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Arte e cultura, Tempo libero

Il sottile piacere: stare bene guardandosi

Pubblicato: 19/11/2012 alle 2:22 pm   /   da   /   commenti (0)

Chi non ha mai voluto provare l’ebbrezza di sfidare le leggi del tempo incastonando preziosi istanti tra le pagine dell’album fotografico? Chi di fronte a un obiettivo fotografico non è mai stato colto dal narcisistico bisogno di apparire al meglio di sé per guardarsi compiaciuto dopo anni o per imprimere il ricordo d’un momento felice?

Baudelaire definiva i fotografi “pittori falliti” privi delle abilità necessarie per essere considerati artisti. Nonostante ciò, cederà alla tentazione di fermare il tempo e lasciare una traccia di sé nel futuro facendosi ritrarre da Daguerre e Nadar, maggiori fotografi dell’epoca.

La fotografia risponde al bisogno dell’uomo di fermare l’attimo trasmettendo emozioni a livello cosciente e a livello inconscio essendo strumento non verbale capace di attivare vissuti profondi. “Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento” diceva Henri Cartier Bresson. Ecco che epoche storiche, personaggi illustri e avvenimenti rilevanti rimangono impressi indelebilmente, scolpiti visivamente nella memoria collettiva quando vengono catturati in uno scatto. 

Continua a leggere l’articolo a pagina 12 del numero 17 di Informa – Ecologia del Benessere

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Valentina Villani – Psicoterapeuta
 
Foto: Correre incontro al sole nella natura – Di Michela e Alessia Orlando
 
Per chi volesse cimentarsi, segnaliamo un prestigioso concorso fotografico indetto dalla Sony

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