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Diritto alla salute, Nutrizione

Chi può prescrivere una dieta in Italia? Esperti veri e presunti

Pubblicato: 16/07/2013 alle 4:42 pm   /   da   /   commenti (16)

Di certo sarà capitato a molti di coloro che vogliono perdere alcuni o molti chili di affidarsi al fai da te o di imbattersi in esperti della nutrizione o sedicenti tali.

L’esempio più lampante riferibile a questa seconda categoria è certo quello dell’allenatore/personal trainer della palestra che, fiero dei risultati ottenuti sul proprio corpo, spesso si improvvisa esperto della scienza dell’alimentazione prescrivendo una vera e propria dieta all’amatore/atleta di turno.

Questa figura professionale può davvero prescrivere una dieta o travalica i limiti della sua professione.

È bene innanzitutto, sapere che in Italia ci sono varie figure di esperti dell’alimentazione con compiti specifici e ben definiti.

Queste figure sono quelle del dietologo (medico con specializzazione in dietologia), del dietista (soggetto che ha conseguito un diploma di laurea triennale in tale disciplina e non è medico) e del nutrizionista (soggetto che ha una laurea in scienze biologiche).

La prescrizione di una dieta è  un atto riservato ad un medico. Lo ha ribadito da ultimo una sentenza del Tribunale di Roma (sentenza n. 3527 del 18 febbraio 2011) che stabilisce che “il biologo puo’ solo suggerire o consigliare profili nutrizionali finalizzati al miglioramento dello stato di salute e mai, in nessun caso, puo’ prescrivere una dieta come atto curativo, che rimane sempre un’attribuzione esclusiva del medico”.

Già il Ministro della Salute il 15 dicembre 2009 in un proprio attribuiva la competenza della prescrizione di una dieta esclusivamente al medico riconoscendo al biologo solo la possibilità di elaborare e determinare (quindi non prescrivere) diete.

Valgono le stesse considerazioni per il dietista (soggetto che ha conseguito un diploma triennale di  laurea in dietistica e non è pertanto un medico ma un esperto di alimentazione. Per lui il DM 744 del 14.09.1994 all’articolo 1 stabilisce, fra i compiti quello di elaborare, formulare ed attuare le diete prescritte dal medico e controllarne l’accettabilità da parte del paziente. Qualora un soggetto non abilitato a farlo prescrivesse una dieta potrebbe essere anche integrato il reato di cui all’art. 348 c.p. di abusivo esercizio di una professione (nel caso in esame della professione medica).

La risposta alla domanda iniziale non può dunque che essere negativa: l’allenatore della palestra, a maggior ragione e quand’anche avesse un diploma di laurea in scienze motorie, non può prescrivere nessuna dieta e non gli è attribuito alcun ruolo nell’ambito dell’alimentazione.

Quello che però anche un semplice allenatore può fare è dare dei consigli alimentari volti a suggerire uno stile di vita sano (quali ad esempio evitare un consumo eccessivo di grassi, mangiare molta frutta e verdura, ridurre il consumo di bevande alcoliche ecc.).

L’esempio dell’allenatore è ovviamente estensibile anche a altre figure prive di abilitazione quali, ad esempio, il naturopata o lo stesso farmacista che, pur potendo avere nozioni di scienza dell’alimentazione non sono però abilitati a prescrivere diete.

Diffidate dunque dai millantatori e rivolgetevi ad un esperto.

Commenti (16)

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commenti ( 16 )

  • 24/10/2013 alle 12:40 pm sguotti sara

    Secondo la legge italiana i Biologi possono elaborare diete in condizioni fisiopatologiche e valutare il fabbisogno energetico di un paziente in qualsiasi condizione fisiologica o patologica accertata.
    Sono proprie del Biologo Nutrizionista competenze di Educazione alimentare, competenze in Igiene e sicurezza degli alimenti e di Prevenzione primaria. In particolare sono propri del Biologo Nutrizionista i seguenti compiti nel dettaglio: organizzare e coordinare le attività specifiche relative all’alimentazione in generale e alla dietetica in particolare; collaborare con gli organi preposti alla tutela dell’aspetto igienico sanitario del servizio di alimentazione; determinare i bisogni nutrizionali di pazienti in qualunque condizione fisiopatologica da cui elaborare, formulare, attuare e controllare l’efficacia delle diete stesse; collaborare con altre figure (ad esempio psicoterapeuti) al trattamento dei disturbi del comportamento alimentare; studiare ed elaborare la composizione di razioni alimentari atte a soddisfare i bisogni nutrizionali di gruppi di popolazione e pianificare l’organizzazione dei servizi di alimentazione di comunità di sani e di malati; svolgere attività didattico-educativa e di informazione finalizzata alla diffusione di principi di alimentazione corretta tale da consentire il recupero e il mantenimento di un buono stato di salute del singolo, della collettività e dei gruppi di popolazione.
    Esiste molta confusione riguardo alle figure professionali che oggi ruotano intorno all’alimentazione. Una grande confusione riguardo ai nomi: Nutrizionista, Dietologo e Dietista… nomenclature che restano, nella maggioranza dei casi, del tutto operative: come recita il sito della scuola di specializzazione in Scienze dell’alimentazione dell’Università di Roma La Sapienza, il Nutrizionista è un professionista.
    Un professionista esperto di nutrizione e alimentazione, sia esso Medico o Biologo. L’appellativo di Dietologo viene definito quasi come una volgarizzazione del termine: «Cosa è un “dietologo”? È un modo poco elegante di definire il nutrizionista».
    La dicitura di Nutrizionista infatti si riferisce a professionisti iscritti a un Ordine professionale che vigila sulle le competenze tecnico-professionali degli iscritti sia a garanzia dell’operato degli stessi iscritti sia a tutela dei pazienti che al Nutrizionista si rivolgono.
    Il Dietista invece è in possesso della Laurea Triennale in Dietistica ed è abilitato per legge a formulare, elaborare, attuare e controllare le diete già prescritte o consigliate al paziente.
    Occorre precisare che ci si deve rivolgere al Nutrizionista non solo per ragioni puramente “estetiche”, cioè per dimagrire, ma anche in casi patologici accertati, dove, viste le approfondite conoscenze di fisiologia e patologia, il Biologo Nutrizionista sarà in grado di elaborare e seguire l’educazione alimentare appropriata di un paziente particolare alla sua particolare dieta di supporto a determinate cure mediche oltre che per affrontare al meglio anche altri stati fisiologici particolari della vita, come la gravidanza o lo sport.

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    • 24/10/2013 alle 4:20 pm Flavio Volontà

      Gentile lettrice,
      il biologo può certamente “elaborare” una dieta che però, secondo la giurisprudenza, è qualcosa di diverso dalla prescrizione della dieta stessa che, quanto meno come atto curativo, è da riservarsi al medico.
      E’ discutibile se la prescrizione di una dieta a soggetto privo di patologie possa essere autonomamente compiuta dal biologo. La giurisprudenza, piuttosto rigoristica per il vero, sembrerebbe escluderne la possibilità anche in questa ipotesi, ritagliando un ruolo diverso al biologo.
      Quanto poi alle precisazioni terminologiche da Lei fornite ritengo che rilevante sia capire quali siano i ruoli riservati ai diversi esperti (medico, laureato in scienze biologiche e laureato in dietistica) al di là del nomen più proprio.
      Un cordiale saluto

  • 24/10/2013 alle 12:47 pm Lidia

    Informatevi prima di scrivere cose inesatte!!
    Legge n° 396 del 24 maggio 1967 e il decreto ministeriale del 22 luglio del 93, n°362…
    Se poi sei un medico e vuoi tirare acqua al tuo mulino allora almeno scrivilo perchè questa è cattiva informazione!!

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    • 24/10/2013 alle 2:03 pm Flavio Volontà

      Gentile Signora,
      non sono un medico bensì un avvocato e non sono mosso da alcun interesse partigiano a tutela della categoria dei medici.
      Mi perdoni ma non comprendo in cosa le fonti normative da Lei menzionate contraddicano quanto da me riportato nell’articolo in merito ai compiti (ovviamente distinti) delle diverse figure professionali che operano nell’ambito della scienza dell’alimentazione. Ben lieto di discuterne con Lei e di confrontarmi sul punto.
      Un cordiale saluto

  • 24/10/2013 alle 6:56 pm Lidia

    Queste fonti da me menzionate descrivono accuratamente quali sono le competenze di un biologo nutrizionista. Il biologo nutrizionista, secondo le normative vigenti e ovviamente in base alla sua formazione universitaria, può “prescrivere” diete nel senso elaborare un completo piano nutrizionale per ogni individuo, anche in condizioni patologiche, esattamente al pari di un medico. L’unica differenza consiste nella diagnosi di una patologia: un medico può diagnosticare una patologia (ad esempio diabete, celiachia, ecc.) mentre un nutrizionista non può farlo in quanto non può prescrivere medicinali…Per quanto riguarda il dietista sinceramente sono all’oscuro riguardo le competenze di questa figura professionale.

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    • 25/10/2013 alle 9:48 am Flavio Volontà

      Gentile lettrice,
      ho letto e conosco il documento dell’Ordine dei Biologi da Lei citato al link ma non può essere l’unica fonte alla quale fare riferimento poiché ribadisco che l’interpretazione della normativa sul tema è data dalle pronunce giurisprudenziali e dallo stesso Ministero della Salute.
      Le riporto qui di seguito quanto aveva affermato l’ex-ministro Fazio ad aprile del 2011 sulla questione in oggetto.

      Anche i biologi nutrizionisti possono prescrivere diete. A patto che un medico abbia accertato le condizioni del paziente. Lo ha dichiarato il 20 aprile il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, durante un question time alla Camera.
      Il problema relativo alle competenze del biologo su questa materia, ha spiegato Fazio, è stata esaminata dal Consiglio superiore di sanità: «Si afferma, dunque, che mentre il medico-chirurgo può prescrivere diete ai soggetti sani e malati, il biologo può elaborare regimi alimentari nei confronti sia dei soggetti sani sia di quelli a cui è stata diagnosticata una patologia, ma previo accertamento delle condizioni fisio-patologiche effettuato dal medico».
      Il biologo, ha detto ancora Fazio, «può elaborare in autonomia consigli nutrizionali per migliorare il benessere della persona che ne fa richiesta». I pareri del Consiglio, ha aggiunto, «vanno considerati come attività interpretativa di valore tecnico-scientifico. Quindi, allo stato attuale, non necessitano linee guida per definire gli ambiti di competenza del biologo-nutrizionista».

      p.s. Lei resta ovviamente libera di interpretare le fonti da me menzionate come più ritiene corretto (non ho certo la pretesa di fornirne l’interpretazione più corretta e cerco sempre, a tutela di chi legge, di fornire quella maggiormente prudenziale) e di operare secondo le indicazioni che Le vengono fornite dal Suo ordine di appartenenza (che ho buon motivo di ritenere sia quello dei biologi). Mi spiace solo che Lei ritenga che io faccia disinformazione.
      Un cordiale saluto

    • 25/10/2013 alle 9:30 am Flavio Volontà

      Gentile lettrice,
      il mio compito non è certo quello di prendere posizione a favore dei medici o dei biologi (non sono legato da alcun vincolo verso gli uni o gli altri) ma semplicemente quello di fotografare lo stato dell’arte ed evidenziare l’orientamento della giurisprudenza (tra cui la pronuncia citata nel mio articolo) e l’interpretazione fornita dal Ministero della Salute in ordine alla normativa vigente. Il discrimine che fa la giurisprudenza citata fra il ruolo del biologo e quello del medico (o almeno così io leggo la pronuncia) è proprio quello di attribuire al secondo il ruolo di “prescrivere” mentre al primo quello di “elaborare”. La prescrizione è atto riservato al medico ed il biologo avrà certamente ampio spazio (operando in totale autonomia) nell’elaborare la singola dieta.

  • 25/10/2013 alle 7:02 pm Giacomo Caracciolo

    Avvocato la prescrizione della dieta riconosciuta al medico non può tradursi in una subordinazione professionale verso il biologo che elaborerebbe la dieta. Il Biologo la elabora e la consegna al paziente come fa il medico, e se c’è patologia accertata la dieta viene sempre elaborata e consegnata in autonomia al malato senza che il medico l’abbia prescritta. Questo tipo di rapporto prescrittore-elaboratore esiste verso il dietista che ha un profilo tecnico-assistenziale senza ordine professionale. Medico e Biologo, fatta eccezione per la diagnosi e la terapia che spetta al medico, sono autonomi nel determinare le esigenze nutritive del soggetto sano e patologico. Perciò il biologo accertata la patologia dal medico o in per un soggetto sano elabora e suggerisce al pz di seguire una dieta ottimale per migliorare lo stato di benessere. Se questa sia o meno una prescrizione del biologo al paziente non si sa ma il biologo può decidere in autonomia di mettere a dieta un soggetto definendogli l’alimentazione.

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  • 04/11/2013 alle 9:21 am Giuseppe

    Avvocato mi scusi ma se tutta la discussione
    Gira intorno alla parola prescrizione lo accontento :
    Nella lingua italiana il verbo “prescrivere” è sinonimo di stabilire, determinare e talvolta consigliare. Non per nulla nel linguaggio comune si dice: “Il medico mi ha consigliato queste medicine”, come altrettante volte si può dire: “Il medico mi ha prescritto determinati farmaci”. E l’equivalenza dei termini prescrivere, determinare, consigliare, risulta dal fatto indubitabile che nessuno può imporre l’assunzione o l’uso di un farmaco o il rispetto di una dieta. Ogni “prescrizione” vale per il paziente come un invito, un consiglio a tenere un certo comportamento, ma il paziente rimane arbitro indiscusso della scelta se utilizzare o meno i consigli del suo medico. Come si vede, quindi, attardarsi a discutere se il biologo possa “prescrivere” o se lo possa fare solo il medico equivale a un’inutile perdita di tempo perché ogni prescrizione non ha mai carattere imperativo e cogente , ma si presenta all’uomo come un consiglio sia pure autorevole, ma pur sempre un consiglio, che può essere disatteso secondo l’autonoma e inviolabile decisione del soggetto a cui si rivolge. Deve essere chiaro, quindi, che la sentenza n. 3527/2011 del Giudice unico non ha modificato di una virgola la situazione preesistente: l’accertamento e la cura delle patologie spettano al medico. Se la patologia accertata può essere fronteggiata oltre che con i farmaci suggeriti dal medico anche con una dieta adeguata, questa può essere consigliata dal biologo, che ha, per legge, la competenza a valutare i bisogni nutritivi dell’uomo sino al punto da giudicare se sia il caso, oltre che consigliare e sconsigliare determinati cibi, di ricorrere a integratori alimentari. Se l’individuo è invece in buona salute e vuole restarci o vuole intraprendere un’attività sportiva, può indifferentemente rivolgersi tanto al medico quanto al biologo perché in questo caso non viene in rilievo l’accertamento e la cura di nessuna patologia.

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  • 13/11/2013 alle 3:10 pm Fontolan

    Egregio Avvocato in questo documento ufficiale del ministero della salute c’è scritto che medico e biologo PRESCRIVONO diete.

    http://www.onb.it/wp-content/uploads/2013/10/prescrizionediete1.pdf

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  • 05/12/2013 alle 1:08 pm Davide

    La differenza fondamentale tra medico e le altre figure professionali è che solo il primo può diagnosticare una malattia.
    Quindi un biologo può prescrivere qualsiasi tipo di dieta specifica, ma solo dopo che la malattia è stata diagnosticata.
    Facciamo degli esempi : il biologo può prescrivere una dieta ad un paziente obeso e diabetico (trattato con farmaci) oppure ad un cardiopatico, ma non può prescrivere una dieta “per diverticolite” un paziente che si presenti e riferisca “soffro di diverticoli”, senza avere una diagnosi certa.
    Oppure non può prescrivere una dieta per “intolleranza al lattosio”, solo sul riferimento dei sintomi del paziente.

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  • 09/12/2013 alle 4:00 pm Mimmo

    Vorrei sottolineare che elaborare diete e prescriverele è la stessa cosa e finiamola con giochi puramente semantici. I Biologi prescrivono od elaborano diete a soggetti in condizioni fisiopatologiche accertate. E’ ovvio che la patologia la diagnostica il medico. Alcuni Biologi hanno la specializzazione in Scienze dell’Alimentazione o Master altamente specializzati, dunque sono esperti del settore. Scrivono su carta intestata, anche suggerendo integratori alimentari, qualora ce ne fosse la necessità. Qual’è il problema? Secondo me è la difesa dell’orticello. Comunque basterebbe costituire un’associazione a tiratura nazionale in cui tutti Biologi, Medici, Dietisti cioè ( coloro che per legge hanno diritto a prescrivere ed elaborare diete) vi devono aderire. Punto e togliamo i problemi da mezzo. Costoro sono tutti esperti in scienze dell’alimentazione ed è giusto che tutti vengano considerati tali e possano avere un loro studio professionale in libertà!

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  • 02/02/2014 alle 12:49 am Dana

    Credo che questo documento del consiglio superiore della sanità datato 5 maggio 2011 presente sul sito dell’ordine dei biologi dipani la questione medico biologo e dietista con le loro competenze. http://www.onb.it/2013/09/11/secondo-parere-del-consiglio-superiore-di-sanit/

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  • 15/09/2014 alle 1:48 pm andrea deledda

    è un piacere avvocato vedere come lentamente nei commenti abbia cambiato idea, fino ad arrivare all’accettabile “i biologi prescrivono la dieta dopo che il medico ha accertato lo stato di salute”, cosa peraltro mai negata dai biologi. a questo punto può anche rimuovere questo confusionario articolo direi, che fa pensare ad un lettore che se viene da me, biologo nutrizionista, per ricevere una dieta, io sia abusivo
    cordiali saluti

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    • 15/09/2014 alle 3:18 pm Flavio Volontà

      Gentile lettore,
      lungi da me il volere entrare in polemica con Lei atteso che, se presta attenzione a quello che ho scritto nell’articolo, probabilmente non vi è molto di diverso da quello che dice Lei. Ribadisco che non ho riportato la mia idea sulle professioni della nutrizione ma quello che in merito hanno detto il Ministero della Salute e la giurisprudenza. Non ho maggiore simpatia per l’una o l’altra categoria professionale ma è fuor di dubbio il fatto che il medico, quanto meno a fronte di un soggetto che ha una patologia, sia quello che ha il margine di operatività più ampio.