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Bellezza

Prodotti cosmetici: quando è meglio liberarsene.

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Pubblicato: 23/01/2017 alle 10:18 pm   /   da   /   commenti (0)

Come mai questo prodotto non è più efficace? Lo butto o non lo butto? Sarà scaduto?

Prima di utilizzare i prodotti cosmetici, ci siamo posti queste domande decine e decine di volte eppure siamo circondati da flaconi e barattoli impolverati che continuiamo a conservare, credendo che un giorno ci serviranno. Sono molti i prodotti che utilizziamo quotidianamente per la nostra igiene personale e per la cura di noi stessi, dunque è importante capire quando liberarci del superfluo e soprattutto se stiamo utilizzando cosmetici utili e non dannosi.

Le cose che possono aiutarci a capire che fare sono principalmente due: il simbolo PAO e la data di scadenza.

  • I prodotti cosmetici che contengono ingredienti freschi e/o naturali oppure privi di conservanti, essendo maggiormente deperibili, riporteranno sulla confezione una vera e propria data di scadenza (giorno- mese- anno) come un qualsiasi prodotto alimentare; non sarà quindi complicato capire se cestinarli o meno.
  • Per quanto riguarda i prodotti cosmetici di durata superiore a 30 mesi, basterà guardare il PAO “period after opening” (periodo dopo l’apertura), introdotto nell’Unione europea dalla direttiva 2003/15/CE e obbligatorio. Sia sul contenitore primario (quello a diretto contatto con il cosmetico) sia su quello secondario (l’involucro esterno) sarà presente il simbolo di un barattolo aperto ed una scritta che riporta il numero di mesi di validità. Ad esempio la dicitura “12 M” vuol dire che la totale sicurezza di quel prodotto è assicurata, dalla casa cosmetica, per la durata di 12 mesi. Questa tipologia, infatti, incomincia a deteriorarsi quando viene a contatto con l’ambiente esterno e non quando viene inscatolata; responsabile delle sue alterazioni è la contaminazione batterica, che può modificare odore, colore, consistenza ed efficacia. Possiamo, infatti, accorgerci che un prodotto è scaduto se notiamo il cambiamento di una di queste componenti.pao3

C’è da dire, però, che se acquistiamo marchi affidabili, possiamo essere sicuri che i controlli ai quali sono sottoposti prima di essere messi sul mercato, sono molto rigidi e che quindi il PAO non sarà da considerare il timer di una bomba ad orologeria.

I cosmetici contenenti conservanti, ci mettono molto tempo prima di sviluppare un inquinamento microbiologico o chimico- fisico tale da essere dannoso per la persona. Se conserviamo creme, saponi, unguenti e trucchi lontano da fonti luminose, all’ asciutto e questi sono dotati di flaconi che non necessitano di prelevare il prodotto con le mani direttamente dalla confezione, potremo prolungare anche di qualche mese l’utilizzo, senza però avere la sicurezza che sia totalmente efficace.

Allo stesso modo, un cosmetico mal tenuto, può degradarsi prima del tempo e provocare congiuntiviti (se usati nella zona perioculare) irritazioni, dermatiti, herpes labiali o reazioni allergiche.

Particolare attenzione meritano i cosmetici contenenti filtri UV, che perdono la loro efficacia quasi sempre dopo 12 mesi e che potrebbero creare problemi alla nostra pelle, se ha bisogno di essere protetta dal sole. Insomma, sarebbe da considerare caso per caso ma ricordando che il PAO serve a tutelare noi consumatori e va assolutamente tenuto in considerazione.

Un piccolo suggerimento per non incorrere nello spreco, è quello di acquistare mini- taglie da viaggio o monodose di prodotti che sappiamo di non utilizzare spesso ma che reputiamo comunque necessari.

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