido, nel mese di novembre 2009, a causa di una presa sbagliata del mio maestro, sono caduto.A seguito della visita al pronto soccorso ho scoperto di avere una distorsione al legamento del ginocchio sinistro.Al momento dell’accaduto la palestra non era dotata di una cassetta pronto soccorso, tanto che mi hanno medicato con una bottiglia di grappa fredda…Mi sono affidato ad un avvocato che avrebbe provveduto ad un eventuale risarcimento tramite assicurazione. Inoltre quando ho chiesto in palestra chiarimenti sulla loro assicurazione mi hanno risposto che non erano tenuti a darmi tali informazioni. L’avvocato mi disse che si sarebbe fatto vivo lui non appena avesse saputo qualcosa. Purtroppo dopo 3 anni di silenzio pensando che non si potesse fare nulla, l’ ho incontrato per caso e mi ha detto che la palestra era sprovvista di polizza assicurativa e che non si poteva procedere in alcun modo.
Posso richiedere dopo tutto questo tempo un risarcimento?
La ringrazio. Cordiali saluti
Gentile Sig. Samuele, il suo diritto ad ottenere il risarcimento dei danni si prescrive in 10 anni in quanto si tratta di un illecito contrattuale. Poi, pur volendolo qualificare l’illecito come extracontrattuale, la prescrizione è quinquennale e, quindi, è ancora in tempo per esercitare il suo diritto. La circostanza che la palestra non fosse assicurata non limita la sua possibilità di agire direttamente nei confronti del gestore.
Cordiali saluti.
Danilo Ansalone
salve vorrei sapere una cosa riguardo gli infortuni in palestra….. ieri si è staccato il giunto di un macchinario e colpendomi mi sono messo tre punti sul labbro e schegggiato un dente….! la palestra mi deve pagare i danni vero? e se si i danni sono sia fisici che morali giusto?
Salve, il suo è il classico caso di responsabilità del gestore della palestra. La risposta, quindi, non può essere che affermativa: ha diritto al risarcimento del danno. Ho qualche perplessità per quanto concerne la risarcibilità del danno morale, in quanto l’infortunio da lei subito (per fortuna) è di modesta entità e poi perché la giurisprudenza è ormai quasi unanime nel sostenere che il danno morale sia già ricompreso in quello biologico (fisico). Questo, però, non toglie che può provare a chiederlo all’assicurazione e vedere se le viene liquidato.
Cordiali saluti.
Danilo Ansalone
Gent.le Avvocato,
Mio fratello (30 anni) nell’eseguire con un macchinario un esercizio per le spalle, durante la fase di ricaduta a terra ha urtato una pedana mobile di legno che si trovava nei pressi del macchinario in questione (quella pedana non e’ compresa però nel macchinario). risultato: frattura del V metatarso del piede dx. Abbiamo prevveduto a tenere tutte le ricevute (pronto soccorso, spese mediche, consulenza del medico legale) ma ora come dobbiamo procedere? Possiamo chiedere direttamente il risarcimento alla palestra o all’assicurazione o bisogna fare una causa? Grazie
Gent.le avvocato,
nell’eseguire un esercizio di pilates di schiena poggiata su una palla con la supervisione dell’istruttore in un ambiente risultato ristretto per le numerose presenze, “sfuggendomi” tale palla dalla schiena voltavo improvvisamente su un fianco urtando con violenza la gamba destra su un pilasto presente. Dolore immenso e gonfiore all’altezza della tibia che veniva prontamente tamponato con ghiaccio e , una volta a casa , con applicazioni di pomata specifica. Dopo un paio di giorni si evidenziavano ematomi che interessavano la parte interna della gamba a partire dal polpaccio fino al tallone del piede. Attualmente il dolore , lancinante all’inizio , va pian piano scemando lasciando il posto a questi segni evidenti. Non ho fatto alcun esame , escludendo a priori qualsiasi rottura, e non sono avezza a queste particolari situazioni odiando francamente coloro che ci speculano sopra , ma per una questione di principio avrei il diritto di richiedere eventuali risarcimenti alla palestra? Risarcimenti di cosa poi ? E le eventuali modalità , visto che sono passati dei giorni , richiedono sempre l’intervento di testimonianze , referti medici e avvocati?. E ….se la palestra non avesse copertura assicurativa? Grazie per l’eventuale parere.
Dalla descrizione del sinistro da Lei effettuata sembrano essere ravvisabili profili di responsabilità in capo al gestore della palestra atteso che tale ultimo ha il dovere di garantire e vigilare sul fatto che le strutture presenti siano sicure per i clienti e che le diverse attività sportive vengano svolte senza rischi per la salute e la sicurezza delle persone. Dalla descrizione che Lei fa dell’infortunio sembrerebbe evincersi che la sala dove si teneva la lezione di pilates non fosse adeguata per dimensioni e struttura al tipo di attività svolta.
In tal caso avrebbe titolo per richiedere un risarcimento dei danni alla palestra (peraltro quasi certamente coperta da polizza assicurativa per gli infortuni). Mi sembra però di comprendere che, date le non rilevanti conseguenze dell’incidente, Lei non si sia fatta visitare e pertanto non abbia a Sue mani alcun referto medico attestante i danni subiti.
Certo è che se avesse intenzione di agire nei confronti della palestra sarebbe essenziale un referto medico per poter provare il danno subito nonché per poter formulare una corretta richiesta risarcitoria.
Quanto al fatto che la palestra sia o meno assicurata (atteso che quasi certamente lo sarà) ciò non rileva ai fini di una Sua eventuale richiesta risarcitoria atteso che in assenza di una polizza di copertura risponderà direttamente la palestra anziché essere tenuta indenne dalla propria Compagnia di Assicurazione.
Sperando di aver fornito sufficienti chiarimenti Le porgo cordiali saluti
Flavio Volontà
Gent.le Avvocato,
Mia figlia di 11 anni l’anno scorso su indicazione di un medico di ortopedia, ha seguito un corso di ginnastica correttiva presso un centro sportivo molto quotato in paese. Purtroppo mia figlia, nonostante fosse seguita da un personal trainer, facendo esercizi posturali con attrezzo, ha subito un incidente. Per la ginnastica correttiva, il personal trainer(pagato profumatamente) faceva usare l’attrezzo chiamato “trapezio”. Ecco che un giorno, facendo questo tipo di esercizio, il personal trainer ordina a mia figlia e anche all’altra bambina che seguiva, di tenere l’asta dell’attrezzo, con le mani ben aperte e non chiuse per maggior presa. A questo punto l’asta essendo a molla le si è rivoltata sul suo viso. Al colpo, mia figlia ha perso l’incisivo centrale destro e la perforazione del labbro inferiore con stusura al pronto soccorso. Ora il dente lo abbiamo rimesso dal dentista, ma dalle radiografie risulta un dente morto con successiva annerimento e caduta stessa. Al momento il dente e tenuto agli altri con un siggillante.La palestra è sprovvista di assicurazione, che io non sapevo, avendo pagato una certa somma per 20 lezioni, pensavo fosse inclusa. Il proprietario della palestra non vuole saperne nulla (sempre per vie legali) di pagare di tasca sua quello che io dovrò affrontare in futuro come visite dentistiche , trattandosi ormai di un dente che non ha motivo di essere tenuto sù con siggillanti. E a tal proposito il proprietario mi ha fatto fare consulenza da suoi odontotecnici di fiducia che hanno confermato tramite loro radiografie , che per il dente non c’era niente da fare.oltre al dente c’è la cicatrice da rimuovere in futurosotto il labbro, evidente. Tutte queste spese è possibile che non certo ora per il trauma che ha subito mia figlia, ma che in futuro dovrò affrontare, le debbo pagare tutte io? La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione.Spero mi possa dare dei suggerimenti su come indirizzare il mio avvocato a muoversi.
Gentile Signora,
non posso purtroppo esserLe d’aiuto poiché, come mi pare di capire dal testo del Suo quesito, Lei è già assistita da un Suo legale di fiducia che sta seguendo la vicenda.
Sarebbe poco corretto nei confronti del collega fornirLe un parere sulla vicenda e del tutto fuori luogo che io mi spingessi addirittura a darLe dei consigli per “indirizzare” il Suo avvocato.
Sono certo che il Suo legale abbia tutti gli strumenti necessari per impostare al meglio la questione e fornirLe le risposte di cui Lei legittimamente ha bisogno.
Mi spiace di non poterLe essere di maggior aiuto.
Distinti saluti
Gent.le Avvocato,
Mia figlia di 11 anni l’anno scorso su indicazione di un medico di ortopedia, ha seguito un corso di ginnastica correttiva presso un centro sportivo molto quotato in paese. Purtroppo mia figlia, nonostante fosse seguita da un personal trainer, facendo esercizi posturali con attrezzo, ha subito un incidente. Per la ginnastica correttiva, il personal trainer(pagato profumatamente) faceva usare l’attrezzo chiamato “trapezio”. Ecco che un giorno, facendo questo tipo di esercizio, il personal trainer ordina a mia figlia e anche all’altra bambina che seguiva, di tenere l’asta dell’attrezzo, con le mani ben aperte e non chiuse per maggior presa. A questo punto l’asta essendo a molla le si è rivoltata sul suo viso. Al colpo, mia figlia ha perso l’incisivo centrale destro e la perforazione del labbro inferiore con stusura al pronto soccorso. Ora il dente lo abbiamo rimesso dal dentista, ma dalle radiografie risulta un dente morto con successiva annerimento e caduta stessa. Al momento il dente e tenuto agli altri con un siggillante.La palestra è sprovvista di assicurazione, che io non sapevo, avendo pagato una certa somma per 20 lezioni, pensavo fosse inclusa. Il proprietario della palestra non vuole saperne nulla (sempre per vie legali) di pagare di tasca sua quello che io dovrò affrontare in futuro come visite dentistiche , trattandosi ormai di un dente che non ha motivo di essere tenuto sù con siggillanti. E a tal proposito il proprietario mi ha fatto fare consulenza da suoi odontotecnici di fiducia che hanno confermato tramite loro radiografie , che per il dente non c’era niente da fare.oltre al dente c’è la cicatrice da rimuovere in futurosotto il labbro, evidente. Tutte queste spese è possibile che non certo ora per il trauma che ha subito mia figlia, ma che in futuro dovrò affrontare, le debbo pagare tutte io? La ringrazi anticipatamente per la sua attenzione.
In estrema sintesi e senza conoscere nel dettaglio la vicenda posso dirLe che, dalla descrizione che Lei fa del sinistro occorso a Sua figlia, sono ravvisabili profili di responsabilità in capo al gestore della palestra. Ciò indipendentemente dal fatto che sia coperto da una polizza assicurativa per gli infortuni poiché la stessa serve solamente a tenere indenne il gestore stesso. Nel caso in cui non abbia stipulato alcuna polizza sarà tenuto a risarcire “di tasca propria” l’infortunio. Il fatto che il dente non sia salvabile, ciò anche a detta dei medici che hanno visitato la bambina, non implica affatto che non sia responsabile il gestore della palestra ma, a contrario, che il danno sia di maggiore gravità attesa una probabile lesione permanente (seppur parziale) dell’organo masticatorio.
Le consiglierei una visita da parte di un medico “terzo” e non di fiducia del gestore della palestra per una quantificazione complessiva del danno subito da Sua figlia e le spese di ripristino del dente (anche eventualmente tramite implantologia) e l’eliminazione della cicatrice con successiva formulazione di una richiesta risarcitoria al gestore. Se quest’ultimo non intendesse adempiere non rimarrebbe altra strada che la proposizione di una causa per ottenere il risarcimento del danno.
Tenga presente che, in questo caso, i tempi di prescrizione per poter agire in sede civile sarebbero di 5 anni dal momento del sinistro (configurandosi la responsabilità del gestore come una forma di responsabilità extracontrattuale). In una eventuale causa vi sarebbe una presunzione di responsabilità in capo al gestore della palestra che dovrebbe provare di aver adottato tutte le cautele necessarie per evitare l’infortunio, verificatosi per caso fortuito.
Distinti saluti
Gentile avvocato, vorrei se possibile un parere.
Il 4 maggio 2012 durante un partita ufficiale di basket mi sono spezzato di netto il tendine d achille….subito pensavo mi avessero tirato un calcio e non sono andato all ospedale, il giorno dopo sono anche andato al lavoro ma poi la domenica vedendo che il dolore non diminuiva e che era leggermente gonfio sono andato in ospedale e ne è conseguita operazione e gesso….ora vorrei info riguardo all assicurazione….allora io ho un assicurazione personale che rimborsa tutte le spese e poi a fine “degenza” previo visita specilistica mi daranno un punteggio di invalidita con conseguente risarcimento, e poi ho l assicurazione del associazione sportiva basket che puo rimborsarmi le spese ( nel senso che le spese devo scegliere chi delle 2 assicurazioni me le rimborsa ) e poi anche lei previo visita specialistica mi dara un punteggio di invalidita con conseguente risarcimento..ieri mi è stato consigliato di affidare la mia pratica ad un avvocato cosi da evitare possibili imbrogli da parte della assicurazioni, però informandomi meglio ho visto che questi tipi di infortunio vengono rimborsati in base ad una tabella ed al punteggio di invalidità che mi daranno.
Lei mi consiglia lo stesso di affidarmi ad un avvocato oppure posso riuscirci anche da solo?
La ringrazio in anticipo, saluti
Enrico
Gentile lettore,
mi sembrerebbe opportuna nel Suo caso l’assistenza da parte di un legale di Sua fiducia atteso che nella trattative con le Compagnie di Assicurazione la presenza o meno di un avvocato può avere una influenza significativa sui tempi e sulla corretta quantificazione del danno.
Pur essendoci, come da Lei correttamente evidenziato, delle tabelle che quantificano in punti percentuale l’invalidità derivante da un sinistro e pur conseguendo ad una percentuale una determinata liquidazione (in realtà il calcolo tiene anche conto dell’età dell’infortunato e di altri parametri) possono esserci grandi differenze derivanti dal riconoscimento di un punteggio percentuale più basso.
Il mio consiglio è dunque quello di farsi assistere da un legale per meglio tutelare i suoi interessi ed ottenere un risarcimento equo.
Distinti saluti
Gentile avvocato, vorrei se possibile un parere.
Nel mese di ottobre 2011 un socio della palestra di Arti Marziali , si è lussato un gomito nel fare una capriola. Fatta regolare denuncia assicurativa, al socio è stata riconosciuta una invalidita’ del 6% . Poiche’ la Polizza Assicurativa prevede una franchigia del 7% non è stato rimborsato alcun compenso all’allieva. Preciso che la ragazza al momento dell’iscrizione annuale ha rifiutato fra l’altro di versare la quota aggiuntiva la quale escludeva la franchigia.
La stessa tramite proprio legale, invita e diffida la Societa’ Sportiva a risarcire il danno non pagato dall’assicurazione.
Le domado: Visto che la ragazza è maggiorenne, cintura nera di karate, ha firmato per conferma che conosce i regolamenti della palestra, ottenuto la tessera ed il relativo regolamento pubblicato online sul sito della palestra ed il danno non è stato causa o imperizia della societa’ , è dovere risarcire la ragazza oppure la ragazza non ha il diritto di chiedere il risarcimento ?
Spero di essermi spiegato bene.
La ringrazio anticipatamente per il consiglio .
Gentile lettore,
affinché sussista responsabilità della palestra e, conseguentemente, l’obbligo di risarcire il danno direttamente (in caso di assenza di una polizza che copra la responsabilità civile) o per il tramite della propria Compagnia di Assicurazione è necessario che sussistano quanto meno profili di colpa nella gestione di attività ed attrezzature (es. un allievo che si infortuni utilizzando un macchinario che non è stato correttamente manutenuto o esegua scorrettamente un esercizio od una mossa su indicazione dell’istruttore ecc.). Ove non vi siano elementi di colpa non potrà esserci responsabilità (sarebbe una forma di responsabilità oggettiva).
Dalla ricostruzione che Lei fa del sinistro mi sembra di comprendere che l’allieva si sia infortunata facendo in autonomia una capriola. Qualora l’infortunio non sia avvenuto in ragione di situazioni di pericolo (quale ad esempio un tatami non fissato e pertanto mobile) che il gestore della palestra era tenuto a scongiurare, mi sento di affermare che non sono ravvisabili profili di colpa e non sussiste alcun obbligo risarcitorio.
Quanto detto presuppone ovviamente che la ricostruzione del sinistro da me effettuata sia corretta. Se viceversa l’infortunio sia stato causato da carenze strutturali (mancata manutenzione ecc.) il discorso cambia radicalmente.
Nella speranza di aver chiarito i suoi dubbi la saluto cordialmente.
Gent.mo Avvocato,
mi chiamo Giuseppe avrei bisogno di alcune delucidazioni su quanto mi e’ successo:
il 18 maggio scorso mentre stavo facendo un esercizio in sala pesi per i bicipiti, quasi sul finire mi si rompe il tendine del bicipite.Come immaginerà dopo 5 giorni hanno dovuto operarmi per ripristinare il danno;sono fermo con il tutore da 1 mese e a breve iniziero’ la fisioterapia riabilitativa, ora mi chiedevo visto che fortunatamente prima d ora non mi sono mai ritrovato in queste situazioni cosa deve risarcirmi l assicurazione?non vorrei che provassero a fare i furbi.La ringrazio anticipatamente.
Buongiorno Signor Giuseppe,
debbo premetterLe che posso fornirLe solo una risposta in termini generali atteso che mi mancano alcuni elementi più specifici per fornirLe una risposta più precisa.
Dalla ricostruzione del sinistro che Lei fa mi sembra di capire che lo stesso non sia in alcun modo addebitabile a carenze della palestra ma, semplicemente, ad una esecuzione non corretta di un esercizio (ciò a condizione che le modalità di esecuzione ed il carico di pesi non Le sia stato suggerito o sia stato effettuato sotto la supervisione di un istruttore che farebbe discendere una responsabilità della struttura).
Se il sinistro non si è verificato per carenze della struttura (es. un attrezzo vetusto sul quale non è stata fatta corretta manutenzione o simili) non sono ravvisabili profili di colpa in capo alla struttura medesima. Questo elemento è di fondamentale importanza poiché solitamente le palestre hanno una copertura assicurativa per la propria responsabilità civile che si configura quando vi siano profili di colpa.
Quello che non so è se Lei abbia o meno una assicurazione propria che copra gli infortuni individuali e che, certamente, sarebbe tenuta a fornire copertura all’infortunio che Lei ha subito.
Pure se non impossibile è improbabile che la palestra abbia anche tale forma di copertura atteso che normalmente si assicura solo per la propria responsabilità civile.
Detto tutto ciò sarebbe comunque opportuno prendere visione della/e polizze per fornire una risposta completa.
Purtroppo al momento non posso dirLe di più.
Distinti saluti
L’ ESERCIZIO E’ STATO ESEGUITO SOTTO INDICAZIONE DELL’ ISTRUTTORE SIA PER L ESECUZIONE E SIA PER IL PESO DA UTILIZZARE;ORA NON SAPREI CHE DIRLE ANCHE PERCHE’ HO UTILIZZATO PESI MOLTO PIU GROSSI NELLE SETTIMANE PRECEDENTI. LA RINGRAZIO PER LA SUA DISPONIBILITA’
Gentile lettore,
il fatto che sia stato un istruttore a suggerirle modalità di esecuzione dell’esercizio e carico da utilizzare è elemento di non secondaria rilevanza poiché può coinvolgere la responsabilità civile della struttura, essendo ravvisabili profili di colpa nell’operato di un suo dipendente (non corretta valutazione del carico di lavoro o del tipo di esercizio ecc).
Se la struttura ha una copertura assicurativa (cosa che molto probabilmente è) per la responsabilità civile tale copertura potrà intervenire per risarcire i danni morali e materiali (grado di invalidità derivante dall’infortunio, spese mediche sostenute ecc.) da Lei subiti.
Ciò in estrema sintesi ed avendo una conoscenza non completa della vicenda.
Cordiali saluti
Gentlie avvocato,
le scrivo per sapere se nel mio caso si può individuare una responsabilità della palestra e come evidenziarla.
Un mesetto fa facevo una lezione di step (con 2 step), era il primo giorno che veniva fatta questa lezione ed io non sono molto agile, a maggior ragione con 2 step!però si trattava di una normale lezione in bacheca e non era segnalata la particolare difficoltà, me ne sono resa conto solo al momento in cui dovevo eseguire ghli esercizi..infatti sono caduta subito: sono inciampata e mi sono lussata la caviglia..
volevo sapere se perlomeno posso avere il rimborso della fisioterapia e del tutore..
grazie mille
Gentile lettrice,
posso solo fornirLe una risposta di massima atteso che, come sempre, per fornire risposta più precisa occorrerebbe avere a disposizione maggiori dettagli.
In linea generale sussiste responsabilità della palestra nel momento in cui siano ravvisabili profili di colpa (mancata manutenzione dei macchinari, scorrette indicazioni da parte di un istruttore ecc.). Non vi sarà responsabilità della struttura nella misura in cui l’infortunio sia di natura accidentale.
Nel Suo caso mi è dato comprendere che l’infortunio è avvenuto nel corso di una lezione sotto la guida di qualificato istruttore. Dalla descrizione del sinistro mi pare di capire che vi fossero nell’esecuzione dell’esercizio due step sovrapposti con conseguente maggior rischio di scivolamento degli/sugli attrezzi.
Inoltre vi è il fatto che Lei era alla Sua prima lezione, circostanza che doveva essere nota all’istruttore che avrebbe dovuto seguire l’esecuzione degli esercizi con maggiore scrupolo e, magari, consigliarLe modalità più semplici di esecuzione (un solo step anziché due).
In linea generale (una risposta in termini di maggior certezza necessita di una conoscenza più approfondita dei fatti) mi sembra di poter affermare la sussistenza di responsabilità civile della struttura.
Se così è dovranno esserLe risarciti i danni e le spese subiti in ragione del sinistro. Ciò per il tramite dell’assicurazione della palestra (che quasi certamente sarà coperta per la propria responsabilità civile) o in caso di assenza di polizza di copertura direttamente dalla palestra.
Distinti saluti
Gentile Avvocato.
Quali sono gli elementi per discernere tra responsabilità del gestore della palestra e responsabilità del singolo frequentatore della palestra? In breve le descrivo la dinamica dell’incidente : era fine giugno, durante un esercizio di prepugilistica, che consisteva nel dover eseguire una simulazione di combattimento impugnando dei manubri da 1 o 2 Kg, in modo tale da sviluppare potenza, mi sono scontrato col mio ‘pseudoavversario’ e ho subito la frattura del mignolo sinistro. Notando subito la gravità (anche l’struttore convenne immediatamente con me che si trattava di frattura), andai al pronto soccorso, dove mi trattennero per alcuni giorni per essere sottoposto ad intervento chirurgico. Esistono le condizioni per chiedere un risarcimento danni alla palestra? Premetto che ad oggi non ho eseguito alcuna denuncia per sinistro. La ringrazio anticipatamente.
Distinti saluti.
Gentile lettore,
le rispondo in estrema sintesi e cercando di semplificare al massimo la questione.
Il gestore della palestra è responsabile nelle misura in cui siano ravvisabili nel suo operato profili di colpa (non aver svolto adeguata manutenzione di macchinari od attrezzi, aver consentito che delle lezioni si svolgessero in locali non idonei, non aver messo in sicurezza fonti di pericolo ecc.). Sarà responsabile altresì per l’attività dei propri dipendenti (quali gli istruttori) nella misura in cui gli stessi, a titolo di esempio, suggeriscano una esecuzione scorretta di esercizi da cui derivi un infortunio.
Dalla descrizione del sinistro che Lei fa, per quanto mi è possibile comprendere, l’esercizio di “vuoto con i pesi” non è stato eseguito in maniera corretta e secondo canoni di prudenza. Tale esercizio difatti si svolge normalmente di fronte allo specchio e non fronteggiando un avversario poichè il rischio che, pur all’interno di una simulazione, un colpo arrivi all’avversario con il carico di un manubrio è elevato. L’attività di sparring, anche simulato, si svolge con i guantoni e non con in mano i pesi.
Detto questo bisognerebbe comprendere se le modalità di esecuzione da Lei descritte siano state suggerite dall’istruttore con la supervisione del medesimo (ed in tale caso vi sarà una responsabilità della struttura) od invece siano state frutto di una modalità di esecuzione non corretta posta in essere da Lei e dal Suo “avversario” (in tal caso non ritengo ravvisabili profili di responsabilità in capo alla palestra).
La modalità di svolgimento dell’esercizio era stata chiaramente suggerita dall’istruttore, che ad onor di verità si era raccomandato di mantenere una certa distanza sebbene dovessimo stare di fronte per poter meglio simulare i colpi. La ringrazio per la cortese consulenza.
Distinti saluti
Buongiorno, sono personal trainer in una palestra e mentre terminavo la mia ora con una cliente si è fatta male ad una spalla . Stavamo facendo pancafit ed era sdraiata in rilassamento. La mia palestra e assicurata ed ero abbastanza tranquilla finché il marito della cliente si è presentato a reclamare con la proprietaria della palestra xche ritiene il risarcimento non corrente con le spese e il danno subito (lussazione spalla). Io potrei avere qualche coinvolgimento?! Lavorativo o di risarcimento personale? Io sono correttamente assunte e abilitata a svolgere le attività. Grazie
Salve volevo se è possibile una delucidazione a riguardo al mio infortunio:Faccio parte di una scuola di ballo latino-americana ho pagato all’inizio dell’anno novembre 2012 l’iscrizione in questa scuola …le lezioni di ballo venivano eseguite nel palazzetto dello sport dove il nostro istruttore pagava una retta …ma dopo ll fine rapporto scuola che e durato fino a giugno 2012 non abbiamo piu’ usufruito di questa sede.Dopo questo ci è stata proposto da enti comunali di fare delle esibizion a scopo di beneficenza …ci allenavamo per le prove delle esibizioni in spazi privati che ci metteva a disposizione il nostro maestro di ballo …ma e’ successo che durante una di queste prove ho avuto un forte dolore al polpaccio pensavo fosse una cosa passeggera sono andata in pronto soccorso dove inizialmente non mi hanno fatto ecografia e lastre per vedere l’entita’ del danno subito …dopo due giorni torno al pronto soccorso per via del dolore con la richiesta medica di urgente e dall’eco risulta che ho delle microlesioni sulla fascia muscolare del polpaccio sinistro da pochi mm a 20 mm di secondo grado con referto medico che mi dice di stare in assoluto riposo per 20 giorni ,di fare uso di stampelle e fasciare …il mio medico curante mi ha fatto la prescrizione per far visita dal fisiatra io ad oggi non ho fatto nessuna richiesta di danni subiti verso nessuno non ho copia di contratto assicurativo. Non avendo esperienza in questo tipo di cose …mi potete dare un consiglio???Ringrazio anticipatamente nell’attesa di un riscontro …Nika
Gentile lettrice,
dalla descrizione del sinistro che Lei fa mi sembra di capire che il medesimo non sia attribuibile ad alcuna colpa della struttura (la scuola di ballo) ma sia dovuto esclusivamente ad uno sforzo eccessivo protratto nel tempo. Essendo da escludersi responsabilità della scuola la medesima non sarà tenuta a risarcire alcun danno.
Per quanto attiene la polizza di assicurazione cui Lei fa cenno bisognerebbe avere dei dati ulteriori. Se si tratta di una polizza stipulata dalla struttura la stessa per avere copertura in caso di responsabilità civile, la medesima coprirà eventi infortunistici per i quali la scuola sia in colpa (mancata manutenzione delle strutture, strutture inidonee all’attività ecc.). Se invece la polizza infortuni è stata da Lei stipulata (direttamente o tramite il versamento di una quota all’atto dell’iscrizione alla scuola) la medesima potrà fornire copertura anche ad eventi accidentali verificatisi durante la pratica sportiva.
Buonasera Avvocato,
vorrei qualche delucidazione sull’infortunio occorsomi in palestra:
Trovandomi negli spogliatoi, dopo aver fatto la doccia, mi apprestavo a rivestirmi quando perdendo l’equilibrio sono caduto, battendo la testa e riportando una ferita lacero contusa al capo, con l’applicazione presso il pronto soccorso di 5 punti di sutura.
Posso richiedere il risarcimento danni alla palestra? C’è da aggiungere che il pavimento era leggermente bagnato ed in gres.
Gentile lettore,
dalla dinamica del sinistro da Lei descritta sarei propenso, in linea di massima, ad escludere una responsabilità della palestra per il Suo infortunio.
La struttura non è difatti tenuta a risarcire qualsivoglia evento infortunistico verificatosi all’interno dei propri locali ma solo quelli per i quali vi siano profili di colpa.
Non mi sembra particolarmente significativa la presenza di un pò di acqua nella zona dedicata alle docce, che è, peraltro, del tutto fisiologica.
Ritengo dunque che il suo infortunio sia un fatto accidentale che non consente alcuna richiesta risarcitoria alla palestra.
Diverso sarebbe il discorso, ad esempio, se lei fosse scivolato durante una lezione per la presenza di un buco nel pavimento (vi sarebbe in questo caso responsabilità della palestra che non ha effettuato adeguata manutenzione delle proprie strutture).
Spero di averLe fornito i chiarimenti di cui aveva bisogno.
Sono a Sua disposizione per un esame più approfondito della vicenda all’indirizzo flavio.volonta@fastwebnet.it
salve avvocato,
Durante una lezione in palestra di kickboxe, calciando su un colpitore mantenuto da un compagno, mi sono inforrtunato alla gamba che calciava sul colpitore, al menisco. Tra l’altro sono stato soccorso da un altro studente e accompagnato in ospedale e non dal titolare della palestra.
durante la lezione c’era un istruttore che vigilava sugli tutti atleti. diviendosi per tutta l’area della palestra quindi dedicando ben poco tempo al singolo atleta. non avevo copertura assicurativa!!!
ci sono i margini per il risarcimento danni? ho subito operazione e spese mediche
la ringrazio per la rispostra. distinti saluti
Per stabilire se vi sia responsabilità della palestra è necessario che vi siano profili di colpa che, oltre ad una non corretta manutenzione della struttura, possono essere dettati anche dall’attività non correttamente svolta da parte di istruttori e collaboratori.
Nell’ambito di una lezione collettiva non può essere richiesta all’istruttore una vigilanza costante sul singolo praticante poiché deve distribuire il tempo fra i diversi atleti.
In linea di massima Le posso dire che, a meno che l’istruttore non Le abbia suggerito una modalità scorretta di esecuzione dell’esercizio o Lei non fosse un principiante (sul quale pertanto vi era un obbligo di controllo maggiore) non ravviso profili di responsabilità della struttura.
Resta però da verificare il fatto che con l’iscrizione in palestra la medesima non offra (cosa che spesso avviene) ai propri iscritti una copertura assicurativa per infortuni occorsi durante la pratica sportiva.
La invito a verificare presso la palestra tale aspetto che potrebbe darLe diritto ad un risarcimento indipendente dalla responsabilità della struttura.
Sono a Sua disposizione per un esame più approfondito della vicenda all’indirizzo flavio.volonta@fastwebnet.it
Buonasera Avvocato, sono una signora di 57 anni , una settimana fa ho finalmente deciso di iscrivermi in palestra per frequentare un corso di ginnastica soft e prevenire eventuali problemi legati all’avanzare dell’età.
Alla seconda lezione mi sono infortunata ad un piede, vorrei sapere da Lei se ho diritto a una qualche forma di indennizzo in quanto essendo semi immobilizzata ed avendo , oltre che a marito e figlio da accudire, una casa grande a più piani ,dovrò quindi per forza ricorrere ad un aiuto domestico. Provo a spiegare bene l’accaduto. La lezione inizia alle 9:30, sono arrivata puntuale, ma tutte le partecipanti erano già posizionate sui materassini,quindi tolte le scarpe, ho chiesto dove prendere il mio tappetino, mi è stata indicata la porta al di la della quale si trovavano gli stessi, mi sono apprestata per non farmi attendere, e proprio mentre attraversavo la porta aperta ho inciampato fortemente a quella che poi mi sono accorta essere una traversina alta almeno 10 cm a terra tra uno stipite e l’altro. L’insegnante si è subito avvicinata chiedendomi come stavo, ho risposto che mi faceva male solo il piede. Ho fatto lezione tralasciando gli esercizi più impegnativi ,alla fine l’insegnante mi ha consigliata di fare una lastra. All’uscita ho fatto presente alla signora della reception l’accaduto e che sarebbe stato opportuno segnalare la traversina. Sia la signora sia un allenatore intervenuto si sono meravigliati dell’apertura di quella porta, che secondo loro doveva rimanere chiusa e accedere da un’altra apertura ( che era chiusa) adducendo responsabilità all’insegnante. Fatto è che recatami al pronto soccorso mi è stata riscontrata una frattura distaccata e scomposta del secondo dito del piede destro con prognosi di 20 gg s.c. . Sono stata dimessa con il piede bloccato da una fasciatura semi rigida che andrà supportata da un appoggio rigido ( tipo zoccolo) divieto di piegare le dita e riposo, chiaramente non posso guidare .
La ringrazio anticipatamente e La saluto
Gentile Signora,
la dinamica del sinistro nei termini da Lei descritti fa propendere per una risposta affermativa circa la responsabilità della palestra in ordine al risarcimento del danno da Lei subito. Il sinistro difatti, per quanto mi è dato comprendere, è addebitabile ad incuria della struttura consistente nel non aver adeguatamente segnalato un punto pericoloso e/o nel non aver rimosso una fonte di pericolo. Anzi Le è stato espressamente indicato di transitare in quel punto. Che sia stato un istruttore a fornirLe questa indicazione non fa che confermare la responsabilità della struttura che risponde per l’attività dei propri dipendenti e collaboratori.
Ritengo dunque, sulla base degli elementi a mia disposizione di poterLe suggerire di indirizzare una richiesta risarcitoria alla palestra che provvederà poi ad attivare la propria polizza assicurativa.
Sono a Sua disposizione per un esame più approfondito della vicenda all’indirizzo flavio.volonta@fastwebnet.it
Buongiorno Avvocato Volontà, La ringrazio molto per la Sua chiara e celere risposta, seguirò immediatamente il Suo consiglio inoltrando i documenti necessari alla palestra sperando che sia un esito positivo, al contrario sarò ben lieta di rivolgermi a Lei per un Suo intervento.
Cordiali saluti
Buongiorno,
frequentando un corso di arti marziali, durante un allenamento con l’istruttore ho subito la frattura del malleolo. Purtroppo scopro che l’assicurazione stipulata dalla palestra e compresa nella quota di iscrizione risarcisce per le fratture agli arti inferiori la cifra forfettaria di 100 euro (!!!). Al di là delle considerazioni puramente personali sulla cifra, mi piacerebbe sapere se c’è possibilità di intervenire legalmente al fine di ottenere un risarcimento congruo.
Cordaili saluti,
Alberto
Egregio Signore,
in caso di infortunio occorso nello svolgimento dell’attività sportiva, la palestra è responsabile nei confronti dell’infortunato se non dimostra di avere adottato tutte le misure necessarie ad evitare l’infortunio stesso. Tale misure consistono nella messa a disposizione di una struttura idonea per lo svolgimento del corso e nell’adozione da parte degli istruttori (per la cui condotta la palestra è responsabile) di tutti gli accorgimenti obbligatori- es. nelle arti marziali assicurarsi che in combattimento gli allievi indossino il necessario equipaggiamento omologato UNI EN 13277- o comunque consigliati dalla normale diligenza.
Nel caso in cui le predette misure non siano state osservate o dalla palestra o dagli istruttori che operano per conto della stessa, la palestra è tenuta a rimborsare all’infortunato le spese mediche sopportate e a risarcire il medesimo sia del danno morale sia di quello biologico. Si tratta di un rapporto obbligatorio tra infortunato e palestra, che nulla ha a che vedere- e che, dunque, non può essere influenzato- dal diverso rapporto fra palestra e compagnia assicurativa. Ne consegue che la richiesta di risarcimento del danno dovrà essere rivolta alla sola palestra, la quale- a meno di non essere in grado di dimostrare di avere adottato tutte le cautele necessarie ad evitare l’infortunio- sarà tenuta a rimborsare e risarcire le voci più sopra indicate a prescindere da limitazioni del quantum risarcibile contenute nella polizza stipulata con la propria assicurazione.
Ciò chiarito in via generale, sono a Sua disposizione per meglio approfondire le vicende specificamente occorse nel caso di specie e per esaminare eventuale ulteriore documentazione che ritenga di fornirmi.
Le indico qui di seguito l’indirizzo al quale potrà scrivermi: flavio.volonta@gmail.com
Cordiali saluti.
Buona sera avvocato,
Le scrivo a nome di mio padre che è allenatore di boxe in una palestra comunale; ieri sera un ragazzo verso le 20.40 mentre faceva degli esercizi (nn ordinati dall’allenatore) con un compagno sul corridoio della palestra (quindi al di fuori della stanza dove c’erano gli allenamenti), è andato a sbattere contro una colonna facendosi male allo zigomo; i genitori infuriati hanno sporto denuncia, ma di chi è la responsabilità dato che la lezione era finita alle 20.30?
Gentile Sig.ra Ania,
l’allenatore e/o la struttura all’interno della quale lo stesso opera sono responsabili per gli infortuni che si verifichino nell’ambito dei corsi e delle attività che si svolgono in palestra se tali infortuni risultino causati da negligenze dell’istruttore (errate indicazioni circa gli esercizi da compiere o le modalità degli stessi, mancata vigilanza durante l’orario delle lezioni) o da difetti strutturali della palestra (locali non idonei, pericoli non segnalati, attrezzature malfunzionanti ecc.). La predetta responsabilità è di contro esclusa quando l’infortunio si sia verificato a causa di un fatto imprevedibile o riconducibile a un comportamento dell’infortunato.
Nel caso di specie, e con particolare riferimento alla sede penale, dal momento che Lei parla di denuncia l’eventuale sussistenza e addebitabilità del reato di lesioni colpose di cui all’art. 590 c.p., va valutata alla luce dei criteri sopra indicati. Ovviamente si tratterebbe non di una responsabilità diretta per le lesioni ma di una responsabilità per non averne impedito il verificarsi. Almeno in base agli elementi di fatto da Lei forniti, non mi pare configurabile una negligenza o una omessa vigilanza da parte dell’istruttore dal momento che i fatti si sono verificati in un luogo diverso dallo spazio della lezione nonché quando la lezione stessa era terminata.
Resto a Sua disposizione per eventuali approfondimenti all’indirizzo flavio.volonta@gmail.com
Cordiali saluti
Buongiorno Avvocato,
La ringrazio per la Sua gentilissima risposta, mi sarà molto utile. Grazie di nuovo
salve,
Le scrivo per chiederLe alcune delucidazioni in merito ad un infortunio di un mio allievo durante un allenamento di ninjutsu,che cadendo male accidentalmente e sotto la mia supervisione , in seguito ad una tecnica di combattimento a due,si è procurato una frattura scomposta al malleolo.Ora lui ha chiesto risarcimento per danno patrimoniale, biologico e morale al gestore della palestra,lo può fare?quali sono le motivazioni di profilo di colpa del gestore se il maestro(dipendente) era in sala ,ha autorizzato il combattimento ,escludendo ogni rischio e pericolo?La mia opinione è semplicemente questa :il ragazzo andrebbe risarcito tramite compagnia assicurativa per il danno patrimoniale (spese sostenute pari a 100 €) e chi quantifica il danno biologico e morale dovrebbe essere cosciente del fatto che questo può accadere durante allenamenti di arti marziali…..mi illumnini Lei perchè ho le idee confuse…grazie
Egregio Signor Francesco,
all’infortunio occorso in palestra o, comunque, nel corso di un allenamento sportivo presso la medesima consegue il diritto dell’infortunato ad ottenere dal gestore della palestra 1) il rimborso delle spese mediche sostenute, 2) il risarcimento del danno (nelle tre principali voci del danno patrimoniale, biologico e morale- cfr. Cass. Civ. Sez. III n. 858/2008-) e, cioè, di tutte le conseguenze pregiudizievoli derivanti dall’infortunio stesso –.
Il rimborso e/o risarcimento è subordinato, prima ancora che alla documentazione delle spese sostenute e delle conseguenze pregiudizievoli patite, all’accertamento della responsabilità del gestore della palestra per l’infortunio verificatosi.
In campo civile, tale responsabilità può essere sia contrattuale sia extracontrattuale. In particolare, la norma nella quale viene solitamente sussunta tale responsabilità è quella di cui all’art. 2051 c.c. “responsabilità da cose in custodia”, che stabilisce una presunzione di colpa in capo al gestore in caso di infortunio avvenuto in palestra, salvo che il gestore stesso non provi di avere adottato tutte le misure idonee ad evitare tale infortunio (es: predisposizione di locali idonei e sicuri). Per il caso di infortunio occorso durante un allenamento e in presenza dell’allenatore, della cui opera risponde il gestore della palestra in quanto committente (artt. 1229 c.c. e art. 2049 c.c.), la presunzione di colpa potrà essere superata, da un lato, con la dimostrazione che sono state adottate tutte le cautele prescritte (es: ove previsto, verifica che gli allievi indossino l’equipaggiamento omologato UNI EN 13277) e, dall’altro lato, con la dimostrazione che l’infortunio è riconducibile in via esclusiva a un comportamento dell’infortunato (es: volontaria inosservanza da parte dello stesso delle indicazioni dell’allenatore).
In campo penale il reato che potrebbe essere contestato è quello di lesioni colpose di cui all’art. 590 c.p. Non si tratta, in questo caso, di una responsabilità diretta per aver cagionato il danno ma di una responsabilità che discende dal non aver impedito il verificarsi dell’infortunio. Anche in tale caso affinché si possa essere chiamati a rispondere occorre che vi siano profili di colpa derivanti dal non aver adottato misure idonee ad evitare l’evento (locali inidonei e pericolosi ad esempio) o nel non aver adeguatamente vigilato sull’attività svolta. Perché si possa procedere in sede penale è però necessario che sia stata presentata querela dalla persona offesa (cosa che qui non mi risulta essere accaduta).
Nel caso in esame, gli elementi di fatto a me noti non consentono di affermare se ricorra o meno la responsabilità per l’infortunio occorso. Sono però a Sua disposizione all’indirizzo flavio.volonta@gmail.com qualora ritenga di volermi fornire ulteriori precisazioni sul punto.
Cordiali saluti.
Gentilissimo,
scrivo perchè in data 07/12/2010, durante una seduta di allenamento di calcetto femminile, a causa di alcune zone di condensa sul pavimento della palestra, scivolavo e riportavo la frattura scomposta del polso destro (con ingessatura di 35 giorni e conseguente fisioterapia).
Due questioni: visti i presupposti, è possibile ottenere un risarcimento? E se si, è possibile anche se sono passati due anni dall’evento?
All’epoca mi avevano detto che la palestra (di pertinenza di un oratorio) non era coperta da assicurazione, invece ho saputo da poco che lo era. Tra l’altro ho saputo che, giusto dopo il mio infortunio, la palestra è stata chiusa a scopo “preventivo” per impraticabilità del fondo.
Ringraziando molto per la collaborazione ed in attesa di un gentile riscontro, invio i miei migliori saluti.
Buonasera Pamela,
dalla descrizione del sinistro che Lei fa sono propenso a ritenere che vi siano i presupposti per una responsabilità della palestra atteso che i locali nei quali si svolgeva l’allenamento nel quale si è infortunata non erano idonei o, quanto meno, non erano correttamente manutenuti.
Il gestore della struttura è difatti garante della sicurezza della stessa nei confronti dei propri iscritti.
In ambito civile la responsabilità che si può configurare è, ad un tempo, di natura contrattuale ed extracontrattuale. La prima si prescrive nel termine di dieci anni mentre la seconda ha un termine prescrizionale ridotto a cinque anni.
Ritengo che sia sempre più opportuno attivarsi “a caldo” tuttavia non riscontro alcun ostacolo a che Lei inoltri una richiesta adesso, non essendo il Suo diritto prescritto.
Che la palestra all’epoca dei fatti non fosse coperta da polizza assicurativa non implica poi che Lei non abbia diritto ad essere risarcita ma solamente che la palestra debba rispondere in proprio non potendo attivare alcuna copertura.
Se Le occorresse qualche ulteriore chiarimento mi scriva all’indirizzo flavio.volonta@gmail.com
Cordiali saluti
Gentilissimo avvocato,
Le scrivo per avere chiarimenti in merito a un infortunio subito.
Circa due settimane fa durante una partita di tennis “amatoriale” sono caduto. Nel cadere mi sono accorto che avrei picchiato la testa contro uno spigolo di cemento di un muretto situato a bordo campo e non coperto da protezione e ho quindi cercato di evitare il colpo ma senza successo. Questo ha portato a un taglio sul sopracciglio dove ho sbattuto e a una frattura della trochite, dovuta al tentativo fallito di ripararmi da tale muretto cercando di mettere il braccio avanti per evitare il colpo.
Ora: premetto che la caduta sia dovuta a un errore mio, il muretto in questione non era coperto e anzi, era di cemento vivo. La struttura in questione dovrebbe avere un’assicurazione a cui poter richiedere un rimborso delle spese mediche sostenute fino ad ora? O non essendo iscritto al circolo ma avendo solo pagato l’ora di gioco non ho diritto a nulla?
Grazie in anticipo per la sua disponibilità e gentilezza.
Caro Signor Lorenzo,
gli elementi da Lei fornito in merito alle modalità del sinistro non mi sono sufficienti per poter affermare se vi sia o meno responsabilità del gestore della struttura.
Le posso dire ciò che accade in termini generali.
Il gestore della struttura non è responsabile di tutti gli infortuni che si verifichino durante la pratica sportiva atteso che una ineliminabile area di rischio è connaturata, in misura maggiore o minore a qualunque sport. Per avere una copertura anche per eventi “accidentali” (non attribuibili a responsabilità della struttura) è necessario che l’atleta abbia una propria polizza di copertura (che potrà anche eventualmente essere fornita dalla struttura con l’iscrizione quale componente della quota versata).
Vi sarà responsabilità del gestore nella misura in cui egli non abbia fatto il possibile per ridurre al minimo le fonti di pericolo (mancata o inadeguata manutenzione, omessa messa in sicurezza di fonti di pericolo ecc.). In tali casi egli sarà chiamato a rispondere del danno subito dall’infortunato. Che poi il gestore abbia o meno una polizza di copertura è questione che riguarda solo lui poiché servirà semplicemente a coprirlo in caso di richiesta risarcitoria (ma non a eliminare la sua responsabilità).
Non ho elementi sufficienti per dire se il muretto di cui parla fosse posizionato in modo non corretto o meno.
Se ritiene può scrivermi all’indirizzo flavio.volonta@gmail.com e potrò valutare, all’esito di ulteriori elementi , in maniera più approfondita la vicenda.
un cordiale saluto
Gentile Avv Volontà,
lo scorso 17 ottobre durante una lezione di step con istrutture, per intenso forzo della cervicale sono svenuta procurandomi una infrazione al naso (non operata per mia volontà), una sutura al naso( due punti) e una sul labbro. Ho chiesto alla mia palestra se fossero assicurati, dopo averli pregati in ginocchio di aprire una pratica e avergli fornito tutti i documenti loro sono riluttanti e non mi fanno avere informazioni. Magari non ho diritto a nulla ma la loro superficialità mi fa pensare che vogliano tirare per le lunghe e far decorrere i termini legali (scritti sul contratto stipulato) di 30 giorni. Cosa posso fare?
grazie in anticipo
Gentile Signora Sara,
dal resoconto che Lei fa non ho elementi sufficienti per affermare se vi sia responsabilità della palestra. Sul punto mi occorrerebbe avere maggiori ragguagli in ordine alla dinamica del sinistro.
Le posso dire però che sarebbe a mio avviso prudenziale formalizzare una richiesta danni alla palestra redigendo una comunicazione da inviarsi a mezzo raccomandata a/r in cui si descrive la dinamica dell’infortunio occorso e si allega la documentazione medica comprovante il danno subito, unitamente alle ricevute per le spese effettuate in ragione del medesimo.
Se ritenesse può scrivermi all’indirizzo flavio.volonta@gmail.com e potrà valutare con maggiore attenzione la vicenda in ragione dei chiarimenti che vorrà fornirmi.
Un cordiale saluto
gentile avvocato
il giorno 09-11-2012 mia figlia dopo alcuni giorni di prova si e’ scritta in una palestra. lo stesso giorno praticando il ballo(zumba) facendo un movimento dello stesso si’ e’ procurata un trauma distorsivo al ginocchio destro con lussazione rotula e stiramento del legamento collaterale mediale. come da referto dell’ ortopedico. ora essendo che noi abbiamo sostenuto delle spese come: delle visite ortopediche ,acquisto tutore e ciclo fkt pr5 e la prognosi e’ per ora di almeno 30 gg , ora io vorrei chiederle se l’ assicurazione delle palestre risarciscono solo se’ il danno e’ causato da attrezzi o come e’ successo a mia figlia facendo il ballo, in poche parole secondo lei potrei sperare di avere risarcito i danni sia morali che fisici? grazie
Gentile Signora,
dal Suo resoconto non ho tutti gli elementi necessari per fornirLe una risposta definitiva.
Non so se nell’infortunio di Sua figlia ci siano responsabilità della palestra quali ad esempio consigli errati da parte dell’istruttore in merito all’esecuzione dell’esercizio, sottoposizione di un principiante ad una attività per persone già esperte, esecuzione della lezione in una sala non idonea ecc.
Non sono poi in condizione di sapere se, al di là della responsabilità della palestra, con l’iscrizione sia stata fornita a Sua figlia una piccola polizza di copertura per gli infortuni (cosa che frequentemente avviene).
Quello che Le posso dire in linea generale è che se vi sono profili di colpa in capo alla palestra la stessa è tenuta a risarcire le conseguenze pregiudizievoli dell’infortunio (ciò indipendentemente dal fatto che sia coperta da una polizza assicurativa). Dovrà quindi risarcire oltre al danno biologico il danno morale (la sofferenza subita in ragione dell’infortunio) e le spese sostenute in ragione dell’infortunio (fra cui spese mediche, di trasporto ecc.).
Se, per contro, non sia ravvisabile colpa della palestra potrà avere un risarcimento solo se coperta da una polizza infortuni (eventualmente fornita dalla palestra stessa con l’iscrizione).
Se ritiene può scrivermi all’indirizzo flavio.volonta@gmail.com e potremo approfondire la questione e valutare l’opportunità di eventuali azioni da intraprendere.
Un cordiale saluto
gentile Avvocato,
buonasera, vorrei esporle il mio caso:
la sera del 20/11/2011, mio figlio di 14 anni, durante un allenamento in una palestra di MMA (arti marziali miste) si ferisce dopo una capriola in quanto finisce contro la vetrata della palestra, viene portato in pronto soccorso dall’ambulanza, il giorno dopo viene operato alla mano destra (che lui usa abitualmente), gli vengono ricostruiti i tendini del pollice e gli mettono 254 punti di sutura, mentre nell’altra mano due punti in un dito, lo ricoverano per un giorno e oggi 22 novembre 2012 viene dimesso con una prognosi di 15 gg., gesso x 30 gg., dopodichè ci sarà la riabilitazione, mio figlio frequenta il primo anno di liceo artistico, potrà capire la perdita anche nell’ambito scolastico.
Questa sera ci rechiamo in palestra dove il proprietario ci dice che ci è vicino moralmente ma per ciò che concerne le sue due assicurazioni, una, quella sportiva, non copre i danni in quanto il ragazzo non è stato ferito a causa di un altro atleta, l’altra, la strutturale, non paga in quanto il ragazzo non sarebbe dovuto andando a finire sulla vetrata (dando la colpa ad un eventuale mancamento di equilibrio) e che loro, dato che sono subentrati ad una palestra aperta nel 1977, non deve essere obbligatoriamente a norma facendomi l’esempio delle vetrate antisfondamento e dei bagni per disabili che non hanno, io Dott. Le chiedo, ma è mai possible questo?
In attesa di una sua gentile risposta, Le porgo i miei più distinti saluti, buonasera, Grimaldi Francesca.
Gentile Signora,
ritengo che la risposta fornita dalla palestra sia del tutto insoddisfacente dal momento che, per sinistri occorsi durante l’attività sportiva, il gestore della palestra, per andare esente da responsabilità, deve dimostrare che l’infortunio è dovuto a caso fortuito o a comportamento imprevedibile dell’infortunato.
Le sottolineo altresì che la la presenza di una polizza assicurativa serve solo a tenere indenne il responsabile e cioè il gestore della palestra, disponendo in sostituzione dello stesso il risarcimento in favore dell’infortunato. Qualora non vi sia una polizza di copertura o essa non copra il tipo di sinistro verificatosi, in caso di colpa del gestore, il medesimo ne dovrà comunque rispondere.
Mi sembra, dalla dinamica del sinistro da Lei descritta, che la palestra abbia gravi carenze strutturali e non rispetti minimi standard di sicurezza. Pur difatti avendo l’MMA un rischio rilevante di infortuni di vario tipo, ciò non deve dipendere da carenze della struttura o dal mancato rispetto di norme in tema di sicurezza.
Ritengo, alla luce delle considerazioni che precedono, del tutto opportuno inviare al gestore della palestra una richiesta formale di risarcimento del danno a mezzo raccomandata a/r con specificazione di tutte le voci del danno subito, unitamente a tutta la documentazione medica a Vostre mani e le fatture delle spese sopportate in ragione dell’infortunio.
Le segnalo altresì che, previa gli opportuni accertamenti del caso, l’infortunio potrebbe presentare anche profili di responsabilità penale per il reato di lesioni personali colpose e si potrebbe valutare l’opportunità di procedere anche in tale sede con la presentazione di una denuncia-querela.
Resto a Sua disposizione per gli opportuni approfondimenti all’indirizzo flavio.volonta@gmail.com.
Cordiali saluti
Gentile avvocato,
salve le scrivo per esporle un caso. Frequento una palestra di Kick boxing e qualche tempo fa un ragazzo durante un allenamento con i guantoni ha colpito al corpo (al gomito) un compagno di allenamento con il dorso del pugno riportando una lesione legamentosa alla mano con necessaria operazione chirurgica. Aveva già praticato in altre palestre e stava facendo la classica lezione di prova al fine di valutare un’eventuale iscrizione , quindi era sprovvisto di assicurazione. La madre si è rivolta al gestore del corso richiedendo spiegazioni ed eventuali risarcimenti. volevo un suo parere in merito a questa faccenda. la ringrazio anticipatamente, a presto.
Gentile Sig. Rossi,
Non ho elementi sufficienti per poterLe fornire una risposta precisa e corretta.
Posso dirLe però, in linea generale, che il fatto che l’infortunato non abbia una polizza di copertura non implica automaticamente che egli non abbia diritto ad essere risarcito in caso di infortunio. Ciò potrà avvenire nella misura in cui l’infortunio sia dovuto a colpa di altro soggetto. Penso in questo caso alla palestra ed al fatto che possa non esservi stata adeguata sorveglianza da parte dell’istruttore su un principiante ecc.
Come Le ribadisco però mi mancano una serie di elementi.
Un cordiale saluto
La ringrazio per la cortese e veloce risposta, il Suo sarà sicuramente un aiuto prezioso, Le auguro intanto una buona serata, cordiali saluti, Grimaldi.
Gentile avvocato, buongiorno.
Le scrivo per una situazione inversa a quella descritta dalla maggior parte delle altre persone.
Ho una associazione di aikido, dove lo scorso anno si è verificato un infortunio di un atleta maggiorenne, che da solo è caduto male è si è dovuto operare ad una spalla.
A malincuore, abbiamo scoperto che la persona che si sarebbe dovuta precedentemente occupare di assicurare gli atleti, non aveva rispettato i suoi doveri e aveva stipulato le polizze assicurative in ritardo, ovviamente dopo l’infortunio.
Non possiamo dimostrare di avere dato a qualcun altro il compito di assicurare gli atleti all’inizio della stagione (prima dell’infortunio) in quanto erano accordi fatti a voce.
L’assicurazione inizialmente (per tenerci come clienti) ci aveva assicurato che ci avrebbe coperti ugualmente, ma ad un anno dall’infortunio sta continuando a rimandare una risposta nei confronti dell’atleta e abbiamo paura che possa invertire la rotta in quanto abbiamo scelto un’altra compagnia assicurativa quest’anno.
cosa potrebbe capitare?
l’atleta potrebbe richiedere a noi dirigenti dell’associazione un rimborso?
grazie molte spero di essere stata chiara!
saluti
Anna Risildi
Gentile Signora Anna,
mi scuso innanzitutto per il ritardo nella risposta.
Ho molte perplessità in ordine al fatto che la polizza assicurativa stipulata successivamente all’infortunio del ragazzo fornisca copertura (se così fosse sarebbe semplice essere coperti stipulando una polizza solo dopo un eventuale sinistro).
Per quanto attiene una responsabilità Vostra la stessa è a mio avviso ipotizzabile solo nella misura in cui vi siano profili di colpa in capo a Voi. Se l’evento infortunistico è dettato da caso fortuito o, comunque, colpa esclusiva dell’atleta, non vi sarà una Vostra responsabilità.
Un punto però da chiarire è quello se, con l’iscrizione presso la Vostra palestra, abbiate previsto la stipula in favore dell’allievo di una polizza assicurativa per gli infortuni, senza darvi poi seguito.
Resto a disposizione per ogni chiarimento all’indirizzo flavio.volonta@gmail.com
buongiorno,le scrivo per avere un suo parere per un un’incidente che risale a qualche giorno fà,precisamente il 14.11.2012 mentre ero al supermercato e dopo aver fatto la spesa…mi sono recata all’uscita (con 3gradini a pedana larga di acciaio)…mentre scendevo c’èra del bagnato e sono scivolata.andando in ospedale mi hanno riscontrato la rottura del 4 e 5 metatarso del piede destro.
sono ingessata gia da17 giorni e il dott.mi ha detto che molto probabilmente dovrò operarmi!!nel caso che decida di non operarmi dovrò essere ingessata per la 2°volta sempre per un mese e poi vedere come…e poi se tutto andrà bene fare riabilitazione ecc..ecc..quindi le chiedo…il supermenrcato è tenuto a risarcirmi?anche perche lavoro e tutto questo tempo stà mandando in tilt il titolare!!!la ringrazio anticipatamente…distinti saluti
Gentile Signora Lila,
il Suo caso non riguarda in nessuna misura una ipotesi di infortunio in palestra che è il tema oggetto dell’articolo e delle domande dei lettori.
Le rispondo tuttavia in maniera estremamente sintetica che, dalla descrizione dell’infortunio che Lei fa, mi sembra siano ravvisabili profili di responsabilità del supermercato che abilitano ad una richiesta risarcitoria.
Cordiali saluti
Gentilissimo Avvocato,
vorrei il suo parere su due episodi che mi sono capitati a breve distanza:
1)questa settimana durante un allenamento in palestra sono caduto, da solo, provocandomi una frattura del mignolo della mano dx. In pronto soccorso mi hanno sottoposto ai vari esami diagnostici e applicato una stecca di zimmer con 25 giorni di prognosi. Al momento non ho sostenuto spese, in quanto per i traumi non è previsto il pagamento, ma, essendo un odontoiatra, di conseguenza non potrò lavorare per tale periodo
Ho diritto a qualche risarcimento?
2)sempre nella stessa palestra, due settimane fa, mi sono tagliato il piede con la gamba di una panchina in ferro, che si presentava fortemente corrosa dalla ruggine. Mi sono recato in prontosoccorso per fare il siero anti-tetanica. Per questo ho dovuto pagare un ticket.
Ho diritto a qualche risarcimento?
La ringrazio anticipatamente.
Carlo Rengoni
Gentile lettore,
le rispondo per punti.
1) mi sembra che dalla stessa descrizione del sinistro che Lei mi fornisce l’infortunio sia attribuibile esclusivamente a Sua colpa e, pertanto, non vi siano responsabilità della palestra. Ritengo però opportuno che Lei verifichi presso la struttura l’eventuale presenza di una polizza infortuni stipulata dalla palestra per i propri iscritti. In assenza di tale tipo di copertura se, come mi par di capire, non vi sono responsabilità della palestra non Le sarà dovuto alcun risarcimento.
2) mi sembra, per contro, che siano in questo caso ravvisabili delle responsabilità della struttura che è tenuta a fornire ai propri iscritti strutture adeguate e sicure; ciò vale anche per i locali spogliatoio, le docce ecc. e vi rientrano anche le attrezzature. In tal caso ritengo che Lei abbia titolo per richiedere alla palestra la rifusione delle spese sostenute. Mi pare di capire però che non vi siano ulteriori conseguenze (es. cicatrici permanenti o altri postumi) e, pertanto, immagino che la cifra che potrà richiedere sia piuttosto modesta.
Se desidera ulteriori chiarimenti mi scriva all’indirizzo flavio.volonta@gmail.com
Cordialità
Mio figlio pattinando sul ghiaccio ha rotto la gamba in tre punti, operato d’urgenza ieri mattina, il gestore dell’impianto mi ha comunicato che la sua polizza assicurativa non copre questo tipo di infortuni. quali sono le norme che regolano le assicurazioni obbligatorie per i palazzetti del ghiaccio?? ringrazio anticipatamente
ho dimenticato di farle presente che mio figlio ha 17 anni, era la sua prima volta sui pattini e che la pista era piena di gente e per finire, quando il gestore si è accorto della gravità dell’incidente ha fatto firmare a mio figlio un modulo per la cessione delle responsabilità. ancora grazie
Gentile Signora Giusy,
come spesso accade debbo premettere che posso fornirLe una risposta di massima ed in termini generali poiché mi mancano degli elementi per poter essere maggiormente preciso.
Cominciando dall’ultimo punto Le posso dire che il “modulo di esonero da responsabilità” che il gestore dell’impianto ha fatto firmare a Suo figlio non ha alcun valore giuridico (sul punto può se vuole leggere un mio recente articolo pubblicato su In Forma che tratta l’argomento) e, pertanto, non cambia di una virgola la situazione.
Per quanto attiene l’infortunio subito dal ragazzo dello stesso dovrà rispondere il gestore dell’impianto solo se siano ravvisabili profili di colpa. Se il gestore ha adottato tutte le cautele necessarie per evitare la verificazione di infortuni non sarà invece tenuto a risarcire alcun danno e, conseguentemente, ad attivare la propria polizza assicurativa.
Detto in altri termini se l’infortunio è un fatto accidentale e non dovuto, ad esempio, a cattiva manutenzione del fondo di ghiaccio, il gestore dell’impianto non ne dovrà rispondere.
L’assicurazione del gestore copre solo gli eventi per i quali vi sia sua responsabilità e non gli eventi accidentali.
Il fatto che la pista fosse piena è un elemento da approfondire e si potrebbe configurare una responsabilità del gestore nella misura in cui egli abbia consentito un afflusso eccessivo rispetto alla normale capienza dell’impianto per lo svolgimento dell’attività in sicurezza.
Per ora non sono in grado di dirLe di più ma se desidera può scrivermi all’indirizzo flavio.volonta@gmail.com per approfondire la vicenda.
Cordialità
Gentilissimo Avvocato,
le descrivo in breve il mio infortonio.
Durante una sessione di allenamento di difesa personale, all’interno della palestra, stavamo svolgendo degli esercizi di difesa contro un eventuale aggressore intento a sferrare un pugno in pieno volto. Nella fattispecie, l’esercizio prevedeva di schivare il pugno, afferrare il braccio e, facendo leva sulla spalla, portare l’avversario a terra. Di conseguenza, l’esercizio andava svolto in coppia e, a turno, ognuno di noi assumeva prima il ruolo di “aggressore”, e poi quello di “aggredito”, che doveva difendersi con il metodo sopra descritto. Premetto che, per quanto realistiche, le condizioni di lotta non sono mai portate all’estremo: questo significa che, tra di noi, tendiamo a “trattenerci”. Comunque: mentre “davo il pugno in faccia” al mio “avversario”, lui schivava il pugno, mi afferrava la spalla e, nel portarmi giù, mi procurava un forte dolore che, dopo la visita in pronto soccorso, scoprii essere una “frattura del trochite omerale sinistro”.
Morale della favola: 20 giorni di tutore (equivalente a ingessatura), ai quali poi ne sono seguiti altri 15. Fino ad ora le spese da me affrontate sono: tutore, risonanza magnetica, fisioterapia, senza contare il fatto che, avendo dovuto prendere convalescenza dal lavoro, questo comporta punteggio decrementale per eventuali concorsi da svolgere in futuro: in tutto dovrei cavarmela con circa 600€.
Il titolare della mia palestra, affiliata MSP, mi ha detto che la mia tessera, la “violet card” non prevede rimborsi di spese mediche, ma solo per eventuale morte e invalidità permanente di almeno il 9%.
Informandomi su internet ho scoperto che la “violet card” è una tessera per “soci”, mentre quella per “atleti”, categoria alla quale penso di appartenere, prevede il rimborso spese fino a 560€ e il rimborso per morte o invalidità permanente del 5%.
La mia domanda è: qualora non venissi rimborsato dall’assicurazione, cosa che purtroppo mi sembra probabile, avrei i titoli per rivalermi sul titolare, oppure devo adire contro il mio “avversario”? In cosa consisterebbe, eventualmente, il rimborso? Rientrerebbero anche i danni morali? Ultima domanda: guarendo completamente dall’infortunio e recuperando la mobilità della spalla, rientrerei comunque nella casistica di “invalidità permanente”? La ringrazio in anticipo, attendendo una sua risposta.
Gentile lettore,
il quesito che Lei pone è piuttosto articolato e dovrebbe essere oggetto di una vera e propria consulenza (con esame della polizza di copertura assicurativa di cui Lei fa cenno). In questa sede non posso, pertanto, che fornirLe una risposta di massima sulla scorta dei dati da Lei forniti.
Premetto che la difesa personale, come tutte le attività “da contatto”, implica in chi la pratichi l’accettazione del rischio che si verifichi un contatto che può provocare delle lesioni. Ciò, in quanto, è del tutto fisiologico che, essendoci un contatto, ci si possa infortunare.
Ciò non significa, ovviamente, che esoneri da responsabilità qualunque comportamento che rechi danno all’avversario poiché l’attività si deve comunque svolgere nel rispetto di determinate regole.
Nel Suo caso mi pare di capire che l’infortunio sia stato accidentale e non attribuibile a responsabilità della struttura (es. svolgimento dell’attività in locali inidonei o senza la supervisione di un istruttore) o del suo “avversario”.
La polizza di copertura assicurativa cui fa cenno (la violet card) è stipulata dalla palestra a Vostro favore per fornirvi un risarcimento in caso di infortunio. Se, come Lei dice, fornisce copertura solo per eventi che importino una invalidità superiore al 9% direi che qui siamo fuori da tale copertura.
Non mi sembra che ci siano gli estremi per formulare richieste risarcitorie al Suo avversario o alla palestra.
Distinti saluti
Gentile Avvocato,
vorrei chiedere un suo gentile parere su quanto occorsomi durante un allenamento in palestra. Mentre stavo svolgendo una seduta di allenamento, come da scheda di allenamento compilata dall’istruttore, ho avvertito un forte dolore alla schiena. Del fatto, ho immediatamente avvertito la titolare della palestra. Il giorno dopo ero completamente bloccato a livello della schiena bassa, ed ho iniziato immediatamente un ciclo di terapia dal fisioterapista di fiducia.
Vorrei sapere se il gestore della palestra è tenuto all’indennizzo delle spese sostenute.
Vorrei ricordare che all’atto dell’iscrizione, ho pagato 25 euro di assicurazione.
La ringrazio per la cortese risposta.