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Il tema della disabilità “vista dal di dentro” Il dibattito promosso da Rivista Informa.

Pubblicato: 29/06/2015 alle 11:17 am   /   da   /   commenti (0)

Giovedì 25 giugno scorso c/o il tetro Ghirelli a Salerno, dalle 17,30 alle 19,30 si è tenuto un incontro dibattito sulla disabilità promosso dalla nostra rivista.

Quest’anno Rivista Informa compie il suo ottavo anno di attività e il numero 20 della rivista ha trattato proprio questo delicatissimo tema.

E’ un tema che si inserisce molto bene tra i temi che la rivista affronta e soprattutto rispecchia l’ottica con cui la rivista concepisce i temi della salute e del benessere. “Ecologia del benessere” richiama infatti proprio il senso “olistico” e completo del concetto salute con un richiamo non già solo all’individuo e patrimonio del singolo, ma come un bene inglobato nel “bene comune”, e che nasce dall’armonia del singolo con la/le comunità e con l’ambiente.

Tuttavia pur essendo un tema di tutti, nessuno come chi vive dal di dentro questa condizione può essere ritenuto massimo esperto (infatti gli EpE Esperte per Esperienza, cominciano ad avere un ruolo attivo e formalizzato anche nelle istituzioni).

Proprio in questa ottica la rivista non potevamo pensare ad un dibattito pubblico, che desse la parola ad ”esperti specializzati formali” e non agli Esperti per Esperienza.  Questa è stata la scelta convinta che ha portato ad essere protagonisti assoluti della serata proprio loro, senza trascurare anche gli interlocutori istituzionali che alle loro domande, alle loro opinioni, ai loro vissuto hanno dato attenzione.

Il dibattito è stato coordinato da Paolo Conte (Ass. Handiamo) e si è articolato in tre sessioni:

Prima sessione: tema “mobilità e barriere architettoniche”. Sono intervenuti: Giuseppe Gentile (Cooperativa Sociale Riabilitazione Salernitana); Vitina Maioriello (associaione Mi girano le ruote); Rosalba Fatigati Responsabile abbattimento barriere architettoniche Comune di Salerno).

Seconda sessione: tema “disabilità e sport”. Sono intervenuti: Gerardo Acito (campione pesistica paralimpica e tecnico FIPE); Antonello Nolletti (Responsabile Sitting Volley Campania); Antonio Adinolfi (consigliere FIPAV (comitato prov. Pallo a volo salernitana); Roberto Capone (campione calcio balilla).

Terza sessione: tema “dopo di noi – i fondi per le famiglie”. E’ intervenuto Gaetano Farina (Ass. “Futura”.

Interlocutori istituzionali presenti tra il pubblico e invitati alla discussione: Gianluca Memoli, Associzione Access e consigliere comunale; Anna Petrone già consigliere comunale; Antonio D’Alessio  Presidente consiglio comunale)

Tra una sessione e l’atra si sono tenute delle brevissime letture fatte da Nicola Provenza tratte da alcuni articoli della rivista. Molto apprezzata anche la performance di Roberto Lombardi che, nel suo inconfondibile stile, ha tenuto un breve monologo sui “virtuosismi del lessico e il political correct” sul tema disabilità, ed ha fatto sorridere ma anche riflettere molto il pubblico presente.

Il dibattito è stato vivace e a tratti appassionato, senza retorica ed è stato caratterizzato da un approccio aperto e franco, di cui possiamo dirci senz’altro soddisfatti ed anzi fieri.

Avendo sposato l’ottica che si diceva prima non potevamo concepire il tema della disabilità se non in una logica di scambio e di rapporto profondo tra chi la condizione la vive e il suo contesto sociale ed istituzionale.

In estrema sintesi è venuto fuori è che la disabilità è una questione che riguarda tutti e che necessita soprattutto di un salto culturale, perché “le vere barriere sono i nostri muri mentali” e quello che va bene per i normodotati potrebbe non andar bene per il disabile ma con certezza assoluta quello che va bene per il disabile andrà certamente bene anche per il normodotati.

“I temi ritenuti attinenti i diversamente abili in realtà riguardano l’essere umano nella sua complessità e intensità di sfaccettature. I problemi vengono dalla società e da come questa si organizza e si struttura intorno all’individuo, da come risponde ai suoi bisogni e alle sue fragilità: con rigidità, ottusità e cecità oppure con apertura, comprensione e flessibilità. E’ questa società ad essere invalida ed inabile ad accogliere la varietà di genere umano che la costituisce e la rende anche così ricca”.

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