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Salvare l’Artico insieme a Greenpeace e Ludovico Einaudi

Pubblicato: 24/06/2016 alle 7:19 am   /   da   /   commenti (0)

Greenpeace ha lanciato ancora una volta la sua campagna per salvare l’Artico. Oramai da anni la più grande organizzazione ambientalista del mondo si impegna per questo scopo, che è di una importanza e urgenza senza pari. Non è da oggi, infatti, che gli ambientalisti e Greenpeace in particolare ci dicono che da questo ecosistema, oramai già in grande difficoltà, dipende l’ecosistema dell’intero pianeta. Ed è oramai accertato che tutti i fenomeni ambientali e lo sconvolgimento in atto dell’assetto del pianeta dipendono da questo a cominciare dal riscaldamento globale e i cambiamenti climatici, fino alle carestie e alle conseguenti migrazioni. Insomma già oggi il nostro pianeta non è più come lo abbiamo conosciuto fino a qualche decennio fa. Ma dobbiamo fermare almeno ulteriori danni.

La campagna lanciata da Greenpeace ora si avvale anche della voce, anzi della musica, del noto compositore Ludovico Einaudi che ha eseguito la sua “Elegy for the Artic” in uno scenario molto speciale, anzi unico, su di una piattaforma galleggiante al largo del ghiacciaio Wahlenbergbreen, sulla isole Svalbard in Norvegia.

Scrivono gli attivisti di Greenpeace sul sito dedicato proprio al salvataggio dell’Artico  www.savethearctic.org

Einaudi ha raggiunto il ghiacciaio a bordo della nostra nave “Arctic Sunrise”, unendosi all’appello firmato da quasi 8 milioni di persone per chiedere alla comunità internazionale di sottoscrivere al più presto un accordo che protegga l’Artico dallo sfruttamento e dai cambiamenti climatici

E chiariscono ancora gli attivisti, “Il momento scelto per questo concerto non é casuale, poiché ha coinciso con l’apertura del lavori del meeting internazionale dell’OSPAR, in cui si deciderà se istituire un’area protetta di oltre 200 mila chilometri quadrati, vietando al suo interno l’attività estrattiva. L’esito del meeting non è scontato, perché Norvegia, Islanda e Danimarca stanno ostacolando il processo, per impedire di raggiungere un accordo.”

Non si può non essere d’accordo con questa iniziativa, non si può non concordare che “quello che accade nell’Artico non resta nell’Artico” e se certo non possiamo salire tutti a bordo della Artic Sunrise, possiamo però far sentire la nostra voce firmando l’appello di Greenpeace mentre guardando il video della performance di Ludovico Einaudi ascoltiamo le incantevoli note scritte ed eseguite dal maestro

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