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Nei loro occhi

Pubblicato: 17/02/2016 alle 6:47 pm   /   da   /   commenti (0)

Desiderio: termine che deriva dall’unione della particella privativa “de” con la parola latina “sidus, sideris”, che significa stelle, quindi indicherebbe una particolare condizione in cui le stelle sono assenti, o forse solo lontane, come gli oggetti dei nostri desideri, assenti quando li bramiamo o comunque certamente lontani.   Quanto è soggettiva – ahimè – questa lontananza o assenza, e come possono essere incredibilmente diversi i desideri di uomini e donne, a seconda dello stato d’animo, dell’esperienza vissuta, del substrato culturale e di molteplici altre variabili.

Mi accorgo della differenza ogni giorno, quando la vita dei miei clienti entra, timida o prepotente a seconda delle diverse personalità, nel mio studio di avvocato. E negli sguardi di chi oggi “desidera” separarsi di solito ci sono loro, quei milioni di desideri che avevano all’inizio del fidanzamento o del rapporto matrimoniale, che hanno tentato di conservare negli anni, nonostante le incomprensioni e le liti, per poi doversi arrendere davanti alla più totale incomunicabilità.

Desideri di realizzazione del sogno di avere una famiglia oppure, anche se il mezzo non era certo quello giusto, desideri di fuga dalla propria famiglia di origine; e ancora, desideri trasmessi ai figli e combattuti dai figli che avevano altri desideri, desideri imposti al coniuge che non li ha mai condivisi e li scopre solo davanti ad un giudice, estraneo, che ne deciderà però la sorte.

Come possono fare male alla salute, del corpo e dell’anima, i desideri!

Poi ci sono le donne alle quali hanno rubato i sogni, che sono desideri elevati all’ennesima potenza emozionale; il sogno dell’innocenza nei casi più gravi, o, semplicemente, il sogno di una vita serena, fatta di rispetto, di dialogo, di libertà di esprimere la propria opinione e di interagire con il resto del mondo o anche solo con gli stessi amici e parenti. Desideri/sogni banali per le donne “normali”, che diventano “eccezionali” per le vittime di questo triste furto. Nei loro modi, silenziosi e titubanti, la paura della denuncia, nelle parole l’amarezza di un vissuto che preferirebbero tacere, ma nei loro occhi un guizzo che mi dice che sono pronte a desiderare ancora la felicità ma questa volta per raggiungerla davvero.

Quelli che fanno più male sono i desideri dei bambini che non puoi realizzare; loro ti guardano come se tu fossi il mago dell’ultima favola e desidererebbero tornare nella casa che non è più la loro casa, tra le braccia dell’unica mamma e dell’unico papà che hanno conosciuto e che, anche solo per questo, sono i più bravi e desiderabili del mondo. Ma tu – come quel giudice o quella psicologa che più di te incrocia quotidianamente i loro occhi – non sei quel mago e quando ti accorgi, nonostante tutti gli sforzi che innanzitutto la tua coscienza t’impone, di non essere in grado di poter realizzare i loro desideri, non vedi l’ora di leggerne altri in quegli sguardi, nuovi e possibili, ma soprattutto un po’ meno lontani dalle stelle! Quando li vedi nuovamente felici, stretti tra le braccia dei loro genitori “di pancia” o dei nuovi genitori “di cuore”, quando guardi negli occhi anche quei genitori, che credevano di averli persi e li hanno ritrovati, o quei genitori che li hanno tanto desiderati ed attesi ed alla fine sono arrivati (!), comprendi che il primo e più importante di tutti i desideri è l’amore, e che le stelle sono molto più vicine di quanto pensiamo se a muovere i nostri “desideri” è un autentico sentimento di amore.

Daniela Giordano – Avvocato

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