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Nutrizione

Le “eccellenze” che fanno bene: le Alici di menaica

Pubblicato: 08/05/2013 alle 7:56 am   /   da   /   commenti (0)

Alici, il pesce azzurro del Mare Nostrum. Circoscrivendo ancora di più il Mediterraneo, ne scopriamo una varietà pescata con una tecnica antichissima, prima molto diffusa, ora praticata solo nel vicino Cilento ed in poche altre zone: le “alici di menaica” (“menaica o menaide” è proprio il nome della rete utilizzata).

 

A Marina di Pisciotta e Pollica, tra aprile e luglio, con il mare calmo escono poco prima dell’alba pochissime barche (7-8) che con la loro rete bloccano e “selezionano” solo le alici più grandi. Nella trappola i pesci si dissanguano velocemente e man mano che si estraggono dalle maglie vengono privati di testa ed interiora. Altra caratteristica importante è che non si utilizzano né ghiaccio né refrigerante per il trasporto. Le alici, una volta pulite in salamoia, vengono conservate in terracotta nel sale marino delle saline di Trapani. Vengono così stagionate nei cd. magazzeni, locali umidi e freschi e segue una maturazione di almeno tre mesi.

Carattere distintivo delle alici di menaica è la carne chiara rosacea ed il profumo intenso e delicato. Sono motivatamente Presidio Slow Food. È possibile acquistarle direttamente dai pescatori o addirittura salire in barca con loro per fare pesca-turismo.

Le varianti per cucinarle sono veramente tantissime. In questo caso, essendo freschissime ammettiamo anche la marinatura delle alici crude con il limone, arricchita poi da olio evo e peperoncino, godendo così appieno dei principi nutritivi. Per essere sicuri però di non rischiare il parassita anisakis (non si sa mai!) vi suggeriamo una salutare cottura in forno delle alici fresche, magari in versione “tortino” con alternando strati di pesce con pan grattato, limone, aglio e prezzemolo. In versione acciughe sotto-sale le possiamo utilizzare come condimento per la pasta e per le pizze.

Il nostro compito principale però è quello di ricordarvi le virtù nutritive di questo nostro “pesce povero”, che è ricco invece di:

– antiossidanti (selenio);

–  sali minerali (calcio, ferro, fosforo, potassio e iodio);

– vitamine (A e B);

–  i tanto decantati acidi grassi omega 3 (790 mg ogni 100 g).

Le alici sono inoltre poco caloriche, riducono il colesterolo nel sangue e prevengono le malattie cardiovascolari. Grazie al contenuto in ferro sono ottime per chi soffre di anemia e perfette in gravidanza (in tal caso rigorosamente cotte, mai marinate o semicrude!) e durante la crescita.

Sia chiaro, fate bene a rimpinzarvi di salmone, ma potete ottenere lo stesso effetto benefico scegliendo un pesce del nostro mare, magari in questa varietà eccezionale, salvaguardando e garantendo un reddito ai pochi pescatori che mantengono ancora viva una importante tradizione.

 

lab, produzione e vendita: menaica@virgilio.it  

http://www.slowfoodfoundation.com

 

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