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Salerno, città europea. E la qualità dei servizi?

Pubblicato: 24/05/2016 alle 7:16 pm   /   da   /   commenti (0)

La città di Salerno, di cui tanto si parla come esempio di buona amministrazione del sud, tanto da volerla collocare sul piano di una città europea (come ama definirla qualcuno).

Ebbene da cosa possiamo valutare la sua europeità? Ma dal livello di qualità dei servizi che offre, ovvio! E invece parrebbe di no. Contano i numeri del travaso di orde di turisti che affollano le strade del centro città (e soprattutto le già anguste strade del centro storico) che fanno gridare al miracolo di città capace di attrazione. Sì ma quale? Quella effimera delle luci d’artista e poco o nulla quella del patrimonio artistico e archeologico che pure la città possiede.

Bene, ovviamente sono in totale disaccordo. E a proposito di centro storico vorrei dare due – tre esempi,  secondo me fondamentali per tracciare un profilo di civiltà della città a proposito di servizi.

Mi soffermerò sulla questione mobilità e trasporto pubblico.

Salerno due anni fa (forse unica città al mondo, inclusi anche i paesi terzi) ha subito l’interruzione totale del servizio bus urbano ed extraurbano. Ritengo questo fenomeno inconcepibile in un paese normale, non dico nemmeno moderno o avanzato. E bisogna aggiungere che anche quando funzionano non sono la rappresentazione dell’efficienza e della puntualità, dovute non certo al personale viaggiante, autisti,  ma a chi organizza il servizio, ovvio.

Si penserà che con un tal servizio pubblico i taxi dovrebbero poter compensare tale carenza. Invece no! Se malauguratamente abiti nel centro storico devi scordarti di avere il servizio sotto casa, perché, dicono è difficile inoltrarsi e fare manovre. E questo anche se in quella strada ci transitano auto, furgoni e piccoli autocarri. Il tassisti sostengono che “non sono tenuti” a dare il servizio dove non vogliono, al più ti “danno appuntamento” in un luogo nei paraggi che ritengono per “loro” più comodo. E sei hai bagagli, o un problema di salute, sono affari tuoi. Se chiedi un’auto normale , non una maxi monovolume, così non c’è problema il centralino ti risponde che non possono scegliere, anche perché sono quasi tutti taxi di taglia maxi. Impensabile pensare ad auto taxi piccole dedicate ad un transito  agevole in ogni zona? Non ci saranno sempre grandi famiglie o gruppi a scostarsi armi e bagagli… no? E per portali solo fin dove il taxista vuole, non dove necessita il cliente.

Ultima considerazione sulle zone ZTL ancora del centro storico. Gli abitanti devono sottostare a due regolamentazioni una per il transito e l’altro per “la sosta”.  Per entrambi si pagano alcune tassazioni: la prima triennale, per la seconda  un “abbonamento” annuale di 50 €. Non è una cifra assurda (anche se nel giro di un anno dal 2014 al 2015 è praticamente raddoppiata, da 30 a 50). Ma per avere cosa? Un posto più o meno garantito? O almeno una ampia scelta di posti? No, nulla. Quindi il balzello si paga perché si è scelto di abitare in un posto di per sé già molto disagiato.

La ratio dovrebbe essere che così facendo transita e sosta “solo” chi è residente aumentando così la possibilità di trovare parcheggio. I fatti smentiscono perché nessuno controlla se le auto che sostano nella zona ZTL sono regolarmente autorizzate e in regola con il pagamento. Le telecamere registrano ma vale solo per l’autorizzazione al transito, non per il parcheggio. Ergo: l’onesto paga (due tassazioni), il furbo paga solo la tassa triennale, risparmia i 50€, sosta comunque, toglie spazio a chi paga e intasa le strade che i tassisti non vogliono percorrere.

Non è finita: gli abitanti del centro storico a causa di questa regolamentazione assurda, vivono in isolamento. Parenti ed amici (magari anziani o con handicap) che vivono fuori le mura della “città proibita” non possono accedervi. Se si vuol chiedere in maniera regolare l’autorizzazione al transito occasionale magari per fare dei piccoli lavori in casa, trasportare pacchi voluminosi, con amici che ti vengono a dare una mano, è un delirio. Compilare moduli, dichiarare ora, giorno, cosa fai e chi viene da te (alla faccia della privacy), allegare carta di circolazione con revisione ok. Insomma gli abitanti del centro storico sono cittadini “minor”, super controllati e interdetti dal consesso civile. Possono abitarci solo se totalmente autosufficienti e restando nello spazio del loro abitato: STOP!

Confermo che sono persona convinta che le regole servono e vanno rispettate sempre. Ma condizioni necessarie sono che le regole devono avere un senso e devono essere semplici. E qualcuno dovrebbe ascoltare anche le esigenze dei cittadini. Se così non è (e così non è) mi spiego perché i furbi sono così tanti e non scandalizzano più nessuno. Siamo ancora convinti che Salerno è città europea?

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