intolleranze

Le intolleranze alimentari sono un argomento estremamente interessante che coinvolge un numero sempre maggiore di persone dai 3 ai 70 anni, con una percentuale sempre in crescita, dalla celiachia all’intolleranza al lattosio, al frumento, fino a particolari tipi di frutta o semi, con conseguenze spesso fastidiose.

Negli ultimi vent’anni il numero di soggetti interessati da intolleranze alimentari è cresciuto in maniera esponenziale, addirittura oggi su 5 persone 2 sono soggette a disturbi dovuti alla mancata tolleranza di alcuni alimenti. Occorre precisare che esiste una differenza tra intolleranza ed allergia, poiché la prima è una risposta piuttosto lenta delle cellule immunitarie della mucosa intestinale e può manifestare una reazione anche dopo molto tempo, creando i presupposti per una patologia, mentre la seconda è una vera e propria patologia che si scatena al contatto del corpo con una particolare sostanza non per forza di natura alimentare.

Le intolleranze alimentari si manifestano con diversi disturbi e fastidi quali gonfiore addominale, difficoltà di digestione, vomito, stanchezza diffusa, debolezza e  reazioni cutanee, quali l’orticaria ( nel caso delle fragole o pesche ad esempio). Sia gli adulti che i bambini possono essere colpiti da questi disturbi, con cause diverse, infatti le intolleranze possono avere un’origine genetica e quindi manifestarsi già nei primi mesi di vita ad esempio alcune forme di intolleranza al lattosio ma tendenzialmente le cause scatenanti  sono uno stile alimentare sbagliato per eccesso o per difetto, l’eccesso di stress in combinazione con un’alterazione dell’equilibrio psiconeuroimmunologico, lo squilibrio ormonale in particolari fasi della vita o in particolari stati fisiologici quali: gravidanza, menopausa, condizioni di disfunzioni tiroidee ed, obesità. Il fatto che più fattori possano combinarsi insieme e far scatenare questa risposta non tanto violenta ma in grado di manifestarsi con una serie di disturbi e disagi notevoli,  è dimostrato dalla variabilità anagrafica con cui le intolleranze alimentari si presentano. Una persona fino ad un determinato momento può non aver mai manifestato una difficoltà nella digestione di un particolare alimento ma in seguito ad una fase particolare, ad un trattamento con antibiotici, ad uno stress somatico, può non tollerare più una particolare sostanza. Quali sono gli alimenti che più facilmente scatenano un’intolleranza alimentare?

Sicuramente  occorre annoverare fra questi alimenti, prodotti di origine animale e vegetale quali:

  • Uova, latticini, latte, formaggi stagionati e naturalmente tutti i preparati a base di questi ultimi.
  • Frumento (che non vuol dire essere celiaci, poichè in quel caso l’intolleranza interessa il glutine), cereali, spesso ad essere incriminate sono le coltivazioni ogm oppure quelle dove non viene garantita l’assenza di concimi.
  • Frutta, in particolare quella a polpa gialla, quali pesche e albicocche, i frutti a bacca, le fragole (che causano vistose orticarie), i frutti esotici.
  • I crostacei e i molluschi.
  • La soia
  • I semi: come arachidi, lupini, girasole, i cui estratti in tracce vengono utilizzati anche per la preparazione di cibi confezionati, come panificati e dolci farciti.
  • Gli edulcoranti, i conservanti e gli aromatizzanti, presenti in alcune bevande,  nelle caramelle, in dolciumi e prodotti confezionati,  che posso causare facilmente la comparsa di macchie cutanee.

In realtà non è una moda quella di parlare di intolleranze ed in una fase più acuta di allergie vere e proprie ma è anche un modo per sensibilizzare a prestare più attenzione alla nostra alimentazione, attraverso un migliore abbinamento dei cibi, attraverso la cura dell’equilibrio psicosomatico e al riconoscimento di precisi sintomi, che possono essere curati senza problemi.

Per poter diagnosticare un’intolleranza alimentare esistono test ematici precisi, da eseguirsi dopo aver verificato se i sintomi persistono o meno dopo la sospensione per alcuni giorni dell’assunzione di determinati alimenti.  I test si effettuano su campioni di sangue a contatto con la sostanza alimentare prescelta e nell’osservare la presenza o meno della reazione di modificazione dei globuli rossi.

Un test molto importante è quello kinesiologico, che valuta la potenza muscolare, la quale nel caso di un alimento che ci disturba tende a diminuire. Alla diagnosi delle intolleranze alimentari, concorrono anche il test Dria, l’Agopuntura, i vega test ed esami immunologici. La scienza nutrizionale ci insegna oggi più  che mai che con la stessa facilità con cui le intolleranze si manifestano, si possono curare con competenza e ci si può convivere.

Barbara Hugonin
biologa, nutrizionista

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