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Salute

Capire il dolore cervicale

Pubblicato: 20/01/2016 alle 4:50 pm   /   da   /   commenti (0)

Ciò che risulta molto complicato nella professione del fisioterapista è provare ad immedesimarsi nello stato d’animo e nella condizione dolorosa del paziente, soprattutto se soffre di dolore cervicale con le sue varie tipologie ma che presenta un unico grande comun denominatore: una forte disabilità.

Il paziente con una cervicalgia infatti presenta una forte limitazione nell’esecuzione corretta delle attività di vita quotidiana, in quanto il distretto cervicale ha come funzione anche quella di permettere l’accomodamento visivo nello spazio che ci circonda; un paziente con dolore alla cervicale è irritabile, altamente sofferente e speranzoso che questa condizione vada via il prima possibile.

Capire e riuscire ad inquadrare il problema del dolore cervicale è la chiave di volta per la risoluzione dello stesso e ciò che proverò a fare in questo articolo è spiegare le varie condizioni e le possibili cause che attanagliano il povero paziente con cervicalgia.

  1. Un dolore sordo, acuto presente solo durante il movimento della testa (sia che possa essere in rotazione o in inclinazione) e non a riposo o a letto è segno di una problematica puramente muscolare, con uno squilibrio scheletrico (magari causato dall’atteggiamento posturale durante il lavoro) che a lungo andare determina un coinvolgimento delle strutture miotendinee che non riescono più a compensare e generano un dolore.
  2. Mal di testa: ciò che riguarda la cefalea è un problema cervicale ma che coinvolge anche strutture nervose. Un mal di testa che inizia in zona nucale e che prosegue anteriormente arrivando anche nella zona retro-oculare è generalmente una disfunzione localizzata nelle prime vertebre cervicali dove è presente il nucleo del nervo trigemino.
  3. Senso di pesantezza della testa: questa condizione è puramente un disturbo fasciale e di trattamento con correzione posturale; non c’è un dolore vero e proprio, è per lo più una sensazione che può essere accompagnata, nei casi più gravi, anche da forme di nausea e vertigini. Le strutture muscolari sono costrette ad un super-lavoro per il mantenimento dell’orizzontalità dello sguardo, coinvolgendo le strutture molli dello scheletro e generando questo primo campanello d’allarme.
  4. Rumori durante il movimento: classica componente e primo sintomo dei pazienti con artrosi cervicale. Questa patologia si trova più frequentemente nelle persone con un’età già avanzata: presentano difficoltà nel movimento soprattutto in rotazione e in inclinazione laterale, con un classico atteggiamento dorsale e cervicale caratterizzato dal segno del “monolite”, inteso come un movimento unico del tronco e della cervicale, che non è scollegata dal torace nei movimenti di vita quotidiana.
  5. Dolore cervicale con scosse elettriche lungo il braccio: questa è una situazione abbastanza complicata e di notevole gravità per il paziente. Generalmente si tratta di una problematica che interessa le radici nervose che vengono compresse da una protusione o un’erniazione a livello del disco intervertebrale, con una condizione di grandissimo dolore da parte del paziente e con continue scosse elettriche lungo il decorso del nervo la cui radice è compressa. In fase acuta movimenti cervicali e delle braccia sono molto difficili da eseguire, con il paziente che lamenta un dolore molto intenso a cui va dato assolutamente un aiuto e un trattamento farmacologico, in modo tale da ridurre l’edema che si è creato a livello della radice nervosa (permettendo al paziente di superare la fase iniziale) e associando una prescrizione di un farmaco miorilassante per permettere ai muscoli cervicali di rilassarsi e abbandonare la condizione di contrazione protratta indotta dalla problematica discale.
  6. Dolore a riposo e attivo: spesso questa condizione è associata anche a disturbi visivi e a nausea con vomito; frequentemente la responsabile di questa situazione è una disfunzione puramente meccanica, spesso risolvibile con una tecnica manipolatoria ad alta velocità. Successivamente è importante inoltre ridurre la tensione che si era generata con allungamenti muscolari molto lenti e con tecniche di release miofasciale.
  7. Rigidità nucale e cervicale con febbre molto alta: questa condizione si presenta (fortunatamente non molto frequentemente) con una meningite. Il paziente spesso non è cosciente, dovuto alla febbre molto alta (può arrivare anche a 41°) con una pressochè impossibilità nel movimento della testa e del collo; sono presenti a volte anche dei deficit neurologici. In questo caso è indispensabile dirigersi verso un ospedale con cure immediate e tempestive.

Questa brevissimo riassunto delle varie tipologie di dolore cervicale non esenta il paziente da un controllo medico da uno specialista che potrà diagnosticare e trattare efficacemente il disturbo ed evitare la ricomparsa.

Dott. Daniel Di Segni – Fisioterapista

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