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Arte e cultura, Tempo libero

Se ami qualcuno regalagli un libro: il potere della lettura.

Pubblicato: 27/12/2016 alle 10:26 am   /   da   /   commenti (0)

 

Ci è sempre stato detto che “leggere fa bene” ed oggi, dopo le migliaia di esperimenti scientifici condotti dai più importanti centri di ricerca, possiamo esserne certi. Che sia un saggio, un fumetto, un giornale, un romanzo, perdersi tra le parole è un’ attività che esercita su di noi degli effetti portentosi.

In una società sempre più frenetica, che ci vuole pronti a rispondere a molteplici stimoli esterni contemporaneamente, sta diventando difficile trovare del tempo per concentrarsi pienamente su una singola attività.

Leggere può risultare stressante per chi non è abituato o per chi ormai dipende dal bisogno di restare sempre “connesso”, eppure molti studi dimostrano il contrario: la lettura riduce lo stress. Proiettare la propria attenzione sugli eventi narrativi, infatti, abbassa le nostre barriere e fa scivolare via dalla nostra mente, le preoccupazioni e i problemi quotidiani.

Ci aiuta inoltre a guardare questi ultimi da una diversa prospettiva, aumentando le nostre capacità analitiche, critiche e quelle di problem solving.

Se il cervello può essere paragonato ad un muscolo, allora la lettura può essere considerata una delle attività che lo “allenano” meglio: potenzia la concentrazione, l’ attenzione, la memoria, la prontezza di reagire agli stimoli, migliora la fluidità nel linguaggio e nella scrittura ed aumenta la nostra conoscenza, fornendoci sempre più strumenti per affrontare la nostra vita.

Uno studio dell’ Università di Medicina Albert Einstein di New York, mette in luce la capacità delle attività ricreative (lettura, cruciverba, giochi da tavola) di allontanare la demenza senile e ritardare l’ Alzheimer negli anziani.

Un team di scienziati (neurobiologi, radiologi e studenti di materie umanistiche) dell’ Università di Stanford, in California, guidati da Natalie Phillips, ha confermato i benefici che la lettura apporta al cervello. Agli studenti è stato chiesto di leggere alcuni estratti del romanzo Mansfield Park”, scritto da Jane Austen, mentre erano sottoposti a risonanza magnetica. La lettura è avvenuta in due diverse modalità: prima lentamente e con estrema attenzione, “come se stessero studiando per un esame” e poi in maniera più leggera e piacevole “come se stessero in una libreria”.

È emerso che, durante la lettura, vi è un notevole aumento del flusso di sangue al cervello ed in particolare, la lettura attenta suggerisce che “prestare attenzione a testi letterari richiede il coordinamento di molteplici funzioni cognitive complesse, molto più che un semplice lavoro o gioco.” La parte di cervello maggiormente irrorata dal sangue, è inoltre quella solitamente impegnata in “funzioni di esecuzione” cioè quelle che richiedono più attenzione e concentrazione.

Esiste, dunque, un passatempo migliore della lettura? Esiste un regalo migliore di un libro, per chi amiamo? Anche se il Natale è passato, leggere durante le fredde serate invernali, è l’ideale per chi vuole rilassarsi potenziando la propria mente.

 

Fonti:

http://news.stanford.edu/news/2012/september/austen-reading-fmri-090712.html

http://www.einstein.yu.edu/uploadedFiles/departments/Neurology/Divisions/Cognitive_and_Motor_Aging/paper5.pdf



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