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Salute

Alzheimer: un vaccino per non dimenticare.

Pubblicato: 27/01/2012 alle 7:15 pm   /   da   /   commenti (2)

Lo hanno brevettato i ricercatori di due strutture del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr): l’Istituto di genetica e biofisica (Igb) e l’Istituto di biochimica delle proteine (Ibp). Agisce producendo  anticorpi contro il beta-amiloide, un peptide coinvolto in questa forma di demenza. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Immunology and Cell Biology

Si chiama (1-11)E2 ed è un vaccino di nuova generazione, capace di innescare una risposta immunitaria contro il beta–amiloide, un peptide che si accumula nel cervello dei malati di Alzheimer, causando danni alla memoria e alle capacità cognitive. A realizzarlo, due istituti napoletani del Consiglio nazionale delle ricerche: l’Istituto di genetica e biofisica (Igb-Cnr) e l’Istituto di biochimica delle proteine (Ibp-Cnr). Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Immunology and Cell Biology.

La molecola, per la quale è stato appena concesso il brevetto italiano e per cui è stata depositata una domanda di brevetto internazionale, consiste in una proteina chimerica, ottenuta cioè dalla fusione di due proteine diverse: un piccolo frammento del peptide beta-amiloide, coinvolto nell’Alzheimer, unito con una proteina batterica. La sostanza è capace, in provetta, di auto-assemblarsi formando una struttura simile a un virus per forma e dimensioni.

“Sono ormai 10 anni che ricercatori di tutto il mondo stanno esplorando la possibilità di prevenire l’Alzheimer con un vaccino: le prime sperimentazioni sull’uomo hanno acceso molte speranze, ma anche evidenziato possibili effetti collaterali gravi, che ne impediscono l’utilizzo”, spiega Antonella Prisco, dell’Igb-Cnr, coordinatrice della ricerca. “Usando il bagaglio di esperienze accumulato, abbiamo messo a punto la molecola (1-11)E2, cercando di minimizzarne i rischi per l’organismo e di ottimizzarne l’efficacia terapeutica”.

La sperimentazione è attualmente nella fase pre-clinica, che prevede la somministrazione del vaccino a topi normali. Il passo successivo consiste nel testare l’efficacia terapeutica e i possibili effetti collaterali in topi transgenici che sviluppano una patologia simile all’Alzheimer.

“Il vaccino che abbiamo prodotto induce rapidamente una forte risposta anticorpale contro il peptide beta-amiloide e polarizza la risposta immunitaria verso la produzione di una citochina anti-infiammatoria, l’interleuchina-4, confermando le proprietà immunologiche auspicate”, precisa la ricercatrice dell’Igb-Cnr. “Attualmente si ricorre ampiamente ai vaccini per prevenire le malattie infettive, ma anche una patologia come l’Alzheimer potrebbe essere prevenuta o curata mettendo in atto un processo simile”, conclude Piergiuseppe De Berardinis dell’Ibp-Cnr. “Il vaccino induce la produzione di anticorpi, questi ultimi si legano al peptide che causa la malattia, favorendone così l’eliminazione. Ora stiamo lavorando sui ‘carrier’, molecole o micro-organismi utili a convogliare la risposta immunitaria sui bersagli desiderati”.

Istituto di genetica e biofisica del Cnr e Istituto di biochimica delle proteine del Cnr


Commenti (2)

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commenti ( 2 )

  • 27/01/2012 alle 10:19 pm Enzo

    La spiegazione scientifica non l’ho capita completamente, ma se questa scoperta si rivelerà efficace si accenderà la speranza di tanti malati di questa patologia, ma anche dei familiari perché l’alzheimer colpisce l’intera famiglia, dal momento che il malato non riconosce i propri cari e credo che sia una cosa bruttissima, specialmente per un figlio o una moglie.

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  • 02/02/2012 alle 8:36 am cecilia zanacca

    molto interessante.

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