Newsletter subscribe

Sociale

Il sole rosso

Pubblicato: 02/06/2008 alle 9:47 am   /   da   /   commenti (0)

La bella stagione ormai è alle porte: D’estate la sera ha un colore, una luce particolare. Si attacca alle cose, le permea di sé, avvolge rumori e voci, li assorbe[1].

Spesso troppo spesso, quel colore, quella luce si colora di “rosso”. In Italia, nel 2006 sono stati rilevati 238.124 incidenti con 5.669 morti e 332.955 feriti, di cui 93.320 gli incidenti con 1.852 morti e 107.670 feriti, in cui è stato coinvolto un veicolo a due ruote.

Gli incidenti che registrano la maggiore frequenza di decessi avvengono nelle ore notturne del week-end, soprattutto il venerdì ed il sabato notte.

La fascia di età più colpita dalle conseguenze degli incidenti stradali (ferimento e/o decesso) è quella tra i 25 e i 29 anni.[2]

Questi numeri fanno rabbrividire, ancor di più quando si pensa che si ripetono in maniera ciclica, ogni anno, ogni mese, ogni settimana.

I dati ISTAT precedentemente rappresentati sono suffragati dai dati empirici relativi alla mia professione, sono Infermiere in sala operatoria d’urgenza e in 20 anni troppe volte ho visto il sole colorarsi di “rosso”.

A tal proposito voglio raccontarvi una mia esperienza professionale, una su tutte, che a distanza di anni ancora orbita nella mia mente.

Era una timida domenica di fine estate, mancava poco alla fine del turno di guardia, quando all’improvviso il campanello squillò all’impazzata; per abitudine l’accesso del paziente in sala operatoria è preceduto da una telefonata da parte dell’operatore, per cui quella “scampanellata” non mi preoccupò più di tanto, fino a quando non vidi entrare i rianimatori e i ginecologi, a seguito una barella con una giovane donna. Realizzai che si trattava di un evento di estrema urgenza, infatti, appresi che bisognava intervenire tempestivamente per tentare di salvare il bimbo che portava in grembo; la giovane donna era gravida all’ottavo mese.

Messo da parte il coinvolgimento emotivo mi adoperai a rendere tempestivo l’intervento. Il bimbo, un bel maschietto, vide la luce, emise un breve gemito e poi… il suo cuoricino smise di battere; contemporaneamente il padre moriva al pronto soccorso e dopo pochi minuti la famiglia si ricongiunse, morì anche la mamma.

Tra lo smarrimento e la collusione emotiva cercai di capire la causa di tutto ciò: i due giovani, mentre tornavano a casa con la loro utilitaria furono letteralmente travolti da un’automobile di grossa cilindrata che procedeva nel senso opposto, alla guida due “balordi” ancora fumanti di alcool e droga.

È pur vero che gli incidenti dipendono da molteplici fattori, ma il comportamento umano, come l’eccesso di velocità e l’assunzione di alcool combinato con droghe e farmaci è il fattore che determina il maggior numero di incidenti.

Si sa l’alcool è una sostanza in libera vendita e anche se piccole quantità di alcol hanno un’azione rilassante, i problemi nascono dal modo con cui esso viene abusato ed assunto insieme ad altre sostanze psicotrope. In situazioni di abuso l’alcol induce difficoltà nel coordinare i movimenti, disturbi visivi, forte rallentamento dei riflessi, distacco dalla realtà circostante, e pensate che già una alcolemia di 20 mg per 100 ml di sangue può ridurre l’ampiezza del campo visivo e rallentare i tempi di risposta ad uno stimolo.

E’ utile sottolineare che a parità di quantità assunta gli effetti sono fortemente condizionati dalla abitudine alcolica, dal sesso (le donne sono più suscettibili ai danni e agli effetti rispetto agli uomini), dall’età (i giovani sono molto più vulnerabili degli adulti), dal tipo di bevanda alcolica assunta (fermentato come vino e birra o distillato come i super alcolici), dalle condizioni di assunzione (a stomaco vuoto l’alcol viene assorbito più rapidamente ed in maggiore quantità), dalla variabilità individuale.

Ovviamente non è mia intenzione moralizzare o addirittura bandire l’alcool e sono altrettanto convinto che il week-end è fatto per distrarsi e divertirsi dopo una settimana di studio o di lavoro. Ma ci si può divertire anche senza ubriacarsi, né tantomeno assumere stupefacenti. Però può darsi che con gli amici in allegria, ci scappi qualche bicchiere in più: attenzione è facile superare gli 0,5 mg/l di tasso alcolemico previsto dalla legge. Chi si trova in questa situazione non può (NON DEVE) guidare: sarebbe molto pericoloso per la sua vita e per quella degli altri, pensate solo per un attimo all’episodio che vi ho raccontato. Allora è meglio mettersi d’accordo tra gli amici e prevedere il guidatore designato (designated driver): a turno un amico abilitato alla guida di veicoli a motore si impegna a non bere e a portare in sicurezza gli altri a casa.

In conclusione aggiungo che la vita è un dono tanto prezioso quanto fragile e pertanto va custodito con grande delicatezza.

“A volte non basta una vita per cancellare un attimo, ma basta un attimo per cancellare una vita”.[3]

Dott. Adolfo Stellato


[1] L’estate, la sera. Pier Paolo Pasolini

[2] Fonte ISTAT

[3] Jim Morrison

Commenti (0)

Scrivi un commento

Commento
Nome Email Sito web

commenti ( 0 )