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Medical excercise, Sport

Camminare… sottovuoto

Pubblicato: 21/12/2015 alle 11:41 am   /   da   /   commenti (0)

Una delle domande più frequenti che mi viene rivolta da coloro che desiderano iniziare un percorso di allenamento, magari finalizzato al dimagrimento e alla riduzione di cellulite e ritenzione idrica, è la seguente: “meglio andare a correre o a camminare?”.
A tal proposito prendo spunto dall’affermazione di uno stimato compagno di corso all’Università, Alan Chiappa, il quale dice che “non bisogna correre per essere in forma, ma essere in forma per correre”.
A supporto di tale affermazione in letteratura troviamo un interessantissimo articolo scientifico, scritto da Paul Williams e Paul Thompson nel 2013, dove sono stati presi in considerazione qualcosa come 15.945 “walkers” e 33060 “runners” per un periodo di oltre sei anni. Scopo di questo imponente lavoro era di verificare se i benefici sulla salute dell’individuo fossero differenti a seconda dell’intensità dell’esercizio svolto, ovvero le differenze tra esercizio a moderata intensità (camminata) e ad alta intensità (corsa).

I risultati di questo studio sono importanti e di valenza assoluta, in quanto viene dimostrato come basta seguire le linee guida delle varie organizzazioni governative e non che indicano come “dose minima raccomandata” una camminata di trenta minuti al giorno, nello specifico infatti dalla lettura di questo lavoro scientifico si evince che in coloro che abitualmente praticano la camminata il rischio di ipertensione diminuisce in modo significativo del 7,2%, mentre in coloro che praticano abitualmente la corsa tale rischio diminuisce in maniera più contenuta, ovvero del 4,2%. Tali proporzioni mantengono pure altri indicatori di rischio per la salute, come il rischio di ipercolesterolemia (diminuisce del 7,0% negli “walkers” e del 4,3% nei “runners”) e il rischio di malattie coronariche (9,3% contro 4,5%). Si equivale il beneficio riscontrabile per quanto concerne il rischio di incorrere nel diabete mellito (12,3% a dispetto del 12,1%).

Sulla base di questi dati possiamo ricavare due importanti informazioni: la prima è che basta poco per avere importanti benefici sulla propria salute, ovvero basta praticare una costante e moderata attività fisica. La seconda è che, per certi versi, camminare con un passo sostenuto (walking) è ancora meglio che camminare, quindi tutti possiamo farlo!

Tuttavia, in molti casi, la domanda relativa al paragone tra corsa e camminata non viene fatta per fini salutistici come la prevenzione dell’ipertensione, ma, soprattutto per quanto concerne le donne, per fini estetici quali il dimagrimento e la riduzione di ritenzione idrica e di cellulite. In questo caso l’indicazione rimane assolutamente favorevole alla camminata a passo veloce. L’esperienza comune a molte persone però è quella che, nonostante le lunghe camminate, non si riscontrano miglioramenti sensibili per quanto riguarda ritenzione idrica, cellulite e centimetri di troppo.

Tra le più moderne tecnologie abbiamo approfondito l’utilizzo del sottovuoto, altresì chiamato “effetto vacuum”, abbinato all’attività aerobica. In sostanza un macchinario che abbina la camminata su tapis roulant alla depressurizzazione creata dal vacuum. Il beneficio che si ottiene è che in questo modo la circolazione riesce a raggiungere anche i tessuti più superficiali, dove c’è per l’appunto accumulo di grasso e di metaboliti, irrorandoli al meglio.
Questi tessuti vengono di conseguenza arricchiti di ossigeno e sostanze nutritive e, grazie all’aumentata perfusione, vengono più facilmente drenate le scorie e i metaboliti. I benefici dell’utilizzo del sottovuoto abbinato alla camminata veloce sono molteplici: innanzitutto come abbiamo appena visto si riscontra immediatamente un miglioramento della circolazione, soprattutto la microcircolazione degli arti inferiori. Di conseguenza, essendo i tessuti superficiali maggiormente irrorati, migliora la pelle: diventa più elastica, più luminosa, più liscia e compatta. Cellulite e ritenzione idrica si riducono notevolmente, con risultati eccellenti dopo poche sedute. Inoltre, grazie al lavoro di drenaggio da parte dei reni (la camminata sottovuoto stimola molto la diuresi), le cellule, e di conseguenza i tessuti, si sgonfiano con una conseguente notevole riduzione di centimetri in eccesso, molto più di quanto accade camminando normalmente, senza l’utilizzo del vacuum.
Da non sottovalutare poi il fatto che, con l’aumentare dell’intensità della depressurizzazione (le macchine che utilizzano questa tecnologia solitamente arrivano ad un valore di 30 millibar di sottovuoto) aumenta anche l’intensità della camminata: più aumenta il valore del vacuum e più aumenta lo sforzo del soggetto che cammina. La durata della seduta è per l’appunto di trenta minuti, la si può fare anche quotidianamente e non richiede un grado di allenamento particolare: tutti la possono fare, la velocità del passo e l’intensità del sottovuoto vengono regolati in base all’individuo, personalizzando al meglio il lavoro.

In conclusione, il consiglio che mi sento di dare a chi mi chiede se è preferibile andare a correre o andare a camminare, è quello che se si riesce è utile alternare entrambi i mezzi di allenamento, non disdegnando di certo qualche “corsetta salutare”. Se l’obiettivo è star bene con se stessi, prevenire rischi a livello cardiocircolatorio e soprattutto dimagrire ed eliminare cellulite e buccia d’arancia il consiglio è quello di preferire la camminata, possibilmente sottovuoto.

Massimo De Nardi

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