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Salute, Sociale

Salute e processi comunicativi 2.0

Pubblicato: 13/06/2017 alle 7:17 am   /   da   /   commenti (0)

Il tema della salute è da sempre una questione piuttosto delicata e complessa da affrontare.
Se ne parla anche quest’anno al Festival dell’Economia di Trento.
Tra tutti gli aspetti che si potrebbero analizzare, c’è uno, in particolare, ancora oggi sottovalutato: il rapporto tra comunicazione, media e salute  nell’era digitale
Operando all’interno di una società interconnessa, è possibile raggiungere obbiettivi di comunicazione per la salute, seguendo  “un approccio multiforme e multidisciplinare per raggiungere diversi tipi di pubblico e condividere informazioni sulla salute con l’obiettivo di influenzare, coinvolgere e sostenere gli individui, le comunità, gli operatori sanitari, i gruppi specifici, i decisori e il pubblico; introdurre, adottare o sostenere un comportamento, una pratica o una politica che, in ultima analisi, migliori i risultati di salute” (Schiavo,  2007).

Negli ultimi anni, l’uso dei media sociali e delle applicazioni Web 2.0 ( blog, wiki, podcast, siti di social networking, ) è aumentato in tutto il mondo, raggiungendo milioni di persone.
Gli ultimi dati Audiweb del luglio 2016, registrano una diffusione dell’online in Italia alle soglie del 90% della popolazione.
I media digitali rappresentano oggi canali di comunicazione molto popolari, utilizzati da singoli e organizzazioni, che utilizzano queste nuove tecnologie in diversi momenti della loro vita quotidiana, sia online che offline, operando in diversi settori e contesti.
Tra i più utilizzati ricordiamo e distinguiamo  blog o riviste on-line, social network,  piattaforme di condivisione di contenuti, incentrate sulla condivisione di particolari tipi di contenuto , come i forum di discussione,  costruiti attorno ad un interesse o ad un argomento ben specifico.
Nel settore della sanità pubblica, i media digitali e sociali sono integrati in modo sempre più frequente in programmi e campagne volte a informare o sensibilizzare il pubblico su temi concernenti la salute o per promuovere l’adozione di comportamenti.
Scopo primario dunque, è  rafforzare e personalizzare i messaggi, raggiungere un nuovo pubblico e costruire una infrastruttura di comunicazione basata su uno scambio aperto di informazioni e la costruzione di efficaci  campagne di salute pubblica.
Le ultime ricerche dimostrano però, che se da un lato sempre più interventi di comunicazione per la salute usano i socil media,  si sa poco rispetto ai loro effetti sui comportamenti.
Anche se il recente fenomeno comunicativo (online ed offline), analizzato da molti sociologi e giornalisti, cioè quello delle fake news, in riferimento ad esempio alla questione ancora aperta dei vaccini sui bambini in Italia e la possibilità (non ancora chiara) d’ iscrizione al percorso formativo scolastico, ha dimostrato,  come ancora i media siano concepiti come ambienti contenenti informazioni ritenute attendibili.
In realtà i social media  e l’overload informativo, che determina una continua interazione e flussi comunicativi online, evidenziano la scarsa consapevolezza, da parte di molti utenti,  nell’utilizzo dei media digitali e tradizionali ed un basso livello di criticità nei confronti dei contenuti caricati e pubblicati in Rete.

E’ chiaro che,  se tutti produciamo contenuti partecipando in maniera attiva, il rischio è quello di una bassa qualità della comunicazione e difficoltà di verifica della notizia.
L’ultimo rapporto Philips “Future Health Study 2016”, che ha intervistato un campione di oltre 2 mila pazienti tra 18 e 80 anni, ha dimostrato come noi italiani abbiamo una percezione positiva della nostra salute (58% degli intervistati ), ma necessitiamo di continue  rassicurazioni e conferme.
In media vengono effettuate 5 visite mediche all’anno e un italiano su cinque, ha dichiarato di aver trascorso almeno una notte all’ospedale nei tre mesi precedenti all’indagine.
L’attenzione al proprio benessere emerge anche dall’utilizzo di dispositivi tecnologici ad hoc, ad ese. smartwatch ma non solo: ne possiede almeno uno il 45% degli intervistati, con elevato tasso di utilizzo (92%).
Gli indicatori legati all’attività sportiva e al fitness sono i più utilizzati.
Internet per tutti è una grande risorsa: l’85% dei pazienti intervistati cerca le risposte a una domanda di carattere medico online e il 55% legge le recensioni su un medico o un altro professionista sanitario prima di consultarlo.
Paradossalmente però, se da una parte i pazienti italiani sono attenti al proprio stato di salute e sempre più desiderosi di “cure connesse”, di informazioni immediate su tale argomento, ricercate autonomamente online,  ciò che emerge negli ultimi 10 anni, è una crescente sensibilità al tema salute e maggiore attenzione alla figura del paziente.
Quest’ultimo infatti, diventa sempre più attento, sensibile, competente, con una conseguente espansione delle pratiche di salute: aumentano infatti i comportamenti preventivi.

Nuove concezioni di “paziente”,“sanità” e  “salute” si riscontrano nelle scenario contemporaneo: è possibile parlare ora della figura del malato come un “soggetto attivo e partecipante” e di  una sanità che “mette al centro la persona”, dove le esperienze di assistenza si rivolgono alle persone, non più come soggetti ammalati, ma nella loro interezza psicologica, fisica e sociale.
Un chiaro esempio di come l’assistenza sociosanitaria diventi a “misura d’individuo” è l’assistenza a domicilio.
Proprio perché si tratta di forme assistenziali che si sviluppano all’interno di spazi privati, è necessario lavorare su un tipo di rel-Azione che miri alla qualità della vita, restando attenti ai bisogni e alle esigenze individuali.

L’Italia si colloca, ancora oggi, tra i paesi più longevi del nostro pianeta e in virtù di questa tendenza, si  richiede una nuova idea di assistenza alla persone e di comunicazione-relazione triadica tra medico-paziente-salute.

Buoncompagni Giacomo 
Laureato in comunicazione e specializzato in comunicazione pubblica e scienze socio-criminologiche. Esperto in comunicazione, analisi dei media e criminologia forense .Cultore  e Collaboratore di Cattedra in “Sociologia generale e  della devianza”  e “Comunicazione e nuovi media”presso l’Università di Macerata ,  docente di “Comunicazione e criminologia “presso la Libera Università di Agugliano (AN). Presidente provinciale AIART Macerata, è’ autore del libro “Comunicazione Criminologica”ed “Elementi di comunicazione non violenta” (Gruppo editoriale L’Espresso,2016)

 

Bibliografia
Boccia Artieri G., Stati di connessione, Franco angeli, Milano  (2012)
Colombo F. , Il potere socievole. Storia e critica dei social media, ed. Bruno Mondadori (2013)
Jerome Liss, L’ascolto profondo. Manuale per le relazioni di aiuto, Ed. La Meridiana, 2004
L.Sasso, L.Gamberoni, A.Ferraresi, L.Tiboldi, L’infermiere di famiglia, MC Graw-Hill, 2005
Lombi L.,  Stievano A. ,  Introduzione alla sociologia della salute , ed. Franco Angeli  (2011)
Maturo A., Sociologia della malattia. Un’introduzione, Franco Angeli, Milano (2007)



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