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Salute

Aiutare un Tossicodipendente

Pubblicato: 16/03/2017 alle 7:31 am   /   da   /   commenti (0)

Chi lavora nell’ambito delle tossicodipendenze sa bene quando è drammatica la dipendenza da sostanze stupefacenti, quanto la droga è dannosa, frammentando ogni relazione, ogni abilità personale, ogni cosa. Il tossicodipendente lo sa, ma nonostante la conoscenza sui danni, continua ad autodistruggersi, sa bene, che la cosa migliore che può fare una droga è ucciderlo, ma nonostante tutto continua ad assumerla, suicidandosi lentamente, giorno dopo giorno. Ritorna quindi ad assumere una sostanza che lo libera da dolori profondi, da ricordi drammatici, ma contestualmente lo uccide, uccidendo indirettamente anche chi gli è accanto.

Se volete aiutare una persona a superare una dipendenza patologica, come la tossicodipendenza da cocaina, eroina e altre sostanze, dovete essere preparati e conoscere bene il problema, in caso contrario il vostro intervento, anche se in buona fede, sarà dannoso. Bisogna partire dall’idea che dalla tossicodipendenza si può uscire, attraverso l’utilizzo di protocolli d’intervento specialistico che si sono rivelati efficaci nel medio e lungo termine. Una persona che vuole aiutare un tossicodipendente, deve informarsi, partendo da una conoscenza approfondita dei metodi terapeutici, delle figure professionali esperte, come lo Psicologo o Psichiatra e delle strutture riabilitative presenti nel territorio Italiano. La conoscenza di tutto ciò che vive intorno al problema della tossicodipendenza, voi dovete saperlo, se volete realmente aiutare un vostro caro. Questo non solo vi consentirà di essere veramente d’aiuto, collaborando insieme ai professionisti in direzione della disintossicazione fisica e psicologica dalla sostanza, ma vi proteggerà da eventuali strutture o “professionisti” che mirano solo a un ritorno economico e non di cura.

Che cosa fare per aiutare un tossicodipendente

Se vuoi aiutare un tuo caro a uscire dalla dipendenza da sostanze non puoi improvvisare, l’improvvisazione sarà dannosa e antiproduttiva, potrai però, nel tuo piccolo essere un elemento di aiuto fondamentale per la persona che vive il problema della droga. Premettendo che in primo luogo dovrai chiedere aiuto a un professionista, come lo Psicologo, Psichiatra o rivolgersi ai Servizi per le Tossicodipendenze (SerT), in modo tale da essere sostenuto, attraverso interventi programmati e studiati ad hoc. Come accennavo, il tuo aiuto però, può essere allo stesso modo prioritario, creando con il tossicodipendente un rapporto basato su fiducia e sul rispetto reciproco. Questa relazione veicolata da questi due fondamenti non è cosi scontata da realizzare, la droga sconvolge ogni valore morale e comportamentale, quindi relazionarsi su concetti sani non è semplicissimo, questo dipende dalle tue capacità di creare un rapporto influente, basato appunto sui costrutti sopra indicati (anche se tipicamente il tossicodipendente distrugge tali dinamiche). Se vuoi aiutare la persona che vive la tossicodipendenza, devi accettare che magari in passato ha deluso le tue aspettative e la tua fiducia, non devi perdere la speranza, anzi dovrai proprio “contagiare” il tuo caro di speranza.  Devi dimostrarti empatico e comprendere il dolore e le difficoltà che la persona prova, allo stesso tempo, non dovrai colludere o assecondare ogni sua richiesta, dovrai essere normativo, no passivo nella relazione.  Devi imparare quindi a dire no, in modo autorevole, spiegando il perché della tua negazione. L’aiuto inizia anche da piccoli gesti che possono far riflettere il tossicodipendente della situazione in cui si trova, motivando il pensiero che bisogna far qualcosa. La psicoeducazione e l’influenza indiretta di una relazione basata su comportamenti sani, può essere determinate nel processo di cura. Non colpevolizzare la persona, non essere giudicante o intrusivo riguardo ai suoi errori, l’aiuto come abbiamo detto avviene attraverso la comprensione delle dinamiche interne che spingono la persona a usare la sostanza, non attraverso la categorizzazione negativa e la proibizione. Devi essere un punto di riferimento, dimostra il tuo interesse e la tua volontà nel sostenerlo a combattere il problema della droga. Motiva il cambiamento e la speranza, spesso il tossicodipendente è una persona che si è arresa, che ha smarrito la speranza.

Gli interventi terapeutici per uscire dalla tossicodipendenza

Tipicamente il tossicodipendente ha provato più volte a far fronte alla sua dipendenza, fallendo ogni volta. Il problema non è tanto relativo alla volontà, che poniamo l’accento, deve necessariamente esserci, ma anche al metodo per disintossicarsi. La motivazione al cambiamento, a uscire dal tunnel della droga, se non è accompagnata da un protocollo di cura, validato ed efficace, non consentirà di far fronte alla dipendenza, in quanto la dipendenza è ben radicata e di natura psicologica e fisica. Motiva, attraverso la riflessione e la speranza la persona a combattere contro la tossicodipendenza, a chiedere aiuto a un professionista, a iniziare un percorso terapeutico presso una struttura che si occupa della riabilitazione delle dipendenze patologiche. Fai attenzione però, esistono strutture che seguono programmi non validati, dove il team terapeutico non è formato da Psichiatri, Psicologi, Educatori Professionali o in genere da persone che hanno svolto una formazione specifica. Evita queste strutture chiedendoti: andresti a farti curare un dente da una persona che ha sofferto il mal di denti e dopo si è messo a curare il mal di denti, senza uno specifico percorso di studi?

Il trattamento per superare la tossicodipendenza deve essere mirato e basato su interventi di natura psicologica e disintossicazioni di natura fisica. L’intervento psicologico è uno degli aspetti fondamentali per interrompere la dipendenza e l’assunzione di droga. Attraverso l’intervento psicologico, il professionista potrà individuare le credenze, le motivazioni e le ragioni per le quali la persona ricorre allo stupefacente. Destrutturare e ristrutturare i pensieri e i comportamenti disfunzionali è uno dei muri portanti per superare la tossicodipendenza a prescindere se la sostanza è eroina, cocaina o altro. Contestualmente la disintossicazione fisica avrà la stessa importanza. L’intervento dovrà necessariamente basarsi su questi due aspetti. Il trattamento farmacologico consente di evitare i sintomi di astinenza e di disintossicare il corpo dalla droga, ripristinando nel tempo i normali cicli fisiologici.

Com’è noto a tutti, anche chi non lavora in ambito terapeutico, l’incidenza e la diffusione dell’assunzione di sostanze stupefacenti è un male che colpisce numerose persone, spesso anche i più giovani. La dipendenza da sostanze spesso inizia proprio in giovane età, nell’adolescenza, dove la voglia di provare emozioni forti, correlata con una certa dose d’inconsapevolezza del pericolo, spinge il ragazzo a provare la droga. Ogni tossicodipendente che ho ascoltato, ha espresso nella maggior parte dei casi di aver iniziato ad assumere sostanze stupefacenti cosi dette “leggere” passando in seguito a droghe più pesanti (il passaggio non è generalizzabile a tutti). Un “gioco” iniziato per leggerezza, ma una dipendenza che ben presto è diventata pesante e distruttiva. Durate la mia attività, ho visto molti tossicodipendenti iniziare programmi terapeutici e poi abbandonarli, ho visto però, anche chi è riuscito a superare il vortice della droga, a rinascere e a inserirsi in quelle storie di cambiamento terapeutico che io definisco di straordinario successo.

 Per concludere, se vogliamo aiutare una tossicodipendente, dobbiamo eliminare ogni forma di colpa, pregiudizio, discriminazione verso quest’ultimo, creando un rapporto empatico e potenziando le sue capacità sane. Il tossicodipendente è una persona fragile, una persona che soffre. Capire il dolore rappresenta uno degli strumenti che possiamo utilizzare per la lotta contro la droga in ambito terapeutico. In questo articolo abbiamo affrontato brevemente la problematica della tossicodipendenza, soffermandoci su alcuni aspetti che possono essere strumentalizzati positivamente, per cercare di aiutare la persona dipendente da sostanze a rivolgersi a un esperto. Abbiamo utilizzato un linguaggio semplice, ridondate, senza la finalità di descrivere in modo esaustivo un fenomeno di estrema complessità, cercando indirettamente d’indurre nel lettore la speranza del cambiamento e la possibilità dello stesso. Come affermava William Burroughs, la droga è una strada a senso unico, sta a ogni persona scegliere in quale direzione percorrerla, tu indirettamente potrai influenzarne la scelta.  

 A cura del Dott. Giorgio Spennato
Psicologo Lecce



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