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Nutrizione

Il gusto dolce del Natale

Pubblicato: 26/12/2009 alle 5:30 pm   /   da   /   commenti (0)

Panettone, pandoro, torrone, struffoli, cioccolato… Natale ci riserva ogni anno una serie infinita di dolci, torte, leccornie di ogni genere legati alla tradizione.

Tra i profumi e i sapori tipici del periodo natalizio, in una atmosfera particolarmente conviviale, il desiderio di queste prelibatezze dolciarie scatta irrefrenabile a dispetto di tutti i programmi dietetici. Quanti riescono a fare a meno di un dolce? Pochi. Per la maggior parte, anzi, il dolce è un bisogno, una “voglia” da soddisfare assolutamente.

Il gusto per il dolce è un gusto innato che accompagna l’uomo per tutta la vita procurandogli non solo energia ma anche piacere e quindi un benessere psicologico.

A tal proposito, una utente mi racconta: “…l’esperienza con il dolce coinvolge tutti i miei sensi; l’odore mi inebria la mente, la vista fa brillare i miei occhi, il tatto mi permette poi di gustarlo mentre sento il suono del suo sciogliersi in bocca. Ci sono, però, anche momenti in cui la golosità c’entra poco, e mangio dolci per noia, rabbia o tristezza, come se quelle elevate quantità di zuccheri possano realmente cambiare qualcosa. Ma i peccati di gola sono, nella maggior parte dei casi, legati alla sensazione di piacere che provo quando assaporo della cioccolata o una fetta di torta: una vera estasi multisensoriale!”.

Il rapporto cibo – mente (e direi anche cuore) è molto stretto; capita di scegliere alimenti proprio in relazione al nostro stato d’animo e, spesso, il nostro corpo chiede un alimento piuttosto che un altro anche in relazione alle necessità di “sostanze” che esso contiene.

Classico è l’esempio del cioccolato che, contenendo feniletilamina, agisce sul sistema nervoso liberando endorfine e provocando un benessere paragonabile all’innamoramento. Mangiare dolci stimola anche la produzione di serotonina, calmante dell’umore; il dolce, infatti, è in grado di dare sollievo a chi è depresso, stanco psichicamente, triste.

Non è strano, allora, che alle donne succede tanto spesso di aver bisogno di dolci! Questo è dovuto alle variazioni ormonali cui è soggetto l’organismo femminile: durante il ciclo, la serotonina cala, provocando un abbassamento dell’umore e la voglia di dolce si accentua; lo stesso accade durante la menopausa.

L’orientamento verso il gusto dolce, molto spesso, sembra associato a tratti di personalità più “femminili”, improntati alla dipendenza, alla ricerca di un contesto caldo e protettivo, con una certa tendenza all’introversione, alla ricerca di rapporti consolatori; l’alimentazione è maggiormente caricata di valenze emozionali e l’edonismo orale è costituito da sensazioni intense, ma tranquille, calde, avvolgenti, spesso con una connotazione di trasgressione.

Tutto questo aiuta a capire come l’assunzione del dolce, e più in generale del cibo, rivesta un significato piuttosto complesso che va ben oltre il meccanismo puramente fisiologico. Le nostre scelte di gusto riflettono in qualche modo la nostra psicologia individuale, il nostro stile di vita, la nostra personalità.

Se è tanto difficile resistere al dolce durante l’anno come fare nel periodo natalizio quando le tentazioni sono maggiori? Come integrare il legittimo desiderio del dolce con le esigenze di una alimentazione corretta?

Chi segue un programma alimentare controllato, come chi si sottopone a diete dimagranti, non dovrebbe (almeno che non sussistono particolari patologie) privarsi di questo momento di “libertà”. La frustrazione della rinuncia è una delle principali cause di fallimento dei programmi alimentari controllati.

Anche in questo caso la scelta vincente è la “moderazione”: diminuendo le quantità è possibile assaporare tutte le specialità, senza rinunciare al piacere del dolce.

Visto che i dolci hanno appetibilità alta e sazietà bassissima, relativamente alle calorie introdotte, è necessario un buon autocontrollo se non si vuole ingrassare; in questo periodo di festa, la “trasgressione” va prevista, controllata e contenuta ma non deve essere il pretesto per abbandonare tutti i tentativi di seguire un’alimentazione equilibrata. Solo in questo modo anche un po’di “dolcezza” nel corso della giornata può aiutare a coccolarci senza pericolo per la linea.

Auguri di buon Natale e un sereno 2010!

Dott.ssa Mariarosaria Galdi – Biologa nutrizionista

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