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Spagna, la meta principale del turismo riproduttivo

Pubblicato: 05/09/2014 alle 9:00 am   /   da   /   commenti (0)

Già da qualche anno è frequente sentir parlare di ‘turismo riproduttivo’, tanto che l’espressione è passata a far parte del nostro vocabolario: un termine che consiste nel fatto di recarsi in un altro Paese, per sottoporsi ad un trattamento di fertilità.

La Spagna è a poco a poco diventata la meta principale del turismo riproduttivo, arrivando a circa il 40% dei trattamenti di fertilità oltre frontiera.

La Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (ESHRE) ha pubblicato un rapporto contenente i dati relativi a questi trattamenti: in Spagna, più di 15.000 cicli annuali vengono effettuati a stranieri, e il 75% dei pazienti proviene dall’Italia, seguiti da Regno Unito, Belgio e Germania.

Gli italiani con problemi ad avere figli ricorrono alla Spagna per varie ragioni. In primo luogo, perché la legislazione spagnola, a proposito delle tecniche di fecondazione artificiale, è più permissiva, tanto che molti trattamenti vietati in altri Paesi possono invece essere realizzati, come ad esempio la donazione di ovuli e seme, completamente anonima e senza liste d’attesa nei centri privati, o, in caso di malattie di carattere ereditario nei genitori, la selezione dei soli embrioni sani, evitando che il bambino presenti la stessa patologia. Un’altra ragione è che in Spagna esistono numerose cliniche di fecondazione assistita, con ottime percentuali di successo, in cui i prezzi dei trattamenti sono inferiori che in altri Paesi europei.

Tutto ciò, sommato al clima e alla cultura spagnola, hanno fatto sí che la penisola iberica sia diventata la meta preferita per tutti coloro che desiderino formare una famiglia.

Il 60% dei pazienti italiani si reca in Spagna per una donazione di gameti, sia ovuli sia spermatozoi. Si è recentemente discusso sulla legittimitàdell’impiego della donazione di gameti (mediante fecondazione eterologa) nei casi di sterilitàassoluta e, anche se una sentenza della Corte Costituzionale ne ha ritenuto illegittimo il divieto (previsto dagli Articoli 4 e 9 della Legge 40), non è ancora stato chiaramente definito in quali casi saràpossibile ricorrere alla donazione, nè quali siano le caratteristiche necessarie per essere donatore di seme o di ovuli. Non potendo contare sulla sicurezza di una legge in proposito, gli italiani con gravi problemi di fertilità continuano a venire in Spagna per realizzare il sogno di diventare genitori.

In molteplici occasioni, gli italiani che intendono recarsi in Spagna per sottoporsi ad un trattamento di fecondazione, non sanno con precisione a quale regione dirigersi, poiché l’offerta di centri è ampia e variegata, mentre le informazioni fornite mediante il Web o il contatto telefonico possono rivelarsi imprecise. Per dare l’opportunità di conoscere le varie cliniche della fertilità in uno stesso spazio nasce la fiera inviTRA, la prima in Spagna sulla fecondazione artificiale. L’edizione di quest’anno si celebrerà a Madrid, e conterà sulla presenza di cliniche da tutto il territorio e di agenzie internazionali di gestazione surrogata, perché i visitatori possano trovare tutte le informazioni necessarie.

Uno degli aspetti maggiormente apprezzati dall’udienza dell’edizione 2013, oltre agli incontri informativi con gli specialisti, è l’opportunità di parlare direttamente con il personale delle cliniche, per poter scegliere il proprio centro con totale libertà e consapevolezza.

Visita il sito inviTRA

Roberta Bogni

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