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Prevenzione

Mantova ai primi posti nella lotta al tumore al seno, grazie alla diagnosi precoce e alle terapie personalizzate

Pubblicato: 29/04/2011 alle 2:16 pm   /   da   /   commenti (1)

Insieme alla prevenzione e alla diagnosi precoce, la target therapy è oggiun’arma in più per le donne nella lotta al tumore al seno:consente di curare anche forme molto aggressive, come l’HER2 positiva, che rappresenta circa il 20% di tutti i carcinomi della mammella e che oggi può essere trattata efficacemente grazie all’uso di trastuzumab, terapia mirata e innovativa, indicata sia in fase iniziale che avanzata di malattia.

Mantova, 29 aprile 2011 – Nel corso del 2008 nella provincia di Mantova più di 52.000 donne sono state invitate a partecipare al programma di screening mammografico organizzato: Mantova ha dunque raggiunto il 100% dell’estensione del programma e ciò significa che tutte le donne che per età rappresentano la popolazione bersaglio per il controllo delle neoplasie mammarie sono state raggiunte dall’invito. Un’estensione capillare che supera di molto la media nazionale, ferma al 62%, e che oltrepassa anche la media regionale, che si attesta intorno all’83%.

Anche il dato della partecipazione al programma testimonia l’efficienza dell’A.O. Carlo Poma e il successo delle politiche sanitarie della ASL mantovana nella tutela della salute delle donne contro le insidie di una diagnosi tardiva di tumore al seno: Mantova raggiunge, infatti, una percentuale di adesione da parte delle donne del 70,1%, quasi il doppio rispetto all’esiguo tasso d’adesione nazionale del 36% – che drammaticamente rappresenta i ritardi che i programmi di screening hanno subito nelle regioni meridionali della nostra Penisola – e più alto rispetto al 64,3% della media lombarda.

La sinergia tra ASL e Breast Unit, insieme all’eccellenza degli specialisti che la compongono, ha reso possibile raggiungere il traguardo del 100% di interventi chirurgici conservativi eseguiti su tumori più piccoli di 2 cm, superando anche in questo ambito la già buona media lombarda, che è dell’85,8%. Inoltre, come sottolinea Emanuela Anghinoni, Responsabile organizzativo dello Screening Mammografico della ASL di Mantova, “nel 2010 è stata effettuata la prima rilevazione dei cancri d’intervallo, cioè quelli che compaiono nell’intervallo tra due mammografie di screening, che rappresentano un indicatore di sensibilità del programma. Allo stato attuale, solo pochi programmi italiani sono in grado di registrarli, poiché si rende necessaria una forte integrazione tra tutti gli attori del sistema e una robusta piattaforma tecnologica capace di garantire l’accesso ai dati necessari”.

Sono ben 17.000 le mammografie di screening che ogni anno vengono effettuate nei Centri dislocati sul territorio mantovano: tuttavia, migliorare la risposta della popolazione femminile alle campagne di screening rimane un obiettivo primario: a tal fine la Breast Unit della A.O. Carlo Poma, insieme alla ASL di Mantova, promuove la distribuzione al pubblico di un opuscolo informativo sulla patologia, insieme a un “doccino”, un semplice promemoria visivo che può essere comodamente appeso nella doccia di casa, per eseguire correttamente l’auto-palpazione al seno.

Questa iniziativa s’inserisce nella campagna “I Trust You – Mi fido di voi”, sostenuta da Roche, che ha come filo conduttore il rapporto di fiducia tra paziente e specialista e che promuove il costante e quotidiano impegno dei clinici e dei principali Centri italiani di Oncologia, come quello mantovano, nella diagnosi precoce e nel trattamento del tumore al seno.

“Lo Screening Mammografico è stato sicuramente la spinta propulsiva alla formazione di un gruppo di specialisti dedicati alla diagnosi e alla cura del tumore al seno” – spiega Massimo Busani, Direttore della Struttura Interdipartimentale di Senologia dell’A.O. Carlo Poma – “ogni anno vengono operati circa 250 nuovi casi di tumore al seno; circa il 60% sono tumori non palpabili (di diametro inferiore ad 1 cm), che richiedono per la loro rimozione una sinergia collaborativa tra Radiologia, Medicina Nucleare, Chirurgia e Anatomia Patologica. Da oltre 10 anni viene eseguita la biopsia del linfonodo sentinella, che ha permesso di evitare a circa il 75-80% delle donne inutili svuotamenti linfonodali ascellari. Particolare attenzione è stata inoltre posta alla qualità della vita delle pazienti: con l’utilizzo di tecniche di Chirurgia Oncoplastica applicate sia nella fase conservativa sia in quella demolitiva (ricostruzione protesica immediata) siamo in grado di raggiungere risultati cosmetici impensabili fino a pochi anni fa. Inoltre” – sottolinea Busani – “nel Percorso Diagnostico-Terapeutico Aziendale, che ha come scopo principale quello di “prendersi cura e in carico” in maniera completa tutte quelle donne a cui viene diagnosticata una neoplasia mammaria, le pazienti che lo necessitano possono avvalersi di terapie riabilitative sia psicologiche sia fisioterapiche, con personale specialistico dedicato”.

Presso la Struttura Complessa di Oncologia Medica ed Ematologia dell’A.O. Carlo Poma di Mantova afferiscono ogni anno circa 280-300 nuove pazienti affette da neoplasia mammaria. “Insieme alla diagnosi precoce che svolge un ruolo essenziale ai fini della diminuzione della mortalità per tumore al senoafferma Enrico Aitini, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica ed Ematologia, dell’A.O. Carlo Poma – “l’avvento di nuovi farmaci a bersaglio molecolare ha aumentato le possibilità di guarigione delle pazienti con malattia in stadio iniziale e ha migliorato il controllo della malattia in fase avanzata. In forme particolarmente aggressive come quelle HER2 positive, trastuzumab ha consentito di aumentare le prospettive di sopravvivenza”.

Contro una patologia che colpisce la donna in una parte del corpo così altamente simbolica,
le armi devono essere multiple: non solo dunque la diagnosi precoce attraverso la mammografia che, come ribadisce Susanna Carra, Responsabile del Centro di Screening mammografico dell’A.O. Carlo Poma, “è l’unico esame in grado di individuare il cancro, essendo tutti gli altri esami utili ma posteriori o complementari”, ma anche terapie mirate, personalizzate con l’ausilio della diagnostica molecolare applicata alla clinica.

Alberto Bellomi, Direttore del Centro di Diagnostica Istocitopatologica, Servizio di Anatomia Patologica dell’A.O. Carlo Poma, rileva infatti che “è dallo studio delle diversità biologiche della cellula neoplastica che si individuano innovative opzioni farmacologiche, che consentono di realizzare un farmaco mirato che possa svolgere la sua azione solo sulla componente tumorale, liberando l’organismo della donna dall’assunzione di veleni che possono danneggiarlo.
La terapia mirata, in grado di trattare efficacemente le forme più piccole e aggressive del tumore al seno, è il frutto della ricerca e dell’impegno di aziende farmaceutiche particolarmente lungimiranti.

Come dichiara Fabio Gambini, Group Leader Oncology & Haematology di Roche S.p.A., “l’obiettivo ultimo di Roche è fornire ai pazienti tempo in più da vivere e per il tumore al seno questo obiettivo si sta sempre più concretizzando: solo 10 anni fa le prospettive per una paziente con carcinoma mammario metastatico non superavano purtroppo gli 8-10 mesi, oggi, grazie ai progressi della ricerca e all’avvento delle terapie innovative, i traguardi sono ben altri. Ma l’impegno non si ferma qui” – continua Gambini – “abbiamo già messo a disposizione di medici e pazienti 5 farmaci innovativi e attualmente la nostra pipeline è composta da ben 36 nuove molecole, di cui 5 in una fase molto avanzata di sviluppo. La collaborazione con i principali centri oncologici italiani, come quello di Mantova, permette di sperimentare e rendere disponibili nuove terapie in grado di migliorare e allungare la vita delle pazienti”.

I “doccini” per l’auto-palpazione e l’opuscolo contenente informazioni utili sul tumore al seno e sulla Breast Unit mantovana sono disponibili gratuitamente al pubblico presso l’Azienda Ospedaliera Carlo Poma.

Comunicazione A.O. Carlo Poma:
Direttore: Elena Miglioli
Tel. 0376 464050                                                                                            
elena.miglioli@aopoma.it

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Commenti (1)

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commenti ( 1 )

  • 01/05/2011 alle 10:50 pm Enzo

    L’arma più efficace contro il tumore al seno e contro tanti altri tumori è la prevenzione, per arrivare a una diagnosi precoce che farebbe crescere notevolmente la possibilità di guarigione! Bisognerebbe aumentare notevolmente il numero delle persone da sottoporre a uno screening mirato sia attraverso una corretta ed esauriente informazione, sia con inviti a sottoporsi periodicamente ai dovuti controlli…

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