Uno di noi
Clearwater, Florida. Mi trovo qui per lo sviluppo di un importante progetto aziendale, e proprio in questi giorni mi sono reso conto di quanto sia stato e sia tuttora – ogni giorno – importante nella mia vita personale e professionale l’assimilare e il rendere automatico una cosa che automatica non lo era affatto.
Ho visto amici morire, ragazzi che avevo incontrato durante il mio calvario e vivevano la mia stessa malattia. Ho visto genitori sempre con il sorriso cercando di alleviare in qualche modo la sofferenza dei loro piccoli figli. Leggi il resto di questo articolo »
“La prima volta che ho messo piede all’Alexa risale a più di sei anni fa… Ci entrai senza nulla a pretendere, convinta che gli ambienti delle palestre fossero tutti uguali tra loro. Ma dovetti subito ricredermi, perchè da quel giorno di sei anni fa non l’ho più lasciata.
E come un compagno ha saputo fare da supporto a tutto il mio iter universitario fatto da pendolare tra napoli e salerno. Supporto? Ebbene sì. La palestra non è stata e non è per me un dovere da adempiere, quanto un bisogno da soddisfare. La tensione di un esame, la stanchezza di una giornata sui libri, il cattivo umore entravano con me in palestra, ma lì li ho sempre lasciati.











