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Nutrizione, Salute

Adolescenza vegetariana e vegana: tra scelta di vita e alimentazione pianificata

Pubblicato: 23/05/2016 alle 7:19 am   /   da   /   commenti (0)

Ogni anno aumentano sempre più nel mondo, vegetariani e vegani (la maggior parte sono donne).  Mentre i primi si limitano a non consumare carne e pesce, la scelta vegana, molto più restrittiva, si basa su una visione filosofica che rifiuta lo sfruttamento degli animali in ogni sua forma, dall’abbigliamento alla mungitura.  Il vegano esclude  carne, uova, latticini, miele, l’utilizzo degli animali come oggetti e come prodotti, quindi oltre a non mangiare carne e pesce, non indossa abiti e prodotti di derivazione animale che implicano sofferenza. Bandita quindi la lana, la seta, la pelle, trucchi e prodotti per il corpo e la casa, testati sugli animali.

Più che stile di vita è una scelta di vita. L’obbiettivo del vegano è contrastare lo specismo, ovvero la discriminazione basata sulla specie di appartenenza. Infatti il veganismo è dettato da principi etici di rispetto per la vita animale e basato sul pensiero antispecista, su una visione non-violenta, dunque si lega alla necessità etica di non influire negativamente sulla vita di nessun animale, per questo motivo oltre al cibo, il vegano rifiuta l’acquisto e l’utilizzo di prodotti di origine animale.

La scelta vegana sembra crescere soprattutto negli adolescenti, che vivono un periodo critico della vita, dal punto di vista organico ed emotivo, nel quale il bisogno di trovare ed accettare una propria identità fisica insieme alla ricerca di una identità comportamentale portano spesso l’adolescente ad andare controcorrente. Il bisogno di pensare oltre il proprio pensiero seguendo grandi ideali, a quest’età, può avere un forte impatto sulle scelte alimentari.

Così, non è infrequente che un adolescente che ha sempre mangiato di tutto diventi all’improvviso vegetariano o vegano. La ricerca psicologica ha sottolineato che in questa fascia d’età lo stile vegano può essere espressione di varie motivazioni: per distinguersi dai propri genitori, perché sensibile ai problemi ambientali, per seguire il gruppo di coetanei che frequenta, bisogno di esplorare o sperimentare, compassione per gli animali, identificazione con lo stato di vulnerabilità e debolezza dell’animale sfruttato, schierarsi con loro che significa, indirettamente, difendere se stessi.

Va fatta particolare attenzione all’adolescente che d’improvviso sceglie una dieta vegetariana, poichè se da una parte tale scelta ha ricadute positive sulla salute (gli adolescenti vegetariani presentano una minore incidenza di obesità, sovrappeso e livelli più bassi di colesterolo), dall’altra tale scelta repentina potrebbe camuffare un disturbo del comportamento alimentare.

Tuttavia, nutriente critico per l’alimentazione vegana è la vitamina B12 (fonti affidabili sono esclusivamente animali, che per i vegetariani sono principalmente le uova e, in misura minore, latte e latticini) essenziale per la salute del sistema nervoso e cardiovascolare, che andrebbe necessariamente assunta tramite integratore.

Il gruppo alimentare più ampio per l’alimentazione vegetariana e vegana è quello dei cereali (pasta, riso, orzo, farro) e pseudocereali (grano saraceno, amaranto, quinoa) che apportano fibre, proteine, vitamine e minerali importanti. Alimenti proteici (legumi, frutta secca, semi oleaginosi, derivati della soia e, per i vegetariani, anche uova, latte e formaggi) apportano proteine con elevato valore biologico e sono fonti di Calcio, Potassio, Ferro, Fosforo. Fonti di grassi sono gli oli, come  l’olio extravergine d’oliva, ma anche l’ olio di semi di lino, ricco di acidi grassi essenziali omega-3, ad azione antinfiammatoria e antiaterosclerotica, presenti altresì nella frutta secca.

Inoltre se è vero che il latte è una buona fonte di Calcio, indispensabile per le ossa, l’eliminazione dello stesso per i vegani può non essere un problema se si compensa bene con alcuni alimenti del Regno Vegetale, fonti ricche di Calcio, come le mandorle, salvia, rucola, tofu, ceci.

Per evitare carenze alimentari dettate dal “fai da te” occorrerebbe educare il /la giovane ad una dieta ben pianificata e bilanciata.

Maria Agnese Criscuolo – Psicologa
Maria Castaldo – Biologa, Nutrizionista

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