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Aumentano i casi di diabete tra i giovanissimi. Ecco tre mosse per dare scacco alla malattia: insulina, diabeto-dieta e sport

Pubblicato: 12/11/2018 alle 2:09 pm   /   da   /   commenti (0)

Sono sempre di più e sempre più piccoli i bimbi cui viene diagnosticato una forma di diabete mellito di tipo 1, con la totale assenza dell’ormone dell’insulina prodotto dal pancreas. La somministrazione di insulina in quantità variabili in funzione dell’attività e dell’età del bambino, iniettabile con dispositivi sempre più facili, una dieto-diabeto-terapia e la regolare pratica fisica con 3 ore ‘sportive’ settimanali, sono efficaci nel controllo dei livelli di glicemia nel sangue

Il diabete fa boom fra i piccoli e i giovanissimi: +3% di nuovi casi ogni anno. Anche in Italia dove circa 20 mila fra bambini e adolescenti oggi (con)vivono con il diabete mellito tipo 1, la forma ‘giovanile’, con tassi previsti in costante crescita e una età di esordio sempre più precoce. 6/7 bambini su 100 mila tra 0 e 14 anni con una frequenza maggiore al di sotto dei 3 anni, secondo le stime della Società Italiana di Diabetologia (SID). Seppure i numeri siano importanti e sia necessaria una presa di controllo del diabete mellito tipo 1, efficace e ‘terapeutica’, fin dagli esordi con la somministrazione di insulina, gli esperti tranquillizzano. La vita dei piccoli può svolgersi nella normalità con 3 mosse ad hoc: iniezioni quotidiane, più volte al giorno, di insulina; una diabeto-dieto-terapia senza limitazioni e eccessive privazioni, salvo un maggioro controllo di carboidrati, zuccheri e grassi; regolare attività fisica.

Una vita sana e attiva aiuta nel controllo del diabete mellito di tipo 1. La forma più ‘giovanile’ di malattia che colpisce mediamente 7 bambini su 100.000 ogni anno, con maggiore frequenza le femmine, secondo un rapporto di 1 a 5 e localmente. Ovvero con una incidenza di 4-5 volte maggiore in Sardegna rispetto alla media nazionale. “Il diabete mellito di tipo 1 – spiega la dottoressa Carla Lertola, medico chirurgo specialista in Scienza dell’Alimentazione e Dietetica in occasione della Giornata Mondiale del Diabate (14 Novembre) – si genera a causa della carenza assoluta di insulina, un ormone prodotto da alcune cellule del pancreas e che ha il compito di salvaguardare e mantenere nella norma i livelli di glicemia nel sangue”. Per aiutare il migliore assorbimento e metabolizzazione degli zuccheri, quando manca il supporto di insulina e pancreas, servono 3 mosse efficaci, accettabili e gestibili anche dai piccoli (con una corretta educazione e ‘monitoraggio’ da parte dei genitori).

  1. La pic-terapia. “È il fondamento della cura – aggiunge la dottoressa Lertola – e prevede la somministrazione di insulina più volte al giorno con un’iniezione sottocutanea. La cui quantità può variare in base alle attività e all’età del bambino, ma nuovi dispositivi come iniettori a penna, molto pratici e semplici da utilizzare, hanno facilitato il trattamento. Compito del genitore è non fare pesare questa ‘necessità vitale’ per i piccoli, facendo vivere anche la terapia come un evento parte della quotidianità, da condividere insieme, come il momento della convivialità a tavola”.
  1. La diabeto-dieta. “Non sono necessarie eccessive limitazioni ma solo piccole attenzioni alla dieta, riguardo ad esempio l’assunzione dei carboidrati. Sono da preferire – aggiunge l’esperta – quelli derivati da cereali integrali e legumi che contengono carboidrati complessi, vegetali e frutta che apportano invece zuccheri semplici con il valore aggiunto di un apporto complessivo di fibre, sostanza di cui sono ricchi tutti questi alimenti e preziosa per il benessere generale dell’organismo, anche dei piccoli”. Una diabeto-dieto-terapia perfetta? “Potrebbe essere composta dal consumo di 5 porzioni al giorno tra ortaggi e frutta – raccomanda ancora la dottoressa Lertola – variando i colori: verde (verdura), rosso (pomodori), arancione (carote, arance), e poi legumi (fagioli, lenticchie, ceci, piselli, ecc.) almeno 3 volte a settimana, una tazza di latte parzialmente scremato al giorno oppure uno yogurt magro, formaggi e latticini 2-3 volte a settimana, tre porzioni di pesce a settimana, carni magre e bianche, pane e pasta integrale. Per condire la dieta dei bambini è bene usare preferibilmente olio di oliva evitando i grassi “saturi” come burro, strutto, panna, pancetta, ma anche i grassi “trans” dei biscotti e merendine che possono essere smascherati nell’etichetta osservando i contenuti di olii/grassi idrogenati/parzialmente idrogenati. Tra le bevande sono da preferire acqua, centrifugati o estratti di frutta e verdura, spremute di frutta fresca, riducendo (ancora meglio, evitando) succhi conservati, mentre divieto assoluto per le bibite zuccherate o anche quelle light”. Nella dieta non è importante solo cosa mangiare, ma anche come farlo: “La prima regola è non saltare mai la colazione – dichiara l’esperta – assumendo una tazza di latte parzialmente scremato o un vasetto di yogurt magro, accompagnato da fette biscottate o pane o cereali o biscotti secchi, integrali, mentre per la merenda mattutina, mettete nello zaino dei vostri piccoli un frutto di medie dimensioni (circa 150 g) da consumare se possibile con la buccia ben lavata. Nei restanti due parti principali, pranzo e cena, assicuratevi che nella dieta dei piccoli siano presenti il primo piatto in uno di essi e il secondo nell’altro, evitando di accoppiare nello stesso pasto due amidacei come pane e pasta, o pane e riso, o pizza e pasta”.
  1. Un, due, tre movimento! “L’esercizio fisico, specie se aerobico, è parte integrante del piano di trattamento del diabete anche nei bambini. Oltre alle ore di ginnastica fatte a scuola – fa sapere la dottoressa Lertola – bisognerebbe arrivare a una quantità settimanale di tre ore sportive o di movimento. Una regolare attività fisica, infatti, non solo aiuta a combattere lo stress ma svolge anche importanti benefici sul metabolismo: migliora la sensibilità all’insulina, riduce i livelli di trigliceridi e di colesterolo cattivo (LDL) a vantaggio di quello buono (HDL), aiuta il controllo della pressione arteriosa e previene le malattie cardiovascolari”. Attenzione però anche agli sport: “Meglio non iscrivere i piccoli con diabete – conclude la dottoressa – a corsi e attività sportive ad elevato rischio di traumi, soprattutto a livello della testa, come il pugilato ad esempio. Quelli ‘raccomandati’, sebbene da praticare con il consenso del pediatra o dello specialista, sono nuoto, sci di fondo o discesa, tennis, mentre fra gli ‘autorizzati’ si può scegliere fra pallavolo, ginnastica artistica per le bambine e calcio, pallacanestro, ciclismo per i maschietti”.

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