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Sociale, Tempo libero

Anche gli animali hanno un cuore

Pubblicato: 26/12/2009 alle 5:41 pm   /   da   /   commenti (0)

Sembra uno slogan pubblicitario, eppure il significato di queste parole ha un valore più alto del peso che generalmente riceve.

Spesso ci si dimentica che l’animale è un soggetto senziente e così capita di trovare sotto l’albero un pacchetto forato contenente un cuore che batte come fosse una mitraglietta. Ci si dimentica che scegliere di adottare un cucciolo significa scegliere di occuparsi di una vita, un’entità che comprende, agisce e reagisce agli stimoli esterni secondo uno schema tutto suo, differente da quello dell’uomo.

Il diritto alla vita non ha vincoli di specie, da esseri senzienti, gli animali hanno dei bisogni e delle necessità che devono essere comprese e rispettate.

Troppo spesso si tende a dimenticare il valore di una relazione con gli animali e che i benefici che si possono trarre non sono unilaterali. Abbandonare il proprio animale domestico significa non averlo mai compreso, non essere riusciti a guardare oltre l’apparenza, non aver visto ciò che il tenero peluche dagli occhioni tondi e dalla testolina paffuta ha tentato di trasmettere. L’animale comunica costantemente con tutti gli esseri senzienti che fan parte del suo nucleo familiare, sebbene troppo spesso non venga compreso. Il cucciolo di casa offre tutto se stesso per il bene della famiglia, mette in primo piano la sua fedeltà, il rispetto e la fiducia in favore dei membri della sua famiglia adottiva. Gli animali hanno imparato a comunicare con l’uomo, a fidarsi di lui e a collaborare con lui, e tanto per fare un esempio tangibile citerei gli “angeli a 4 zampe” di cui si è parlato tanto nei giorni del terremoto in Abruzzo, cani pronti ad offrire il loro contributo per salvare il più alto numero di vite umane al di là di ogni tipo di ricompensa che non fosse l’amore e il rispetto per il proprio padrone e per la vita umana.

È bene ricordare che il supporto del mondo animale non si ferma all’atto eroico talvolta citato dalle tv e dai giornali e che i benefici che è possibile trarre sono molteplici e si estendono su vari campi fino ad invadere quello della sanità con la pet therapy.

La pet therapy è una coterapia attualmente regolata dai principi di Carta Modena, il primo documento ufficiale dove si stabilisce in primo luogo il ruolo dell’animale come co-terapeuta ed in cui si dichiara che dovrà essere tutelato sia durante gli anni in cui presta servizio, sia a fine carriera.

La pet therapy è una attività di relazione tra persona e animale. Partendo da una relazione ben costruita tra l’operatore e l’animale, sarà possibile creare le basi per apportare degli impulsi nuovi e positivi al fruitore, ossia la persona alla quale è destinato il progetto attraverso l’attuazione degli obiettivi psico-fisici.

La presenza dell’animale provoca effetti positivi sul fruitore, il quale non si sentirà giudicato e generalmente tenderà ad avere un atteggiamento più accomodante e rilassato, quindi di apertura ai nuovi stimoli. Il beneficio della pet therapy può essere riscontrato su pazienti di ogni età e con ordini differenti di problematiche. È possibile fornire un sostegno agli anziani spesso vittime di depressione o abbandono, ma anche bambini certificati e non, persone con disagi pschici o fisici, seguendo una terapia ad hoc pianificata da una equipe composta da personale qualificato: uno psicologo, un medico e l’operatore pet-partner che individuerà quale animale sarà maggiormente indicato per quel percorso specifico.

Tale coterapia prevede un progetto specifico e creato su misura del fruitore, il cui obiettivo finale dovrà essere raggiunto alla fine del ciclo di sedute. In generale si è potuto riscontrare che i pazienti che han potuto godere di cicli di pet therapy, dimostrano un miglioramento del livello di attenzione e un maggior autocontrollo sia dal punto di vista emozionale che motorio. Atti ripetitivi e necessari alla manutenzione e cura dell’animale (quali ad esempio fornire cibo ad intervalli e in quantitativi regolari, pensare alla sua pulizia, oppure ancora organizzare lo spazio della seduta assieme al fruitore prima che l’animale sia entrato) sortiscono un effetto positivo sul paziente.

Il punto focale di questa coterapia consiste nella figura del pet, che funge da ponte tra il mondo del fruitore e quello della medicina tradizionale. L’animale ricopre il ruolo di una leva emozionale, diventa una chiave che permette di aprire delle porte nuove, offre uno stimolo originale che permette di affrontare serenamente il percorso di crescita e/o guarigione.

Considerare l’animale come entità referenziale significa comprendere il reale valore e la potenza degli effetti costruttivi della relazione uomo-animale. L’animale è pertanto quell’entità in grado di far intraprendere nuovi percorsi di cambiamento.

Antonella Bassano – Fisioterapista

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