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Il cristallino

TWINS – Il ritratto della Verità allo specchio collocato nell’abisso

Pubblicato: 07/01/2012 alle 6:15 pm   /   da   /   commenti (0)

Due giovani gemelle, Ale e Michi, rispettivamente attrice e fotografa di scena, sono le misteriose quanto spregiudicate e affascinanti protagoniste di una storia che si sviluppa in varie città, nonché nella vita onirica. Seppure simili sul piano fisico, sono ben diverse sul piano psicologico. Ale affronta il proprio passato, e le paure per il futuro, comunicando con la sorella da Parigi, l’altra, da Palermo, cerca di sminuire ciò che viene raccontato come un dramma incombente.

Nella stessa notte, in un tempo imprecisato, come a dire che non è mai troppo tardi per svelare tutto di sé e della propria storia, per guardarsi in faccia e saper manifestarsi, anche agli altri, tre giovani si apprestano ad avviarsi verso l’epilogo di una storia fino a allora vissuta con intensità, anche nel mondo onirico.

Molto di ciò che accadrà avrebbero potuto prevederlo, se avessero saputo, se avessero conosciuto l’inconoscibile.

Che rapporto potrà mai legarli, se una, nel primo episodio, si trova a Parigi, un’altra a Palermo e il terzo a Buenos Aires?

Le prime battute svelano che due dei protagonisti sono  gemelle. Affascinanti e simili sul piano fisico, Ale e Michi sono ben diverse sul piano psicologico. Se una, quella che potrebbe apparire più debole, come chiunque leggesse potrebbe prevedere leggendo le prime righe, manifestasse il bisogno di aiuto, l’altra dovrebbe subito soccorrerla. Ci smentiscono, svelando come taluni luoghi comuni della vita reale, possano essere dissolti nella letteratura; basta il primo diniego all’invocazione di aiuto e il lettore dovrà già fare i conti con una narrazione in cui nulla potrà esserci di scontato. E potrà prevedere veri ribaltamenti di ruoli.

Sul versante di Vicente, anch’egli bellissimo e affascinante, sin da subito appare la sua condizione di giovane benestante. Dedito al ballo tipico argentino: il tango. Via, via, anche in questo caso, saltano alcuni luoghi comuni, a esempio il machismo che dovrebbe essere connaturato a chi del tango ha fatto una professione. Si svela che egli avrebbe desiderato essere una ballerina.  La carenza di machismo è confermata anche nel primo rapporto sessuale che intrattiene con una prostituta, cui giunge sulle insistenze degli amici, e nell’intenso rapporto che lo lega a Delphina Roberta, giovane donna, bellissima, che lo inizia al piacere del bere ciò che contiene bollicine.

Purtroppo ben presto questo rapporto è destinato a finire, come quello con il padre, che lo ha molto amato: proprio su richiesta di questi deve partire verso l’Italia. In volo potrà leggere una lettera che gli svelerà le ragioni.

Il senso del tragico che permea le pagine si mischia al mero divertissement, anche linguistico, creando talvolta sconcerto, ma spesso richiedendo una lettura aperta a ogni soluzione.

Nel primo episodio non è ancora dato sapere cosa leghi i protagonisti.

Alessia e Michela Orlando

 


La seconda versione di TWINS di Marcellofilonide

 

Recensione di Monica Palozzi
Quando si legge Twins bisogna dimenticare le tre unità aristoteliche di tempo, di luogo e di azione. Il romanzo si dipana su più livelli narrativi, sia attraverso l’espediente del flashback mnemonico e onirico che media l’uscita dal presente e sconvolge la dimensione temporale, che tessendo la propria trama su diversi palcoscenici geografici e contemplando contemporaneamente più scene su cui la vicenda impernia la propria ragione d’essere.

Sin dalle prime battute il romanzo avvince il lettore, calandolo in quel microuniverso che ogni personaggio presentato dona di sé. Si tratta di situazioni in cui l’accento delle autrici, Alessia Orlando e Michela Orlando, si posa sull’introspezione psicologica degli attori, presentando di essi il lato umano e vulnerabile, ovvero ciò che caratterizza e definisce ogni individuo reale o letterario che sia. Ed è la completezza del linguaggio letterario, che spazia disinvoltamente dall’accento drammatico all’umoristico, senza scadere di tono, che dimostra la notevole capacità narrativa delle autrici. Interessanti e profonde alcune descrizioni che, nel mostrare una profonda conoscenza di temi d’approccio e pretesto narrativo, quali il tango o le bollicine dello spumante, giungono a penetrare la filosofia dell’immanenza qualitativa dell’essere in ogni cosa venga osservata con gli occhi giusti.

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