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Prevenzione

La prevenzione dei difetti del portamento

Pubblicato: 05/09/2009 alle 6:43 pm   /   da   /   commenti (1)

Attualmente la medicina tende a privilegiare la prevenzione rispetto alla terapia, allo scopo di evitare, per quanto possibile, l’insorgere della malattia medesima.

Negli ultimi decenni, lo screening scolastico per l’individuazione dei paradismorfismi vertebrali come metodica di prevenzione, ha ridotto notevolmente, specie negli Stati Uniti, l’aggravamento di molte patologie vertebrali e il numero di scoliosi da sottoporre a trattamento chirurgico.

Questa valida ed efficace metodica di prevenzione, in Italia ancora poco diffusa, dovrebbe diffondersi in modo sistematico non solo nelle scuole, ma anche nei centri di avviamento allo sport e nei centri fitness, frequentati sempre più da soggetti in età evolutiva.

L’uomo attraverso un’evoluzione di milioni di anni ha conquistato la postura eretta, che scaturisce da un insieme di fattori genetici, emozionali, somatici, cognitivi, sociali e rappresenta la posizione assunta in modo automatico e involontario da ciascun individuo in relazione all’ambiente circostante.

La postura corretta si evidenzia con struttura e forma armoniose, catene muscolari equilibrate, assenza di tensioni.

Invece una postura scorretta determina sollecitazioni articolari anomale, squilibrio tra le diverse catene muscolari e nel tempo tensioni e dolori.

Oggi i bambini e gli adolescenti sono in gran percentuale in sovrappeso e conducono uno stile di vita caratterizzato, per una serie di fattori, da carenza di motricità (ipocinesia) e da molte ore trascorse davanti a un video (computer, TV, videogiochi, cellulari), spesso in posizioni scorrette e dannose dal punto di vista biomeccanico e posturale.

Queste condizioni nel tempo determinano un’integrazione scorretta dello schema corporeo con conseguenze sulla colonna vertebrale in crescita che subisce le prime alterazioni posturali.

Gli adolescenti con difetti del portamento evidenziano, spesso senza esserne coscienti, bascule e torsioni delle spalle e del bacino e squilibri tra le diverse catene muscolari.

I difetti del portamento (alterazioni posturali) definiti in medicina “paradismorfismi” rappresentano condizioni posturali squilibrate e scorrette.

Il paramorfismo è un’alterazione posturale di tipo funzionale che interessa solo i tessuti molli (legamenti, muscoli, ecc.) ed è reversibile, pertanto il bambino se richiamato è in grado di autocorreggersi.

Invece, il dismorfismo rappresenta un’alterazione strutturale (più grave) e l’adolescente non è in grado di autocorreggersi. Comunque, il confine tra paramorfismi e dismorfismi è difficile da tracciare, poiché tutti i dismorfismi, ad eccezione di quelli congeniti, iniziano sotto forma di paramorfismi.

I paradismorfismi vertebrali si instaurano (a parte le forme congenite), tra i 7 e i 14 anni, ma si evidenziano facilmente nell’età prepuberale, quando l’organismo è sottoposto a squilibri osteoarticolari e muscolo-legamentosi, dovuti all’aumento della statura e del peso.

La scoliosi è un disturbo che affligge circa il 3% della popolazione scolastica (scuola dell’obbligo), mentre gli altri difetti posturali che fanno assumere ai bambini posizioni scorrette della colonna vertebrale sono molto frequenti.

Nell’ambito della prevenzione i genitori possono svolgere un ruolo molto importante nell’osservare la schiena e la postura dei propri figli, specie durante il periodo critico prepuberale rappresentato dallo sviluppo della statura e del peso. I genitori affetti da difetti posturali hanno maggiori probabilità di avere bambini con disturbi simili, poiché la familiarità gioca un ruolo importante nella genesi dei difetti posturali.

Inoltre i genitori devono prevenire e combattere il sovrappeso e l’obesità dei propri figli, sia attraverso una corretta alimentazione, sia incentivando occasioni di movimento (passeggiate a piedi e in bicicletta) e pratica di attività motorie e sportive.

Il mezzo migliore per individuare precocemente un difetto posturale è rappresentato dalla “prevenzione”, cioè sottoporre i bambini, a partire dai 7/8 anni di età, ad una valutazione posturale globale (screening posturale).

In questo modo l’operatore sanitario specializzato (medico, fisioterapista, posturologo) è in grado di valutare l’equilibrio posturale del bambino, mentre attraverso l’esame baropodometrico computerizzato riesce ad esaminare l’appoggio dei piedi al suolo, ricavando preziose informazioni su eventuali squilibri dei piedi e sulla distribuzione del peso corporeo tra il lato destro e sinistro. Terminata la valutazione funzionale della postura e quantificati i difetti posturali, si stabilisce un programma terapeutico personalizzato allo scopo di riequilibrare la postura.

La terapia posturale si avvale di: rieducazione posturale globale; suolette di riprogrammazione posturale, da inserire nelle calzature; ginnastica oculare per riabilitare eventuali difetti di convergenza.

Dr. Giovanni Postiglione
Dottore in Fisioterapia e in Scienze Motorie,

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commenti ( 1 )

  • 09/12/2011 alle 7:42 am di bari carmine

    Articolo chiaro e preciso, comprensibile anche per i non addetti.

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