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Riappropriamoci della nostra umanità

Pubblicato: 04/03/2011 alle 11:20 am   /   da   /   commenti (0)

Ipnotici per massimizzare le poche ore da destinare al sonno; anfetamine per recuperare rapidamente la reattività al risveglio; modafinil per riuscire a restare svegli e vigili per quattro giorni e quattro notti; metilfenidato per aumentare la capacità di concentrazione; betabloccanti per limitare le emozioni durante un importante colloquio d’affari…!

Se pensate che ciò sia fanta-horror o che al più soltanto un numero sparuto di persone abbia adottato o desideri adottare una simile condotta, vi sbagliate! Le giornate di migliaia di uomini, ordinariamente affaristi, personaggi orbitanti attorno alla stella della finanza, sono scandite dal ciclo dei farmaci!

Uno stile di vita orribile? Non a detta di chi lo pratica e lo sostiene!

Gli uomini che quotidianamente, e con convinzione, osservano questi dettami ci domandano: cosa c’è di orribile o semplicemente di sbagliato?

Gli effetti collaterali? Beh, si, c’è qualche controindicazione nell’assunzione di quei farmaci: ansia, depressione, anoressia, disturbi delle funzioni sessuali, complicanze cardiache… Ma è solo questo? Non è una domanda retorica: è davvero soltanto questo?! Perché se è solo una questione di effetti collaterali, allora la cosa è risolvibile col progresso della scienza medica e delle biotecnologie le quali già da un bel pezzo procedono anche in questa direzione! Ciò ammesso e non concesso che allo stato attuale il vantaggio nell’assumere certi farmaci sia minore del danno: si può attestare infatti che i benefici derivanti dal “training farmacologico” siano oscurati dagli effetti nocivi derivanti dall’assunzione di farmaci? Si può affermare che questo valga per gli affaristi a cui si accennava? E per certi sportivi professionisti..?!

Evidentemente non è una questione di effetti collaterali, o meglio, non degli effetti fine a se stessi. Cosa rende dunque eticamente deprecabile uno stile di vita siffatto?

È forse il discostarsi dal dato biologico?

Ma è proprio all’evoluzione biologica che guardano i fautori del nuovo modello: la crescita demografica, lo scarseggiare delle risorse e il degrado dell’ambiente renderanno presto il nostro pianeta invivibile per l’uomo di oggi, e quale soluzione sarebbe più realistica del “creare” un “superuomo” adatto alle nuove condizioni?! Un nuovo uomo selezionato per sopravvivere al vecchio uomo inevitabilmente da sacrificare in nome dell’evoluzione della specie! Del resto è naturale, evoluzionisticamente naturale che un numero ristretto di individui sopravviva a discapito dei più: se costituisci una colonia di organismi aventi le medesime caratteristiche biologiche, questa tenderà ad organizzarsi stratificandosi; ogni organismo evoluto, ogni specie di esseri viventi, tutti sono strutturati in modo tale che molti siano sacrificati per preservare un nucleo di pochi destinati alla conservazione. Perché l’uomo considerato nel suo essere biologico dovrebbe costituire eccezione?!

Sarete senz’altro d’accordo con me nel ritenere pericoloso tirare in ballo il dato biologico fine a se stesso: non sono trascorsi che pochi decenni da quando in nome del dato biologico milioni di vite furono stroncate poiché ritenute “indegne di essere vissute”! Il dato biologico c’entra, ma, come per gli effetti collaterali, qualora non sia finalizzato a se stesso: si al dato biologico, ma subordinatamente al quid per cui si rende necessario rispettarlo!

Nonostante godano di ottima salute, milioni di persone ricorrono ugualmente ad operazioni chirurgiche: milioni di persone nel mondo ogni anno si sottopongono ad interventi di chirurgia estetica! Gli effetti collaterali sono incidentali e il dato biologico non è stravolto, per questo forse agli occhi dei più la pratica è accettabile. In realtà, sottoporsi ad interventi di chirurgia estetica è orribile almeno quanto condurre una vita cadenzata dal ciclo dei farmaci! Quello che ho appena detto può sembrare esagerato, ma non agli occhi di chi ha ben chiaro su quale campo si gioca la partita!

Chi assume farmaci come cibo o si cambia i connotati come fossero accessori è vittima ed emblema del medesimo nefasto processo di corruzione dell’umanità che esaspera i limiti della fisicità, rendendola vergognosa e proponendo ogni tipo di manipolazione del corpo e della psiche: una “disumanizzazione” che viaggia a braccetto col modello economico e di consumo imperante, che acuisce l’apparire a discapito dell’essere sino a mercificare l’uomo stesso!

Questo, soltanto questo è orribile: tutto il resto ne è la tragica conseguenza!

Ma si può fermare quest’involuzione? L’uomo ha la possibilità di salvarsi? Qual è il quid pocanzi chiamato in causa, il fine che riabilita e nobilita l’uomo?

L’uguaglianza, la parità dei diritti, la dignità della persona… Se l’uomo è soltanto il suo essere biologico, perché certi ideali?! Domanda lecita, risposta ovvia: perché l’uomo è un animale, si, ma un animale spirituale! L’uomo ragiona, ovvero è consapevole del suo stato di essere contingente e, di conseguenza, è capace di astrazione e trascendenza… È  capace di entrare in comunione con Dio! È una cosa concreta quella che ho appena detto, non c’è nulla di più serio e concreto di questo: se oggi l’umanità si sta dirigendo pericolosamente verso l’annientamento è perché ha estromesso dalla propria esistenza Dio ed ha messo in risalto l’autocompiacimento esaltando l’effimero!

Chi nega la trascendenza ovverosia la possibilità della comunione con Dio quale fonte di pienezza dell’essere e di felicità, volente o nolente si rende strumento della cultura di morte che si va affermando! Anche chi giustamente ritiene di essere lontano dal modello di superuomo presentato, cosa è destinato ad essere? Potrà vivere in armonia con la natura incontaminata, finché essa resterà tale; alimentarsi correttamente, finché circoleranno cibi sani; usare i farmaci per curare le malattie, finché l’ambiente non ci renderà tutti malati inguaribili… Ma sarà dapprima vuoto e successivamente morto… Nell’anima prima che nel corpo!

Può sembrare una bacchettata la mia o, peggio, un invito all’alienazione… Non è così! La mia non vuol essere una condanna, in primis rivolta a me, ma un’esortazione a riappropriarci della nostra essenza di persone umane riscoprendo la nostra spiritualità, non alienandoci, ma continuando a vivere  nel rispetto dell’ambiente, del nostro corpo e della nostra mente… Con lo Spirito giusto!

Il ritorno alla spiritualità è argomento di grande attualità e non soltanto in ambienti ecclesiastici. L’ateo André Malraux con una frase divenuta ormai celebre, in anni non sospetti profetava dicendo:  “Il terzo millennio sarà spirituale o non sarà”. Io sono perfettamente d’accordo e voi?

Daniele Indelicato

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