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Approfondimenti

La società del 4 % – Uno studio sulle caratteristiche della società italiana – Parte 3

Pubblicato: 09/10/2015 alle 2:41 pm   /   da   /   commenti (0)

Dopo la fotografia d’insieme illustrata nell’articolo precedente la ricerca di Preiti perviene ad ulteriori racconti che mettono in luce ancora meglio alcune caratteristiche degli Italiani. Utilizzando la “cluster analysis” si compattano i dati in “blocchi”, o gruppi, assemblandoli secondo un principio interpretativo che focalizza le macrocaratteristiche che rendono omogeneo quel gruppo, e lo distinguono da altri. Sono emersi, così, quattro tipologie di italiani aggregati intorno a quei fattori  (istruzione, lavoro, fiducia verso gli altri e mondo digitale) a cui i ricercatori hanno poi dato i nomi di: esclusi, appagati, edonisti, impegnati. Nell’intero campione i gruppi hanno le percentuali raffigurata nel grafico.  Partiamo ad illustrare i due gruppi che nel grafico “stanno nel mezzo” e poi, nel prossimo articolo, passeremo alle due “ali”.

grafico

 

 

 

 

 

 

APPAGATI (17%)

Nel gruppo più numeroso dei due (appagati) la caratteristica prevalente è il tipo di occupazione, quasi tutti lavorano nella pubblica amministrazione o comunque nei servizi pubblici (istruzione, sanità, trasporti) la cui somma fa raggiungere una percentuale che va oltre il 50% nel gruppo.  Anche l’istruzione caratterizza questo gruppo con una presenza di laureati (22,5%) doppia rispetto alla media generale (10,8%), anche se non al livello del gruppo “impegnati” .

Tra gli appagati l’uso della tv non eccede le tre ore giornaliere, mentre l’uso del computer ha una alta percentuale: il 79,3% contro una media nazionale del 52,2%. Questo gruppo legge molto, il 70% ha letto almeno un libro nell’anno, ed è anche lettore di quotidiani e riviste.

Concentrandosi nell’impiego pubblico se ne deduce che non hanno redditi molto alti ma la percezione della loro situazione economica è positiva, quasi il 55% è molto o abbastanza soddisfatto: evidentemente incide molto il senso di sicurezza che ancora dà il lavoro pubblico. E sono anche abbastanza ottimisti sul futuro: il 30,3% pensa che migliorerà su una media generale del 22,7%; i pessimisti hanno una percentuale (17%) di molto inferiore al dato generale (24%). Hanno anche un rapporto con la politica intenso, sommando chi ne parla tutti i giorni e chi lo fa più volte a settimana si raggiunge il 58% contro una media generale del 43%. Lavorando nel pubblico sono anche molto informati sulla politica,  l’80% riceve una qualche informazione di questo tipo almeno una volta a settimana. Sarà anche per questo che non ripongono grande fiducia nei partiti? Infatti chi esprime un voto positivo (da 6 in su) è solo un 9,5%, e non si discosta molto dalla media generale di circa 10%.

EDONISTI (12,2%)

Le fasce d’età prevalenti in questo gruppo sono quelle giovanili: fino ai 40 anni rappresentano quasi la metà del gruppo (48,6%), con una minoranza (8%) di over 60. Ma non ci sono solo single (che rappresentano uno scarso 10%), come potrebbe far credere uno stereotipo, bensì coppie con due figli .

Per livello di istruzione i laureati rappresentano un quota non elevatissima (9,6%); prevalgono invece diplomati (48%) e scuola media (34,5%).

In quale settore economico si collocano? Commercio, turismo, finanza, assicurazioni, edilizia, quindi un’occupazione prevalentemente autonoma o di libera professione (35%): “libertà nel lavoro” , quindi non l’impiego pubblico e/o lo stipendio fisso.  Ma si ipotizzare che il reddito è senza dubbio di tutto rispetto, dato il tenore di vita e di consumi alquanto elevato da cui la definizione di “edonisti”, appunto: molte vacanze, viaggi week end, cura del corpo, sport. Specie lo sport riscuote molto successo: oltre il 64% lo fa o saltuariamente o con continuità, il doppio, quindi rispetto alla media generale del 32%.

Sulle fonti di informazione gli edonisti scelgono la radio e non la tv : oltre il 50% la ascolta almeno un’ora al giorno, il 30% anche oltre due ore. Oltre l’86%, invece,  segue la tv per più di un’ora al giorno, il 60% oltre le due ore, quindi consumo di tv davvero limitato. Ma con un possesso di n. di televisori elevato rispetto agli altri gruppi: il 25% ha tre o più televisori, e quasi la metà del gruppo anche antenne satellitari. Così come sono anche utilizzatori di computer con una percentuale, 84%, che è di molto superiore alla media generale (57%), prediligono smartphone e portatili e sono molto presenti sui social e twitter. Sconforta il dato sulla lettura (consequenziale al dato su internet?): pochi quotidiani cartacei, pochissimi libri, il 52% non ha letto nessun libro e, si legge nel rapporto, “se si considera che in questo gruppo c’è una parte considerevole di studenti, si può dire che il resto del gruppo non legge affatto” .

Questo gruppo ha una percezione positiva sia della situazione economica che della salute, aiutata anche dal fatto che ci sono molti giovani. Buone relazioni familiari ed amicali (35%), soddisfazione per il tempo libero, e sono ottimisti sul loro futuro. La soddisfazione complessiva, espressa con un voto alto, è raggiunta da quasi il 72% .

Sulla politica si può dire che si informano con modalità perlopiù saltuaria e il 38% ha poco o nulla (voto zero) fiducia nei partiti, un po’ al di sotto della media generale (41,5%) ma sicuramente partecipa al diffuso antipartitismo. Anche la fiducia verso gli altri non è altissima (25%) ma comunque superiore alla media (21%)

Quarta parte

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