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Nutrizione

Attività fisica amatoriale e uso degli integratori alimentari

Pubblicato: 26/04/2008 alle 6:50 pm   /   da   /   commenti (0)

Quando si parla di integratori alimentari per gli “sportivi amatoriali”, in genere si fa riferimento a tutti quei prodotti che sono utilizzati non per reintegrare le perdite derivanti dallo sforzo fisico (sali minerali) o per ottenere energia prontamente disponibile (zucchero) ma per fornire all’organismo un “serbatoio” di materiale energetico al fine di aumentare la massa muscolare, la forza e la resistenza.

I principali integratori in commercio possono essere così classificati:

Integratori vitaminico-minerali

Molto utilizzati perché durante l’allenamento si ha un consumo superiore di vitamine e sali e, con la sudorazione, un’accentuata perdita di sali minerali.

E’ concepibile una integrazione vitaminico- minerale solo in sportivi amatoriali che si allenano quotidianamente ricordando, comunque, che le vitamine e i minerali aiutano solo se vi è carenza altrimenti rappresentano un sovraccarico che dovrà essere smaltito dai reni con le urine o che verrà accumulato nei tessuti con possibili effetti negativi (cefalea, vomito, diarrea)

Integratori idrico-glucidici

Assumere questi integratori, in genere commercializzati in forma di gradevoli bevande contenenti prevalentemente zuccheri a rapido assorbimento e piccole quantità di vitamine e sali minerali, è utile in situazioni di allenamento che comportino abbondante sudorazione.

Normalmente se ne abusa utilizzandoli anche per attività brevi (1 ora) dove sarebbe sufficiente un’integrazione con sola acqua e un reintegro successivo di zuccheri, sali e vitamine, mangiando frutta al termine dell’allenamento.

Integratori proteici

Le uniche attività sportive che richiedono una piccola integrazione proteica, per arrivare a fornire 1,7-2 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo (una dieta bilanciata di 2500 calorie al giorno fornisce 1,3 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo) sono quelle che si basano sul sollevamento di carichi molto pesanti (body-building, sollevamento pesi, lanci nell’atletica) solo per evitare di introdurre eccessi calorici e grassi animali che sono presenti nella maggior parte delle fonti alimentari di proteine (carni, formaggi, salumi).

L’integrazione può essere a base di proteine o, meglio, di aminoacidi che possono migliorare la qualità delle proteine introdotte con l’alimentazione, risparmiando un sovraccarico di lavoro al fegato.

In caso di utilizzo di tali integratori è utile bere in abbondanza, poco e spesso, per evitare un cattivo funzionamento renale.

Creatina

E’ l’integratore di moda.

E’ una proteina naturalmente presente nei muscoli e che serve come energia prontamente utilizzabile per sforzi brevi e molto intensi (ripetizioni con pesi consistenti).

E’ sintetizzata nell’organismo da fegato, reni e pancreas nella quantità di circa 1-2 grammi al giorno ed introdotta essenzialmente con le carni (4-5 grammi per chilogrammo di carne consumata).

Le dosi efficaci sono enormemente più elevate della normale assunzione, da 10 a 30 volte in più, con un importantissimo aumento delle scorie derivate dal suo metabolismo che andranno a sovraccaricare il rene e ad inibire la sua produzione endogena da parte del fegato.

Può, inoltre, provocare ritenzione idrica con relativo aumento del peso corporeo, crampi muscolari, facile irritabilità e nervosismo

Stimolanti la secrezione ormonale

Sono prodotti a base di arginina, lisina.

Scientificamente hanno solo un blando effetto sulla stimolazione alla produzione di ormoni deputati alla regolazione della crescita dei tessuti e quindi dei muscoli ma devono essere assunti in dosi tali che provocano effetti collaterali quali crampi muscolari e disturbi intestinali.

Si tenga presente che già lo stesso allenamento stimola di per sé la secrezione di questi ormoni.

Stimolanti il sistema nervoso ed endocrino

Molti di questi prodotti, come il guaranà, lievito di birra, pappa reale e polline, scorrettamente inclusi nella categoria degli integratori, contengono solamente sostanze stimolanti (caffeina, efedrina) che possono provocare effetti collaterali abbastanza devastanti come tachicardia, insonnia, tremori, vertigini per arrivare fino all’assuefazione e alla dipendenza.

Va sottolineato che non è infrequente che alcuni integratori in commercio contengano delle sostanze non dichiarate in etichetta, soprattutto anabolizzanti, e altri addirittura sostanze inquinanti come piombo e vetro (molto sconsigliato l’acquisto sottobanco o in Internet).

L’utilizzo degli integratori, con l’idea che si possa migliorare le proprie prestazioni con l’assunzione di “sostanze”, può creare un atteggiamento mentale che rappresenta il primo passo che incoraggia l’uso di sostanze dopanti.

In conclusione, uno sportivo amatoriale deve tenere presente un unico concetto fondamentale:

se la sua alimentazione è corretta, razionale ed equilibrata, usare integratori alimentari è inutile, dispendioso e talvolta dannoso.

Dott. Donato Opromolla

Urologo

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