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Prevenzione, Salute

Obesità addominale e rischio di malattie cardivascolari

Pubblicato: 05/03/2009 alle 2:05 pm   /   da   /   commenti (0)

Esistono numerose condizioni (fattori di rischio) che favoriscono l’insorgere di malattie cardiovascolari. Tali fattori sono ampiamente noti (familiarità, ipercolesterolemia, fumo di sigaretta, diabete, sedentarietà etc…) e devono essere tenuti in considerazione nel momento in cui si valuta il rischio di un singolo individuo.

Tra i fattori di rischio un discorso particolare merita l’obesità.

Rappresenta, infatti, un’importante condizione di rischio per la salute in quanto spesso si associa ad alterazioni del metabolismo degli zuccheri e dei grassi ed è causa di diabete mellito, iperlipidemia (ipercolesterolemia ed ipertrigliceridemia), ipertensione arteriosa. Favorisce lo sviluppo non solo delle malattie cardiovascolari ma anche di neoplasie, colelitiasi, artrosi, sindrome dell’apnea notturna. In particolare l’obesità a localizzazione addominale è causa di ridotta sopravvivenza (da sei a tredici anni).

L’obesità merita attenzione particolare perché, se individuata precocemente, consente di effettuare degli interventi di prevenzione cardiovascolare efficaci.

Nella valutazione del rischio il ruolo dell’obesità, a volte, è sottostimato, mentre tutti gli studi a lungo termine hanno dimostrato come l’obesità si correli non solo allo sviluppo di diabete, ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, ma anche allo sviluppo di numerosi tumori e soprattutto correla con la mortalità totale.

L’obesità non incrementa in modo determinante il rischio cardiovascolare nel singolo soggetto, ma ha un peso notevole quando si valuta il rischio di popolazione. Lo studio INTERHEART ha dimostrato come l’obesità, nelle popolazioni occidentali, sia tra i fattori di rischio quello più importante perché ha un’alta prevalenza nella popolazione, fin dalle età più giovani.

Da tutto ciò si deduce che se si vuole intraprendere una campagna di prevenzione bisogna tenere conto, in modo particolare, proprio dell’obesità.

Lo stesso studio INTERHEART ha dimostrato come l’obesità addominale (circonferenza addominale > 94 cm nell’uomo e > a 80 cm nella donna) sia il parametro che meglio identifica il rischio di malattie cardiovascolari rispetto agli altri parametri utili ad identificare i soggetti obesi.

Queste che possono sembrare solo delle informazioni scientifiche hanno, invece, un’importanza pratica enorme per due motivi:

1) identificare nelle popolazioni più giovani i soggetti obesi è estremamente semplice e poco costoso,

2) ridurre la prevalenza di obesità si basa essenzialmente sull’acquisire uno stile di vita corretto: svolgere attività fisica (possibilmente 3-4 volte la settimana) ed adottare abitudini alimentari quali-quantitative corrette.

Dott. Vincenzo Capuano – Cardiochirurgo

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